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venerdì 19 aprile 2024

Juvecentus: 1932 - Trentaseiesima puntata


 

Renato Cesarini

Ormai, anche nel linguaggio corrente, per una cosa ottenuta proprio all'ultimo tentativo si tira in ballo la "zona Cesarini". Un luogo comune originato da un attaccante tanto bravo quanto mattocchio. Italiano di Senigallia trasferitosi, con la famiglia, a Buenos Aires, quando... torna a casa viene considerato oriundo. Come passa alla leggenda? Fine dicembre del '31, a Torino scende la grande Ungheria di Sarosi e, al novantesimo, siamo sul 2 a 2. Entra in scena il "matto": travolge il compagno di squadra Costantino, che è titubante sul pallone, e si invola verso la porta segnando il gol della vittoria. Non essendo stata una prodezza isolata, ma ripetuta, nasce la zona che da lui prende il nome. E' uno dei tanti fenomeni del pallone della Juve di questi anni. Ed è un fenomeno anche fuori campo: auto con chauffeur, spese pazze, addirittura una sala da ballo aperta a Torino, dove poter dare bella mostra del suo tango perfetto. Alla storia, oltre alla zona, sono passati anche alcuni scherzi che gioca a compagni, dirigenti e... chiunque capiti a tiro. Spirito goliardico e grande gioia di vivere.


LA "STORIA" DEL 1932

E' ancora Juve. Il Bologna non riesce a reggere la forza d'urto dei bianconeri e, a fine campionato, è secondo a quattro punti di distacco. Le migliori soddisfazioni, però, i felsinei se le tolgono in Mitropa, embrione dell'attuale Champions League, dove trionfano con grande autorità. Sempre a livello europeo, l'Austria si aggiudica la seconda Coppa Internazionale, succedendo nell'albo d'oro agli Azzurri. Bomber del campionato sono il fiorentino Petrone e Angiolino Schiavio, anima del Bologna e della Nazionale di Pozzo. All'inizio della stagione 1932-33, intanto, la Juve trasloca, trasferendosi allo Stadio Comunale, un terreno di gioco destinato a entrare nel cuore del popolo bianconero.

(Palla al Triso)

 



 

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