Giuseppe Meazza
Qualcuno potrebbe chiedersi: ma che ci fa il Balilla in una storia della Juve? A parte il fatto che uno come lui ha diritto di cittadinanza in qualsiasi contesto calcistico: dicono che sia stato il più grande di sempre, il calcio in persona. E poi, nella Juve ci gioca pure, quasi di sfuggita, ma dieci dei suoi 267 gol in Serie A li segna per Madama. E' il torneo '42-'43. Un campionato che si sa quando sia cominciato ma non si sa se arriverà mai alla fine, tra bollettini di guerra e bombardamenti. E' ancora grande, il Pepp, e riesce sempre a beffare i portieri con quel suo tipico chiamarli fuori dai pali per poi beffarli con dribbling irridenti. Di lui si raccontano centinaia di aneddoti, legati alla sua passione per le auto, per le buone dormite, per le belle donne. Si ricorda di quando calciò un rigore contro il Brasile con l'elastico dei pantaloncini rotto, oppure ci si chiede come faccia a correre con quel piede sinistro reso "sifulino" da un embolo che gli blocca la circolazione. Ma è il più grande.
LA "STORIA" DEL 1943
Le briciole vengono lasciate al laziale Piola, che si aggiudica la classifica cannonieri con 21 segnature, per il resto il Torino fa un sol boccone di tutti i titoli a disposizione. E' il primo "double" della storia del calcio di casa nostra, con campionato e coppa vinti dalla stessa squadra. Che è una super squadra, destinata, con ulteriori futuri inserimenti, a divenire imbattibile. Per ora bastano Grezar, Menti Loik, Gabetto, Mazzola, Ferraris II (e non è poco!) ma altri campioni sono sul punto di raggiungerli, per un imprevedibile appuntamento col destino. La Storia con la S maiuscola, intanto, segna le tappe di Katyn, dello sbarco in Sicilia, del Gran Sasso, di Cefalonia e di Cassibile.
(Palla al Triso)

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