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giovedì 11 aprile 2024

La grandezza di Didì, Vavà e Pelè


Se dicessi Waldyr Pereira, Edvaldo Izidio Neto ed Edson Arantes do Nascimento, per la maggior parte delle persone potrebbe tranquillamente corrispondere a uno stralcio di una guida del telefono di una città sudamericana, otterrei effetto completamente opposto se le tre persone citate le chiamassi con l'apelido, il soprannome che è usanza in Brasile affibbiare a qualsiasi giocatore di calcio: Didì, Vavà, Pelè!

Tre campioni immensi che hanno portato trofei, vittorie e gloria al calcio verde-oro e hanno fatto innamorare turbe di tifosi in tutto il mondo. 

Talmente famosi e amati da tutti che anche in Italia, appena conclusosi il Mondiale svedese del 1958 che li aveva fatti assurgere a icona universale del calcio, anche il Quartetto Cetra, uno dei simboli della canzone italiana dei tempi, dedicò loro un motivetto: "Didì, Vavà, Pelè / tre brasiliani neri nei / come tre chicchi di caffè / ti fan ballare la nuova samba / segnando gol a tre a tre..."

A quei tempi un testo accettato, oggi non lo canterebbe nemmeno Acerbi!

(Palla al Triso)

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