Quando il Commissario Tecnico dell'Irlanda del Nord, Bingham, mandò in campo la formazione che affrontò la Jugoslavia ai Mondiali del 1982 in Spagna, fece una scelta che entrò nella storia.
A completare il trio d'attacco dei biancoverdi, insieme a Armstrong e Hamilton, inserì un ragazzino ancora minorenne che i diciassette anni li aveva compiuti da soli quaranta giorni: Norman Whiteside, il calciatore più giovane che abbia mai giocato in un Mondiale.
Era il 17 giugno 1982: fischio d'inizo alle 21 e si giocava all Romareda di Saragozza. Gli slavi erano guidati da Susic, Pantelic e Surjak, mentre tra i britannici brillavano Jennings, Chris Nicholl, O'Neill, Mc Ilroy e quel ragazzino dalla faccia impertinente e dal carattere fumantino si buttò nella mischia senza alcun timore, senza particolare timidezza. D'altronde, era cresciuto a Shankill, quartiere povero di Belfast dove la vita ti fa crescere in fretta: lui era cresciuto e i compagni di squadra lo avevano ribattezzato "Shankill skinhead", il teppista di Skinhead.
La partita si chiuse con un noioso 0 a 0: unico squillo degno di nota da segnalare nei cartellini: al 62° l'ammonizione del... teppista!
(Palla al Triso)

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