Rino Ferrario
Forse, con quel fisicaccio enorme e anche un po' sgraziato, non sembra nato per fare il calciatore ma sa sicuramente sfruttare al meglio le doti, riuscendo anche a trasformare in positivo i difetti. Lui stesso è talmente lontano dal pensare di poter fare il calciatore che nel mondo del football ci arriva quasi per caso. Sta facendo la naja ad Arezzo, quando, nel corso di un torneo tra militari, viene notato da alcuni dirigenti e tesserato. Dimostra subito che le sue armi migliori sono rappresentate dalla decisione nei tackle e da un terrificante colpo di testa. Probabilmente non è poco se la Juve fa di tutto per averlo. E' la sua fortuna, perchè all'ombra di un grande campione come Parola, impara tantissimo, fino a diventare giocatore vero. Fa incetta di soprannomi: Rinone, Scintilla, Sciavata d'oro, Tom Mix, ma quello che lo accompagna per sempre è Mobilia: sembra veramente un armadio a due ante! Mette insieme 144 presenze: non male per un caporale!
LA "STORIA" DEL 1954
In Italia non cambia proprio nulla rispetto all'anno prima: nerazzurri campioni e Nordahl re dei goleador. Il momento sportivo più importante dell'anno, però, è il Mondiale svizzero, dove si attende il quasi scontato trionfo dell'Ungheria, che ha dominato la scena pallonara degli ultimi anni. E invece la Germania Ovest di Rahn, Morlock, ma soprattutto di Fritz Walter, che trova il modo (che modo? si parlerà anche di doping, considerando che, un mese dopo la finale, buona parte dei tedeschi si becca un'incredibile itterizia!) di strappare il titolo ai superfavoriti. Sulla figura barbina degli azzurri è forse meglio stendere un velo pietoso...
(Palla al Triso)

Nessun commento:
Posta un commento