Era un martedì di dicembre del 2007 e l'Alessandria sportiva fu attraversata da un brivido gelido: una notizia che rese ancora più triste quella già cupa giornata invernale. "Se n'è andato Piero!"
"Ma come? L'ho incontrato l'altro giorno e, come sempre, era gagliardo e pieno di...carica positiva!"
Tutti commentarono così, tutti ne sottolineavano l'entusiasmo e la prorompente vitalità, ma purtroppo il suo cuore non ha retto e Giampiero Mariani (nella foto) non potrà più mettersi in tuta per insegnare calcio. Con lui se n'è andato un grande uomo di sport, un grande appassionato che, con quel suo fare all'apparenza burbero ma pieno di umanità, ha fatto innamorare del gioco del calcio intere generazioni di piccoli calciatori. E quel martedì lo hanno pianto tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incrociarne i destini, lo hanno pianto i tanti amici, soprattutto lo hanno pianto i suoi ragazzi.
E' bello, ancora oggi, ricordarlo all'Aurora, su quel campetto in terra battuta dove, prima delle ristrutturazioni degli ultimi tempi, aveva predisposto "la forca": un palo a elle rovesciata a cui aveva appeso un pallone e dove insegnava ai suoi piccoli allievi a colpire di testa: "Dai, pastasüccia, sauta!", ci sembra ancora di sentire!
In quella stagione era stato chiamato dall'amico di sempre Mirko Ferretti a lavorare nella ricostruzione del settore giovanile grigio. Con Mirko, con un altro "grande" del calcio provinciale come Vincenzo "Rolly" Rolando e tutto lo staff tecnico e dirigenziale si era messo al lavoro con il suo inesauribile entusiasmo e la sua voglia di far crescere calciatori e uomini, come aveva sempre fatto, tra brontolii e risate, rimbrotti e pacche sulle spalle.
Non è retorica pensare che Mariani, col suo grandissimo amico Tagnin, con Rolly, con Fiamma e con tutti quei "malati di calcio" che purtroppo ci han lasciati stiano a guardare cosa stia succedendo quaggiù, con lui pronto a tirare qualche scappellotto, se dovesse servire.
Pierone, "zio Caio!", quanto ci manchi!
(Palla al Triso)




