Centrodestra o centrosinistra al governo del Paese; Alessandro Cattelan o Gerry Scotti a condurre il SanRemo del post Amadeus; Allegri-in o Allegri-out.
Sono questi i tre grandi quesiti che angustiano l'intellighentia nazionale in questa prima parte di un marzo dal poco sole e dai tanti rovesci. E se le prime due problematiche esulano dagli argomenti che siamo soliti trattare su queste pagine, la terza (proprio in virtù anche dei tanti "rovesci" non solamente meteorologici) ci calza a pennello!
La Juve non può continuare su questa linea-grigia che ne sta contraddistinguendo le ultime stagioni e la colpa è di chi la guida dalla panchina?
Partiamo da una premessa: ho netta la sensazione che qualsiasi altro allenatore, in quella maledetta passata stagione vissuta sul filo di rasoio di penalizzazioni in altalena che avrebbero stroncato la resistenza psicologica di chiunque, forse ne sarebbe stato travolto, andando alla deriva. Non Allegri, che invece tra mille tempeste è riuscito comunque a portare un ambiente completamente destabilizzato (in campo e fuori) a raggiungere un risultato che, depurato della querelle "plusvalenze" (ad altri incredibilmente perdonate), avrebbe garantito l'accesso alla Champions League.
Oggi, Allegri è messo in croce per i risultati inadeguati rispetto al "presunto" valore della rosa e considerato incapace di gestire le ambizioni di una società storicamente destinata a vincere. Ma siamo certi che il valore della rosa sia consono alle aspettative? O dimentichiamo che questo stesso Allegri, quando in mezzo al campo aveva a disposizione Pirlo-Vidal-Marchisio-Pogba, vinceva lo scudetto a febbraio e andava a giocarsi le finali di Champions? Magari le perdeva, ma le giocava!
Oggi, con un regista che propone a partita settanta passaggi a un metro, tentandone tre o quattro a venti metri (e sbagliandoli); con un centocampo di bravi ragazzi di buona corsa e scarse idee; con dei laterali che non saltano più un uomo e non sanno proporre palle decenti alle punte; con due punte che vorrebbero sempre entrare in porta col pallone, incapaci di battere al volo una volta buona (e che la salute ci preservi Dusan!), siamo certi che Guardiola o Klopp saprebbero far di meglio?
Il tanto osannato Pep, senza De Bruyne, Rodri, Fodden, Walker, Haaland, Bernardo Silva sarebbe la stessa cosa?
Il nuovo "Re Mida" Inzaghi, senza Çalhanoglu e "tiramolla" Barella in mezzo al campo e senza quei quattro "trattori" (De Marco, Darmian, Dumfries e Carlos Augusto) sulle fasce saprebbe stritolare partite e campionato?
Ricordate l'Ancelotti juventino, capace di lasciare per strada alle romane due scudetti già vinti nonostante potesse contare su Del Piero, Conte, Ferrara, Inzaghi senior, Trezeguet...e facendo giocare Thierry Henry terzino!).
Colpa del Mister? Sicuramente qualche colpa ce l'ha ma sicuramente gli si possono garantire parecchie attenuanti!
P.S.: Capitolo Giuntoli: siamo in attesa di poterne valutare la grandezza. Per ora qualche colpo in prospettiva (Adzic, Pedro Felipe e Barido) che potremo valutare solamente in futuro e poi Tiago Djalò, ancora non apparso sui radar, e Alcaraz, arrivato per una cifra spropositata e già out per infortunio... Speriamo non abbia dimenticato a Napoli la bacchetta magica!
(Palla al Triso)