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martedì 13 febbraio 2024

Viaggio sulle ali: Keegan, Giggs, Cristiano Ronaldo


 


Kevin Keegan

E' un talent scout molto particolare a scoprire il grande talento che si cela in quel piccolotto che, quando ha il pallone tra i piedi si muove nelle maniere più imprevedibili. Suor Mary, la direttrice della scuola, che sul diario scrive ai genitori di assecondare la passione di Kevin. Uno passione che lo porta a scudetti con Liverpool e Amburgo, Coppa Campioni e due Coppe Uefa con gli inglesi e due Palloni d'Oro nel '78 e nel '79.

Ryan Giggs

Il simbolo del Manchester United. Dal 1990 al 2014 ha sempre e solo vestito la maglia rossa, segnando molto e vincendo tanto: 13 campionati, 4 Coppe, due Champions, una Coppa delle Coppe, un'Intercontinentale e un Mondiale per Club. Fino alla maggiore età è inglese e si chiama Wilson, poi i cattivi rapporti col padre gli fanno preferire il cognome e la nazionalità gallese della mamma. Guiderà i red devils anche dalla panchina, da dove sarà chiamato a lavorare anche dalla nazionale gallese.

Cristiano Ronaldo (nella foto)

Nel 2008, grazie all'annata d'oro con lo United, vince tutto: Fifa World Player, Scarpa d'Oro e Pallone d'Oro, che vincerà in seguito altre quattro volte, a conclusione di annate con valanghe di gol segnati e di trofei vinti. A ogni maglia che indossa regala qualche vittoria: Sporting Lisbona, Manchester United, Real Madrid, Juventus ringraziano la sua velocità, la sua tecnica, i suoi dribbling con improvvisi cambi di direzione, la sua precisione nelle punizioni, la sua grande classe. 

(Palla al Triso)

lunedì 12 febbraio 2024

Gigi Cavalli, un vero "numero uno"

 


Quella voce resa rauca dal fumo di mille e mille sigarette, quelle mani, forti grandi callose, che avresti sicuramente pensato che non avrebbero potuto appartenere ad altri se non a uno che, nella vita, dovesse affrontare un lavoro duro, fatto di fatiche e sudore... Oppure: che facesse il portiere!

Senza guanti, senza protezioni, così: a mani nude, tanto il pallone quando ci picchia, su quelle mani, si fa male!

Portiere da sempre e per sempre, perchè per Gigi (nella foto ai tempi della panchina della Luese) quei due pali e quella traversa rappresentavano un po' il suo amuleto, il suo habitat, solo tra quei legni si sentiva veramente a casa sua, come quando a casa c'era davvero, con Maria Rosa e Carlina, le donne della sua vita.

Ma Gigi non era numero uno solamente in campo, lo era anche nella vita, in tutto quello che faceva, grazie alla sua simpatia, al suo forte e profondo senso dell'amicizia, al suo grande senso del dovere qualsiasi compito fosse portato a svolgere.

Con lui ho condiviso anni bellissimi. Insieme abbiamo dato vita alla prima Luese, con lui abbiamo vinto il primo campionato della storia biancazzurra, sulle nostre colline, mettendo insieme un gruppo di ragazzi vincenti, tenuti insieme dalla grande forza di attrazione che Gigi emanava. Quante risate, quanti aneddoti, quante "zingarate" del tipo "Amici miei" quando d'estate giravamo i tornei notturni della provincia in cerca di potenziali calciatori per la squadra.

Poi la storia luese è finita (come tutte le belle storie) ma ci siamo ritrovati ai Grigi, dove era stato chiamato a trasferire tutte le sue conoscenze e i suoi segreti ai giovani portieri.

La "bestia" però era in agguato e se l'è portato via troppo presto, lasciando dietro di sè il ricordo di una persona stupenda. Che è volata via come il fumo di una di quelle mille sigarette...

(Palla al Triso)

Independiente: gli undici più forti di sempre


 

E' a pieno diritto nel novero delle cinque grandi del calcio argentino, con Boca, River Plate, Racing Club e San Lorenzo e la sala trofei ne testimonia l'importanza e la grandezza.

Le bacheche sono colme di riconoscimenti conquistati in patria e fuori dai confini: 16 campionati, 2 Coppe Ibarguren, una Copa de Competencia Nacion, una Copa de Honor, una Copa de Competencia Hockey, 3 Cope de Competencia Amateurs, una Copa Escobar, 7 Coppe Libertadores, 2 Coppe Sudamericane, 2 Intercontinentali, 3 Coppe Interamericane, una Recopa Sudamericana, 2 Supercoppe Sudamericane, 2 Coppe Ricardo Algao e una Coppa Suruga Bank...un'enormità!

Ecco undici che hanno contribuito notevolmente ai traguardi:

1 Faryd Camilo Mondragon, 2 Jorge Mario Olguin, 3 Ricardo Pavoni, 4 Americo Ruben Galvan, 5 Nestor Rolando Clausen, 6 Pedro Damian Monzon, 7 Antonio Alzamendi, 8 Jorge Luis Burruchaga, 9 Arsenio Erico, 10 Ricardo Enrique Bochini, 11 Hector Yazalde.

In più: Luis Garisto, Ricardo Omar Giusti e Ricardo Daniel Bertoni.

(Palla al Triso)

Viaggio sulle ali: Robben, Gento, Best

 

Arjen Robben

Velocissimo col pallone tra i piedi, praticamente immarcabile quando, partendo dalla fascia destra si accentra per calciare a rete di sinistro, ha nella fragilità fisica il proprio tallone d'Achille. In Olanda, in Inghilterra, in Spagna e in Germania, ovunque abbia giocato, ha sempre vinto tantissimo, rientrando ogni anno tra i migliori calciatori europei. Inserito nella top undici dei campionati del mondo e nei cuori di milioni di tifosi.

Francisco Gento

Possiede due record che, da soli, potrebbero bastare per descriverne la grandezza: vince per ben dodici volte il titolo di campione di Spagna con il Real e, con la stessa maglia, per sei volte la Coppa dei Campioni. Grandissima velocità, incredibile controllo di palla, visione di gioco a 360 gradi, è un'ala in grado di fornire deliziosi assist ai compagni così come di concludere direttamente a rete dalla distanza. Nel palmarès anche due Coppe di Spagna, due Coppe Latine e un'Intercontinentale.

George Best (nella foto)

Genio e sregolatezza. Tantissimo dell'uno e dell'altra. Viene definito come il quinto Beatles, per gli abiti che indossa, per il taglio dei capelli, per la capacità di rappresentare i sogni di ogni giovane, per il piglio anticonformista con cui affronta la vita. In campo è un fenomeno, tutto dribbling e spettacolo. Pallone d'Oro nel '68, scudetti e coppe con lo United. "Ho speso gran parte dei miei soldi per donne, alcol e auto. Il resto l'ho sperperato": una frase che dice tutto della sua "follia"!

(Palla al Triso)


domenica 11 febbraio 2024

Dilettanti: cosa succede in provincia


A una decina di partite dalla fine dei principali campionati che vedono coinvolte le squadre della nostra provincia e a sole due dalla prima fase per le compagini di Terza Categoria, facciamo il punto della situazione, risultati e classifiche alla mano.

Eccellenza

Lanciatissima la Valenzana Mado, prima e vincente nella trasferta di Cavour. Alle spalle degli orafi, però, non mollano Saluzzo e Giovanile Centallo, mentre l'Acqui, quarto e in piena zona play-off ha subìto una pesante sconfitta per 4 a 1 a Fossano. C'è un'altra "alessandrina" in graduatoria, la Luese Cristo Alessandria, alessandrina di nome ma non di fatto: la "franchigia" ha sede in provincia ma sarà meglio che i torinesi proprietari procedano in fretta a cambiare denominazione (come avrebbero già dovuto fare da tempo!). Anche perchè il 6 a 1 subìto a Cherasco non rappresenta proprio un bel biglietto da visita.

Promozione

Una super Ovadese sta facendo la voce grossa, lanciatissima verso il salto di categoria. Oggi ha trionfato sul Carrara 90, e l'Arquatese (terza in classifica) ne ha seguito l'esempio superando per 2 a 0 il Felizzano in un derby provinciale. Tra Ovadese e Arquatese si è infilata la Santostefanese, mentre stanno facendo discretamente bene il Castellazzo (settimo) e la Novese (ottava). L'unica squadra alessandrina a far fatica è il Felizzano, quindicesimo e in lotta play-out.

Prima Categoria

La dominatrice della prima fase di campionato, l'Asca, ha ultimamente rallentato il ritmo, mentre dietro il Costigliole e, soprattutto, la Frugarolese hanno aumentato i giri del motore. In lotta play-off con le tre citate ci sono anche Capriatese e Don Bosco Asti, col Sale che fa un po' tiramolla tra il dentro e fuori. Sul fondo lotta per sfuggire all'ultima posizione tra Tassarolo, Aurora Canottieri Pizzerie, Moncalvo e Fortitudo, con Cassano ed Europa che stanno allungando e puntando il centro classifica.

Seconda Categoria

Ottimo torneo per Spinettese, Solero, Casalnoceto e Castelnovese, racchiuse in quattro punti. In lotta per strappare l'ultimo posto utile per i play-off la Viguzzolese e la Boschese. Sul fondo i cambi di panchina potrebbero rivelarsi importanti. Per ora a retrocedere sarebbe il Cassine, con Vignolese e Calliano a cercare di riagganciare la Pozzolese per evitare i play-out.

Terza Categoria

Solo più due giornate per chiudere la regular season: poi le prime cinque classificate in ognuno dei due gironi affronteranno una poule finale da cui usciranno i nomi delle squadre promosse. Nel Girone A, pass già conquistato dalla Fortuna Melior (oggi con un esagerato 15 a 1 sui Lions), quasi fatta per LueseCuccaro, Deportivo Bistagno, Valmadonna e Castelletto, anche se le battute d'arresto di oggi delle ultime due ridanno speranza al Bergamasco. Nel Girone B, invece, sicuramente già in finale Villaromagnano, Pro Molare, Lerma e Merella, mentre l'ultimo posto utile se lo giocheranno fino alla fine il Castelpiovera e il Garbagna.

(Palla al Triso)


 

Honved: gli undici più forti di sempre


 

In origine il nome della squadra era Kispest, a testimonianza del forte legame con il territorio delle origini: il rione di Budapest nel quale era nata. Poi, una volta passata sotto la conduzione del Ministero della Difesa, venne ribattezzata Honved, "difensore della patria".

Fu la base portante (e importante) dell'Aranycsapat, la squadra d'oro della nazionale ungherese che dominò il calcio alla fine degli anni Quaranta e nella prima metà dei Cinquanta, inanellando una serie impressionante di vittorie e lasciandosi sfuggire (tra mille polemiche) il Mondiale del 1954.

Una serie di campionissimi!

1 Gyula Grosics, 2 Jozsef Varga, 3 Gyula Lorant, 4 Ferenc Sipos, 5 Jozsef Bozsik, 6 Imre Garaba, 7 Lajos Tichy, 8 Lajos Detari, 9 Sandor Kocsis, 10 Ferenc Puskas, 11 Zoltan Czibor.

Inoltre: Marton Esterhazy e Tamas Szücs.

(Palla al Triso) 

Viaggio sulle ali: Figo, Blokhin, Beckham, Garrincha


Figo (Luis Filipe Madeira Caeiro F.)

Un vincente nato. In campo può occupare qualsiasi spazio dalla tre-quarti in avanti con ottimi risultati, in virtù di una raffinata tecnica, di una visione di gioco, di una facilità di battuta, della capacità di prevedere lo sviluppo dell'azione assolutamente oltre la media. Ovunque conquista trofei: in Portogallo con lo Sporting, in Spagna con Real e Barça, in Italia coi nerazzurri milanesi. Vittorie che lo portano ad aggiudicarsi anche il Pallone d'Oro 2000 e il Fifa World Player 2001.

Oleg Blokhin

L'idolo incontrastato di una Dinamo Kiev capace di dominare in Unione Sovietica e di uscire dai confini conquistando due Coppe delle Coppe, a distanza di oltre dieci anni. In patria Blokhin si aggiudica per ben cinque volte il titolo di miglior bomber di stagione, grazie a una prestanza fisica e a una padronanza tecnica di prim'ordine. Velocità, dribbling e potenza di tiro che gli valgono la fiducia indiscriminata del trainer Lobanovskiy e il Pallone d'Oro 1975.

David Beckham

Una carriera sempre in bilico tra l'apparire e l'essere, nel chiedersi se si tratti più di calcio o di marketing. Vincere sei campionati inglesi, uno spagnolo e uno francese; due Coppe d'Inghilterra; una Champions e un'Intercontinentale; piazzarsi più volte ai primi posti del Pallone d'Oro e del Fifa World Player; vestire per più di cento volte la maglie della nazionale inglese; essere inserito da Pelè tra i 125 più grandi di sempre, però, vorrà pur significare qualcosa!

Garrincha (Manoel Francisco dos Santos) (nella foto)

Strabismo, spina dorsale deformata, bacino sbilanciato, una gamba più corta di sei centimetri, ginocchio destro affetto da varismo e il sinistro da valgismo: questa la cartella clinica del più grande dribblatore della storia del calcio, che dei propri difetti riesce a fare la propria fortuna. Il suo modo particolare di muoversi quando punta un avversario lo rende indecifrabile e imprendibile. E così "l'alegria do povo" (la gioia del popolo) vince i Mondiali del '58 e del '62. 

(Palla al Triso)

sabato 10 febbraio 2024

Vincenzo "Rolly" Rolando: icona del calcio provinciale

 

Vincenzo Rolando, 67 anni dedicati al calcio.

Un percorso iniziato come piccolissimo calciatore e terminato come delegato provinciale dell'attività di base di Alessandria nel Comitato Regionale del Settore Giovanile e Sclastico: una parabola che ha toccato tutti gli aspetti e tutti i ruoli nel calcio ma che poi, alla fine, si è conclusa da dove era partita, dal calcio dei bambini, dal calcio più vero e più puro.

Un amore per il gioco del calcio e per la crescita dei giovani attraverso lo sport, sempre, giorno dopo giorno.

Il suo calcio "giovane" è iniziato indossando la maglia dei Grigi, con cui arriva addirittura a conquistare il titolo italiano Juniores, traguardo storico per la società piemontese. Altre maglie: Ivrea, Nicese, Asca, Acqui, La Bollente, Felizzano e Savigliano. Io lo ricordo avversario, duro ma corretto, con le maglie della Bollente di Acqui e del Felizzano e compagno di squadra, da "pensionati" del pallone negli Amatori dell'Autosalone Ovma.

Dopo il calcio giocato, la carriera da allenatore, sempre a livello di settori giovanili, in una passione per lo sport e un impegno dedicato ai ragazzi sempre posto come fondamenta della propria attività. Rispetto dell'avversario, lealtà, onestà e importanza di far parte di un gruppo fondato su queste caratteristiche hanno sempre rappresentato i dogmi distintivi della propria attività.

Rolly, come tutti lo chiamavano da sempre, è stata una vera istituzione del calcio alessandrino, un leader silenzioso ma pervaso da un carisma eccezionale. Grande organizzatore, programmatore, con un'immensa esperienza nella conduzione e nella gestione dei settori giovanili che lo portò negli ultimi anni a rifondare e ridare dignità, al fianco di Mirko Ferretti, a un settore giovanile grigio che, grazie al suo lavoro, ha ritrovato numeri e qualità.

Se n'è andato il 10 aprile di quasi quattro anni fa, lasciando "orfani" tutti i suoi ragazzi e lasciandosi alle spalle un vuoto incolmabile.

(Palla al Triso)

Lo scudetto di Sanremo


 

Ibrahimovic protagonista sul palco per il secondo anno consecutivo, il granata Bongiorno "pizzicato" seduto nelle prime file del Teatro Ariston, cantanti che si presentano alle interviste indossando la tuta della propria squadra del cuore, cornetti portafortuna con i colori della squadra del cuore donati al conduttore: in un appuntamento che fa parte del "collettivo" nazionale non può non trovare spazio anche il grande amore degli italiani, il calcio!

Vediamo allora chi, sul palco di Sanremo, vince lo scudetto.

Si chiamano fuori concorso, in quanto non interessati alle dinamiche calcistiche (o perlomeno perchè non hanno mai dichiarato le loro passioni sportive), i Santi Francesi, Mahmood, La Sad, Clara e Annalisa (anche se la cantante ligure è stata nominata Presidentessa onoraria della Carcarese, la squadra della sua città di origine), mentre...sparpagliano le loro preferenze i tre del Volo (Roma, Milan e Juve).

Una preferenza va alla Fiorentina (anche se moltiplicata per i sei componenti dei BNKR 44) e, anche se solo di riflesso, in quanto la sua canzone è stata solo ripresa dalla tifoseria bergamasca, all'Atalanta grazie a Dargen D'Amico.

Due preferenze garantite al Lecce, grazie alla passione di Alessandra Amoroso e di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro; al Genoa, favorita da Alfa e dalla coppia dei Ricchi e Poveri; alla Juve, amore ben poco segreto di Diodato e Fred De Palma; alla Roma, preferita da Gazelle e Fiorella Mannoia.

Tre squadre sul podio.

Sul gradino più basso si piazza il nerazzurro, con quattro tifosi: Renga, Berté, Villain e Il Tre; al secondo posto l'azzurro napoletano di Mango, Big Mama, Emma, Geolier e The Kolors.

Trascinato forse dal carisma e dal talento di Zlatan, comunque, vince lo scudetto sanremese il Milan, tifato e amato da Ghali, Irama, Maninni, Mr.Rain, Nek e Sangiovanni, spesso e volentieri presenti al Meazza a soffrire in tribuna.

(Palla al Triso)   

 

Cartellino blu: prego, si accomodi!

 

Manca ancora il benestare dell'IFAB, l'organo indipendente che sovrintende all'introduzione e all'aggiornamento delle regole del calcio, ma sembra che ormai sia solo più un passaggio puramente burocratico quello che porterà all'adozione di un nuovo colore nell'arcobaleno dei cartellini che gli arbitri sono soliti sventolare sotto il naso dei calciatori più irrequieti e più scorretti.

Oltre al giallo dell'ammonizione e al rosso dell'espulsione, introdotti a seguito della proposta portata avanti dall'ex arbitro inglese Aston (conosciuto dal mondo sportivo italiano per essere stato il direttore di gara che permise ai cileni di trasformare la sfida con gli azzurri ai Mondiali del '62 in una "guerra" senza esclusione di colpi) si aggiungerà presto anche quello blu.

Le "prove tecniche" scatteranno probabilmente in fase sperimentale nelle sfide di FA Cup della prossima stagione.

Chi saranno i destinatari del nuovo cartellino? Il provvedimento scatterà nei confronti di chi si renderà protagonista di proteste eccessive o di falli particolarmente cinici e antisportivi, i cosiddetti falli tattici. A loro verrà imposta una...pausa di riflessione di 10 minuti, da trascorrere in panchina, lasciando i compagni in inferiorità numerica.

Altre particolarità: al secondo cartellino blu nella stessa gara scatterà un provvedimento di espulsione; stessa sorte per chi dovesse abbinare un blu a un giallo.

(Palla al Triso)


A volte ritornano!

  Non riesco, sono troppi i motivi che mi portano a ridare vita a "Palla al Triso". Per primo l'affetto, la simpatia, l'in...