Lettori fissi

martedì 12 marzo 2024

Allegri... ma non troppo!

 

Centrodestra o centrosinistra al governo del Paese; Alessandro Cattelan o Gerry Scotti a condurre il SanRemo del post Amadeus; Allegri-in o Allegri-out.

Sono questi i tre grandi quesiti che angustiano l'intellighentia nazionale in questa prima parte di un marzo dal poco sole e dai tanti rovesci. E se le prime due problematiche esulano dagli argomenti che siamo soliti trattare su queste pagine, la terza (proprio in virtù anche dei tanti "rovesci" non solamente meteorologici) ci calza a pennello!

La Juve non può continuare su questa linea-grigia che ne sta contraddistinguendo le ultime stagioni e la colpa è di chi la guida dalla panchina?

Partiamo da una premessa: ho netta la sensazione che qualsiasi altro allenatore, in quella maledetta passata stagione vissuta sul filo di rasoio di penalizzazioni in altalena che avrebbero stroncato la resistenza psicologica di chiunque, forse ne sarebbe stato travolto, andando alla deriva. Non Allegri, che invece tra mille tempeste è riuscito comunque a portare un ambiente completamente destabilizzato (in campo e fuori) a raggiungere un risultato che, depurato della querelle "plusvalenze" (ad altri incredibilmente perdonate), avrebbe garantito l'accesso alla Champions League.

Oggi, Allegri è messo in croce per i risultati inadeguati rispetto al "presunto" valore della rosa e considerato incapace di gestire le ambizioni di una società storicamente destinata a vincere. Ma siamo certi che il valore della rosa sia consono alle aspettative? O dimentichiamo che questo stesso Allegri, quando in mezzo al campo aveva a disposizione Pirlo-Vidal-Marchisio-Pogba, vinceva lo scudetto a febbraio e andava a giocarsi le finali di Champions? Magari le perdeva, ma le giocava!

Oggi, con un regista che propone a partita settanta passaggi a un metro, tentandone tre o quattro a venti metri (e sbagliandoli); con un centocampo di bravi ragazzi di buona corsa e scarse idee; con dei laterali che non saltano più un uomo e non sanno proporre palle decenti alle punte; con due punte che vorrebbero sempre entrare in porta col pallone, incapaci di battere al volo una volta buona (e che la salute ci preservi Dusan!), siamo certi che Guardiola o Klopp saprebbero far di meglio?

Il tanto osannato Pep, senza De Bruyne, Rodri, Fodden, Walker, Haaland, Bernardo Silva sarebbe la stessa cosa?

Il nuovo "Re Mida" Inzaghi, senza Çalhanoglu e "tiramolla" Barella in mezzo al campo e senza quei quattro "trattori" (De Marco, Darmian, Dumfries e Carlos Augusto) sulle fasce saprebbe stritolare partite e campionato?

Ricordate l'Ancelotti juventino, capace di lasciare per strada alle romane due scudetti già vinti nonostante potesse contare su Del Piero, Conte, Ferrara, Inzaghi senior, Trezeguet...e facendo giocare Thierry Henry terzino!).

Colpa del Mister? Sicuramente qualche colpa ce l'ha ma sicuramente gli si possono garantire parecchie attenuanti!

P.S.: Capitolo Giuntoli: siamo in attesa di poterne valutare la grandezza. Per ora qualche colpo in prospettiva (Adzic, Pedro Felipe e Barido) che potremo valutare solamente in futuro e poi Tiago Djalò, ancora non apparso sui radar, e Alcaraz, arrivato per una cifra spropositata e già out per infortunio... Speriamo non abbia dimenticato a Napoli la bacchetta magica!

(Palla al Triso)  

 

Velez Sarsfield: gli undici più forti di sempre

 


E' il capodanno del 1910 e tre ragazzotti di Linares, un sobborgo di Buenos Aires, per ripararsi dalla pioggia battente si rifugiano sotto un tunnel della stazione ferroviaria di Floresta. Sono appassionati di questo nuovo sport che sta mettendo radici un po' ovunque e decidono di fondare una squadra: la stazione dove si trovano è la Velez Sarsfield, che deve il suo nome al ricordo di Dalmacio Velez Sarsfield, giurista e politico argentino che fu tra i redattori del Codice Civile argentino. Una delle tante casualità che hanno dato il nome a club divenuti poi famosi in tutto il mondo.

E la sua fama il Velez la deve ai 10 campionati argentini vinti, a una Supercoppa argentina, a una Coppa Libertadores, a una Recopa Sudamericana, a una Coppa Intercontinentale, a una Coppa Interamericana e a una Supercoppa Sudamericana.

Tanti i campioni in biancazzurro:

1 José Luis Chilavert, 2 José Luis Cuciuffo, 3 Christian Gustavo Bassedas, 4 Diego Pablo Simeone, 5 Vladislao Cap, 6 Fabian Alberto Cubrero, 7 Claudio Daniel Husain, 8 Pedro Omar Larraquy, 9 Carlos Bianchi, 10 Norberto Osvaldo Alonso, 11 Omar Andrés Asad.

Seduti in panca: Angel Allegri, Josè Horacio Basualdo e Agustin Cosso.

(Palla al Triso)

 

 

 


lunedì 11 marzo 2024

Mauro Rizzi: l'entusiasmo di una vita in Grigio


 

Entusiasmo. E' questo quello che traspare in Mauro Rizzi (nella foto) nell'affrontare l'incarico che gli è stato affidato poco più di un mese fa nell'Alessandria Calcio: responsabile dell'attività di base, in pratica il coordinamento e la gestione di quella parte di settore giovanile che inizia dalle fondamenta, dai "Piccoli Amici" delle annate 2017 e 2018, fino agli Esordienti della classe 2012. Entusiasmo che gli deriva principalmente dalla soddisfazione di poter portare avanti un percorso che è iniziato quando era poco più di un ragazzino, da calciatore con le giovanili, col grigio addosso e che, spera, sogna, di poter chiudere, tra qualche anno, sempre con quei colori che ama.

64 anni, ex giocatore e allenatore grigio, per più di trenta stagioni sulle panchine di squadre giovanili, oltre che dell'Alessandria, anche della Valenzana, tra i professionisti, e poi Aurora, Quattordio, Aquanera, Castellazzo, Novese, Derthona e Fulvius, per poi divenire responsabile del settore giovanile della Don Bosco e dell'Arquatese, fino al ritorno in casa grigia.

Oltre che il ruolo di responsabile dell'attività di base, a Mauro sono stati affidati anche compiti di gestione delle affiliazioni, dello scouting e dei progetti collegati all'Accademia Grigia. Intanto, per partire subito con appuntamenti importanti, in questi giorni sta perfezionando la realizzazione di una nutrita serie di tornei, da disputarsi prossimamente, che già erano stati posti in programma prima del suo arrivo, ma che necessitano di una profonda messa a punto per poter prendere il via. 

"Di lavoro ce n'è a volonta - assicura il mister - ma grazie a una serie di collaboratori estremamente validi e preparati stiamo pianificando al meglio tutte le attività. E' comprensibile che si sia costretti a muoversi in un ambito non semplice, contraddistinto da problematiche evidenti ma grazie alla voglia di fare e alla volontà di migliorare, prestando sempre più attenzione all'opera di selezione delle risorse che ci vengono messe a disposizione, contiamo di poter, poco alla volta, muoverci con sempre maggiore calma e attenzione a favore della crescita di un settore giovanile di rilievo".

Oggi sono nove le formazioni che rientrano nell'ambito dell'attività di base, a cui lavorano istruttori che profondono impegno assoluto, onorando il blasone della società. "Lavoro da fare ce n'è tantissimo - conferma ancora Mauro - ma altrettanta è la voglia di arrivare a risultati concreti. L'impianto che ci viene messo a disposizione ci permette di farlo nel migliore dei modi. Entusiasmo e lavoro: serve solo quello, e con Corrado Buscemi, il responsabile del Settore Giovanile grigio, abbiamo tante idee da mettere in campo per crescere!"

(Palla al Triso)

 

Stella Rossa: gli undici più forti di sempre

 

In serbo si dice Crvena Zvezda, in italiano Stella Rossa ed è la società di Belgrado che ha dominato lo sport jugoslavo prima e oggi quello serbo in tutte le maggiori discipline: calcio, pallacanestro, pallavolo, pallamano, pallanuoto... Nel calcio lo ha dominato alla grande, vincendo 19 campionati di Jugoslavia, 5 campionati di Serbia/Montenegro e 9 di Serbia, 12 Coppe di Jugoslavia, 9 di Serbia/Montenegro e 6 di Serbia, 2 Supercoppe jugoslave, una Coppa di Lega jugoslava, una Coppa dei Campioni, una Coppa Intercontinentale e due Mitropa Cup.

Tanti i campioni in una nazione spesso considerata come "il Brasile d'Europa":

1 Vladimir Beara, 2 Zoran Vujovic, 3 Ilija Najdoski, 4 Vladimir Jugovic, 5 Nemanja Vidic, 6 Sinisa Mihajlovic, 7 Vladimir Petrovic, 8 Dragoslav Sekularac, 9 Darko Pancev, 10 Dejan Savicevic, 11 Dragan Dzajic.

In panchina: Dejan Stankovic, Branko Zebec, Rajko Mitic, Dragan Stojkovic, Robert Prosinecki e Jovan Acimovic. 

(Palla al Triso)

domenica 10 marzo 2024

E alla fine qualche pallone rotola...

 


Tanto tuonò che piovve... e poi si aprì uno squarcio d'azzurro da cui uscì pure il sole!

In questa incredibile domenica di marzo, caratterizzata da una mattinata vissuta sul filo dei telefoni, delle mail, dei comunicati più o meno ufficiali che arrivavano e non arrivavano, tenendo in sospeso tutte le società della provincia, alla fine si registrano come regolarmente giocate e concluse solo 7 delle 42 partite che interessavano la nostra provincia dalla Serie D in giù.

Qualcuno, a giudicare dai risultati ottenuti, avrebbe forse preferito non giocare, qualcuno ha benedetto il cielo (e la tenuta del campo da gioco) per aver potuto strappare punti importanti per la propria classifica.

In Serie D, il Derthona, opposto al Vado, perde secco in casa e continua ad annaspare in piena zona play-out, mentre gli avversari liguri approfittano dei pareggi di alcune avversarie per entrare in zona play-off.

In Eccellenza nè la Valenzana, nè tantomeno l'Acqui saranno contente dell'esito del campo. Gli orafi impattano con la Luese Cristo Alessandria (ribadiamo un concetto già espresso: la Federazione costringa al più presto questi signori torinesi a variare la denominazione sociale di un club che non ha alcun legame nè con Lu, nè col Cristo!), perdendo un po' di contatto dal Saluzzo, che invece sbanca Acqui con un rotondo 2 a 0.

In Promozione, ferme ai box Novese, Ovadese e Gaviese, ne approfittano l'Arquatese, che va a prendersi tre punti pesanti che fortificano il terzo posto a Castellazzo, e soprattutto il Felizzano, che fa la voce grossa sul fondo della classifica superando per 2 a 1 la Santostefanese seconda in graduatoria. Bel colpo per i ragazzi del presidente Daniele Barberis!

Pari e patta in Prima Categoria nell'unica gara disputata, tra Annonese e Capriatese, due squadre che, con questo risultato, non cambiano di molto ambizioni e prospettive.

A sorpresa anche il risultato dell'ultima gara disputata, unica del campionato di Seconda Categoria, con la Vignolese che, tra le mura amiche, supera una Castelnovese che, in caso di vittoria si sarebbe portata, almeno temporaneamente al vertice della classifica. Il 2 a 1 finale riapre invece qualche speranza di salvezza per i borberini.

(Palla al Triso)

Meteo inclemente, impossibile giocare!

 

 

Ultimo aggiornamento, ore 13.55: a poco più di mezz'ora da un eventuale fischio di inizio le uniche partite che si dovrebbero giocare in provincia sarebbero: Acqui-Saluzzo e Valenzana-Luese Cristo Alessandria in Eccellenza; Castellazzo-Arquatese e Felizzano-Santostefanese in Promozione; Annonese-Capriatese in Prima Categoria; Solero-Quargnento e Vignolese-Castelnovese in Seconda Categoria. Saranno gli arbitri a decidere.

Nuovo aggiornamento, ore 13.15: rinviate anche la gara dell'Asca in Prima Categoria e quelle di Viguzzolo e di Cassine in Seconda. A questo punto il buon senso consiglierebbe di bloccare tutto, almeno a livello di Prima e Seconda Categoria.

Aggiornamento: fioccano le conferme di rinvio. Già annullate le gare di Novese, Ovadese e Gaviese in Promozione; Frugarolo, Europa, Monferrato, Cassano, Aurora e Moncalvo in Prima; Casalnoceto, Junior Asca e Libarna in Seconda; mentre il Comitato Provinciale alessandrino ha sospeso completamente ogni attività sia per quanto riguarda la Terza Categoria che per il Settore Giovanile:

Continua a scendere insistentemente la pioggia su tutto il Piemonte e si susseguono presso il Comitato Regionale le richieste di rinvio delle gare a causa dell'impraticabilità dei campi e delle difficoltà che condizionano il traffico veicolare un po' in tutto il territorio. Nella nostra zona, particolarmente grave la situazione nella Fraschetta, dove tante strade sono già state chiuse al traffico e il Bormida sta raggiungendo livelli di guardia preoccupanti. Intanto, presso la Federazione regionale stanno accumulandosi le richieste di rinvio!

(Palla al Triso)

Eroi dei Mondiali: Stanley Matthews


Giocò contro il Fulham la sua ultima partita ufficiale nello Stoke City, la società in cui aveva iniziato il suo interminabile percorso professionale, il 6 febbraio del 1965, cinque giorni dopo aver compiuto cinquant'anni, incredibile esempio di longevità sportiva, a coronamento di una carriera in cui vinse una Coppa d'Inghilterra col Blackpool, nove tornei interbritannici con la nazionale inglese, fu eletto per due volte giocatore dell'anno e, nel 1956, alla veneranda età di quarantun'anni, si aggiudicò il primo Pallone d'Oro della storia.

Stanley Matthews (nella foto), velocissimo esterno destro, tanto abile nel dribbling da essere ribattezzato "il Mago", pur scendendo in campo per tantissimi anni non subì mai alcuna sanzione disciplinare, sapendosi gestire a livello emotivo in maniera esemplare, nonostante che le sue caratteristiche di gioco lo portassero a essere spesso nel mirino dei difensori avversari. La stessa attenzione, a garanzia di una tenuta fisica che lo portò a rivestire per diversi decenni un ruolo importante nel calcio inglese, Stanley dedicò sempre all'aspetto alimentare, seguendo una dieta pressochè vegetariana e tenendosi sempre lontano dalle tentazioni dell'alcol a cui di norma tanti suoi compagni non sapevano rinunciare.

Fu fedelissimo a due maglie, quella dello Stoke City, con la quale iniziò e terminò la sua parabola sportiva, e quella del Blackpool, che onorò dal 1947 al 1961. Indossò anche saltuariamente la divisa dei canadesi del Toronto City, dove collezionò ulteriori vittorie e gloria.

Con la maglia dei tre leoni sul petto Matthews iniziò un percorso che dal 1934 al 1957 lo porterà a ottenere 52 caps (i cappellini celebrativi consegnati a ogni presenza in Nazionale), con dieci reti all'attivo. Tanto per provare a tracciare una... valutazione temporale della sua longevità basti pensare che fu uno dei protagonisti della "Battaglia di Highbury", in cui l'Italia schierava i vari Monti, Meazza, Ferrari, Orsi... per indossare l'ultima maglia bianca il 15 maggio del 1957 a Copenaghen, in un Danimarca-Inghilterra valido per le qualificazioni ai Mondiali svedesi del 1958, ben 23 anni dopo!

(Palla al Triso)

sabato 9 marzo 2024

Steaua Bucarest: gli undici più forti di sempre


 

E' stata la squadra dell'Esercito quando in Romania comandava Ceasescu e proprio in quel periodo, sospinta e favorita dalle angherie del figlio del dittatore, dominava in patria e arrivò addirittura ai massimi vertici europei in un biennio di grandi interpreti. Dal 1998, dopo la caduta di Ceasescu e il ritorno a condizioni di vita più accettabili, la società è passata in mano a proprietari privati scontrandosi con le difficoltà dei nuovi assetti economici e sportivi del mondo rumeno. In quella fiammata iniziata nel 1985 e chiusasi nell'89, però, i rossoblu misero in bacheca una Coppa dei Campioni, una Supercoppa Uefa e giunsero a giocarsi un'altra finale Champions contro un Milan che li travolse 4 a 0 a Barcellona.

In patria la Steaua conta 26 campionati vinti, 23 Coppe di Romania, 6 Supercoppe nazionali e 2 Coppe di Lega.

Questi i migliori giocatori della storia rossoblu:

1 Helmuth Duckadam; 2 Lajos Satmareanu, 3 Dan Petrescu, 4 Tudorel Stoica, 5 Daniel Prodan, 6 Miodrag Belodedici, 7 Marius Lacatus, 8 Laszlo Boloni, 9 Gavril Balint, 10 Gheorghe Hagi, 11 Anghel Iordanescu.

In panchina: Victor Piturca e Ilie Dumitrescu.

(Palla al Triso)

"Golden Hearts": dirigenti premiati a Venaria

 

 


Saranno Aldo Benltrame, Massimo Anania, Giorgio Pellegrini, Claudio Bonomi, Laura Capello, Gonzalo Agriel Russo, Francesco Maiorano, Giuliano Roncon, Antonio Marchio e Mauro Vanzella i dieci premiati come "dirigenti di società" che saranno insigniti del premio speciale riservato a questa categoria.

Le premiazioni avranno luogo lunedì 18 marzo prossimo al Teatro Concordia di Venaria Reale, nell'ambito della seconda edizione del "Golden Hearts", appuntamento dedicato ai valori del calcio dilettantistico e giovanile organizzato dal Comitato Regionale del Piemonte Valle d'Aosta.

Saranno presenti le massime autorità calcistiche nazionali e politiche del territorio per certificare e dare il giusto riconoscimento a chi ha saputo caratterizzare il proprio impegno esprimendo sani principi sociali ed educativi di grande rilievo. 

(Palla al Triso)

 

 

 



Il cuore grigio non molla mai!

 


(Tratto da "La magia del Mocca" - VentoLargo Editrice) - Dialogo tra i due protagonisti, Umberto e Alberto. Spunto di riflessione per la situazione attuale...
 
"Certo, fare calcio è sempre più difficile... e costoso..." chiosa Umberto.
"Una vera e propria industria, in cui circolano cifre difficili da sopportare. Fanno fatica le grandi, grandissime società. Figurati una realtà gloriosa quanto vuoi ma piccola come la nostra!" aggiunge Alberto.
"Ormai, intorno alle società che reggono le sorti delle squadre di calcio devono potersi sviluppare anche altri interessi, altre attività, magari parallele o collaterali, magari anche no... Sta diventando sempre più un'impresa... in tutti i sensi. Solo noi tifosi riusciamo ancora a seguire le sorti della nostra squadra con l'amore, l'affetto, la passione..." e lo sguardo si perde lontano, ma non è uno sguardo triste... Poi la provocazione arriva come un pugno allo stomaco: "E se sull'altare del progresso ci sacrificano anche il nostro Mocca?"
Alberto deglutisce. Ci mette un po' a riprendere il filo logico dei propri pensieri poi però, mettendo in mostra un'inattesa capacità di saper abbinare all'entusiasmo del tifoso anche una fredda logica imprenditoriale, sentenzia: "Soffriremo. Staremo male per mesi. Poi ce ne faremo una ragione e cominceremo a legare a un possibile nuovo impianto i nostri pensieri, le nostre battaglie. Nessuno, però, potrà mai portarci via i nostri ricordi. Nessuno potrà mai cancellare il "Giuseppe Moccagatta" di Alessandria dalla memoria storica del nostro calcio. Qui hanno giocato Baloncieri e Ferrari, Ciaplèn Cattaneo e Rivera, Bertolini e Colombo. Su questi spalti sono passate generazioni di tifosi. Entrando qui dentro vengono alla mente partite, vittorie, sconfitte, nomi: Carcano, Sacco, Mazza, Marescalco, Gregucci... e, perchè no? Artico, Cammaroto, Servili... Tutta gente che porteremo sempre nel cuore, insieme al nostro stadio. Quello che verrà... lo scopriremo solo vivendo! Quello che è stato farà sempre parte delle nostre gioie più intime."
"Questo stadio ha fatto sognare tanta gente, ha fatto incontrare tante persone... ci ha fatti conoscere e diventare amici..." Umberto è commosso.
"Questo stadio è magico... per la magia nulla è impossibile!"
 
(Palla al Triso)  


A volte ritornano!

  Non riesco, sono troppi i motivi che mi portano a ridare vita a "Palla al Triso". Per primo l'affetto, la simpatia, l'in...