Lettori fissi

venerdì 29 marzo 2024

Juvecentus: 1911 - Quindicesima puntata


 

La mediocrità

Quelli che precedono la "Grande Guerra" sono forse gli anni più bui e grigi dell'intera storia juventina. Fortunatamente nel 1911 non c'è ancora il pericolo delle retrocessioni: l'ultimo posto nel girone ligure-lombardo-piemontese avrebbe, infatti, determinato questa "infame" sentenza. Il solo Pennano, portiere di grande spessore, non basta a salvare la baracca. Gli altri giocatori non sono in grado di lasciare alcuna traccia consistente nell'economia della squadra. Mai come in questo periodo la Juve corre il rischio di scomparire: in questi tempi avventurati, sulle ali dell'entusiasmo o della delusione, le squadre nascono e si dissolvono nel giro di poche stagioni: Torinese, Milanese, Audace, Piemonte... Anche questo contribuisce a creare il mito Juve: resistere nel momento nero, per poi ripartire e diventare la regina del mondo.


LA "STORIA" DEL 1911

Continua lo strapotere della Pro Vercelli. Una volra vinto il girone eliminatorio del nord-ovest, i bianchi superano, con estrema facilità, in casa e fuori, il Vicenza, primo nel giorne nord-est. La partita più bella della Juve è proprio quella giocata sul campo dei futuri campioni d'Italia. Dopo lo 0 a 4 patito in casa, i bianconeri si superano nella partita di ritorno, strappando un sofferto zero a zero, con Pennano sugli scudi. Intanto, la Nazionale cambia colore, passando dal bianco degli esordi a un azzurro Savoia che rende omaggio alla casa regnante ma anche ai colori del cielo e del mare italiano.

(Palla al Triso)




 

giovedì 28 marzo 2024

Il nostro calcio: Mirko Russo, presidente provinciale A.I.A.C.

 

Ospite del secondo appuntamento con "Il nostro Calcio", Mirko Russo, presidente provinciale dell'Associazione Italiana Allenatori Calcio. Un'associazione che negli ultimi anni ha fatto registrare una crescita importante di numeri.

I numeri sono saliti in tutta Italia, parliamo di 18 mila associati. In Piemonte siamo 1.700 e siamo la seconda regione in tutto il Paese, secondi solo alla Lombardia, che però può annoverare duemila società contro le sole 600 del Piemonte e Valle d'Aosta. La realtà alessandrina, che prima del mio avvento alla presidenza era associata alla provincia di Asti e contava 120 associati in totale, oggi ne registra da sola 182 nella passata stagione e contiamo ora di scavallare presto quota 200.

Questo aumento di numeri è anche magari dovuto al fatto che c'è stato un maggiore controllo su quelle che sono le professionalità degli allenatori?

Certamente. Dal settore "agonistico", quindi dai Giovanissimi a salire, sussiste l'obbligo del patentino, quindi siamo stati particolarmente attenti a far rispettare questo obbligo. In cambio l'Associazione offre servizi, anche attraverso il portale, con attenzione alle problematiche organizzative e legali, sul rispetto dei contratti: anche per questo ci si associa più volentieri.

Crescono i numeri anche grazie al continuo percorso di formazione che propone l'Associazione. Negli ultimi anni proprio nella nostra provincia si è tenuto un numero elevato di corsi.

Nel periodo di mia presidenza abbiamo già portato a termine in Alessandria ben tre corsi, in pratica uno ogni anno, e quest'anno addirittura attendiamo solo più il benestare della Federazione per farne un secondo, dopo quello per la Licenza D, che si chiuderà subito dopo Pasqua, anche un Uefa C a settembre.

Anche un corso per preparatori dei portieri è in cantiere?

E' una mia fissa e tra l'altro ho già una sessantina di potenziali allievi. Il "freno" è la difficoltà da parte della Federazione di trovare istruttori adeguati... Ma ce la faremo!

La crescita della qualità della formazione degli allenatori passa proprio dalle qualità dei docenti proposti, messi a disposizione della Federazione, sempre di assoluto livello.

Nel corso attuale abbiamo Franco Melani, punto di forza della Federazione per quanto riguarda il comparto istruttori. Con lui altri personagggi di assoluto rilievo quali Cacciatori, Fiorin e altri di grande preparazione.

Un impegno di tempo e anche... economico.

Il costo vale la pena. Infatti molte società pur di avere allenatori preparati sono disposte a farsi carico delle spese di iscrizione. Impegnativo anche perchè sono sei settimane, per tre giorni e al sabato mattina sul campo. 130 ore piene di lavoro!

Infatti occorre distinguere: c'è una parte in aula e una in campo.

Ovviamente psicologia, metodologia e altre situazioni vanno affrontate in aula, altre invece vanno viste direttamente sul campo.

La tua esperienza ormai pluriennale ti ha portato a valutare in maniera più positiva la "professionalità" degli iscritti?

Sicuramente. Abbiamo potuto prendere atto con soddisfazione di successi ottenuti da ragazzi usciti dai nostri corsi. L'Associazione provinciale tra l'atro annovera nomi importanti: Icardi, Gabetta, Ferrarese... e ne scordo mille!

Quanto è importante la preparazione, soprattutto proprio della gestione dei più piccoli da parte di un allenatore/istruttore/educatore?

Tantissimo. I genitori affidano i loro "Maradona" e chi li guida deve saper gestire le voglie, le tensioni, le ambizioni, le pressioni di chi sta vivendo un'età particolarmente delicata.

Torneremo con Mirko Russo e l'A.I.A.C. per parlare dei progetti e delle grandi iniziative dell'Associazione.

(Palla al Triso)

Leeds: gli undici più forti di sempre


 

Anche se oggi la formazione del Leeds si arrabatta ai piani inferiori del calcio inglese, battendosi per tornare in Premier, i bianchi hanno in bacheca 3 campionati inglesi, una Coppa d'Inghilterra, una Coppa di Lega inglese, 2 Charity/Community Shields e due Coppe delle Fiere, essendo arrivati anche a una finalissima di Coppa Coppe e a una Coppa dei Campioni, uscendone però battuti dal Milan e dal Bayern.

Nella sua storia c'è anche un periodo di "proprietà" italiana, quando la società entrò a far parte del gruppo Cellino.

Ecco un undici "ideale" del Leeds:

1 Nigel Martyn, 2 Paul Reaney, 3 Paul Madeley, 4 Johnny Giles, 5 Norman Hunter, 6 Jack Charlton, 7 Peter Lorimer, 8 Billy Bremner, 9 John Charles, 10 Eddie Gray, 11 Allan Clarke.

Possibili sostituti: Gareth Sprake, Terry Cooper, Lucas Radebe, Gary Kelly, Rio Ferdinand, Gordon McQueen, Gordon Strachan, Mark Viduka, Joe Jordan, Harry Kewell, Rodney Wallace e Bobby Collins.

(Palla al Triso)

Juvecentus: 1910 - Quattordicesima puntata


 

Umberto Pennano

Abbiamo ormai superato il periodo dell'improvvisazione e dell'entusiasmo fine a se stesso. Il ruolo di portiere si sta trasformando, sta evolvendo. Non ci si accontenta più di un quasi saltimbanco un po' pazzo e incosciente, coraggioso ma senza la benchè minima traccia di doti tecniche. Con Pennano il ruolo assume caratteristiche ben definite. I numero uno imparano a respingere di pugno, a uscire in scivolata sugli avversari lanciati a rete, a "piazzarsi" con intelligenza nel punto più adatto per far propria la sfera. Pennano è sicuramente il migliore, il più sicuto, il più dotato: degno precursore dei grandi guardiani bianconeri di tutti i tempi.

 

LA "STORIA" DEL 1910

Cambia tutto. Il campionato (che copre per la prima volta due anni solari, iniziando nel 1909 e chiudendosi nel 1910) si apre a un ingrovigliato girone all'italiana, con partite di andata e ritorno disposte secondo un calendario ancora non perfettamente articolato. Non va male per i torinesi: in questo periodo da "medioevo bianconero" un terzo posto finale è da prendere con grande soddisfazione. Per definire la squadra campione occorre uno spareggio tra Pro Vercelli e nerazzurri milanesi Nel giorno fissato alcuni giocatori bianchi sono già impegnati in un torneo militare e i dirigenti piemontesi chiedono il rinvio. Al no della Federazione la Pro si schiera con una squadra di undicenni. Ovvio, vincono i lombardi. Il 15 maggio, all'Arena di Milano, prima partita per la Nazionale, in maglia bianca: 6 a 2 alla Francia.

(Palla al Triso)



 



mercoledì 27 marzo 2024

Finale Coppa Piemonte: rinvio al 3 aprile


 

A seguito delle condizioni metereologiche delle ultime ore e al termine del sopralluogo effettuato sul campo sportivo “Beppe Spinola” di Castelnuovo Scrivia, sede nella quale era stata programmata la Finale di Coppa Piemonte-Valle d'Aosta di Seconda e Terza Categoria 2024, la Delegazione Provinciale, verificata l’assoluta impraticabilità del terreno, ha decretato l'impossibilità di disputare la gara.

La sfida tra le due finaliste, Viguzzolese e Libarna, è stata quindi rinviata a mercoledì 3 aprile prossimo, con fischio di inizio alle ore 20.30, sempre nella stessa struttura di Castelnuovo Scrivia.

(Palla al Triso)

Athletic Bilbao: gli undici più forti di sempre


 

L'hanno definita "utopia", ma su questa utopia la società di Bilbao ci ha costruito tutta la sua storia: con la maglia biancorossa solamente calciatori baschi, o di nascita o, perlomeno, di origini. Ed è una storia gloriosa: con le due "immense" del calcio spagnolo, il Real e il Barça, l'Athletic Bilbao è l'uica squadra a non essere mai retrocessa in Segunda Division! A Bilbao dicono: "Dio creò solo una squadra perfetta, le altre le riempì di stranieri!" e forti di questo convincimento sono andati a conquistarsi 8 titoli di Spagna, 23 Coppe del Re, 3 Supercoppe di Spagna e una Coppa Eva Duarte, rendendo per lunghi periodi il San Mamés, lo stadio di casa, come un baluardo inespugnabile.

Ecco gli undici della storia:

1 José Angel Iribar, 2 Andoni Iraola, 3 Bixente Lizarazu, 4 Javier Irureta, 5 Aitor Larrazabal, 6 Javier Martinez, 7 Dani (Daniel Ruiz Bazan), 8 Joseba Etxeberria, 9 Pichichi (Rafael Moreno Aranzandi), 10 Juelen Guerrero, 11 Telmo Zarra.

Seduti in panchina: Agustin Gainza, Txetxu Rojo, Iker Muniain, Bata (Agustin Sauto), Guillermo Gorostiza, José Iraragorri, José Luis Panizo, Gregorio Blasco, Aritz Aduriz e Fernando Llorente.

(Palla al Triso)

Juvecentus: 1909 - Tredicesima puntata


 

Carlo Vittorio Varetti

Boniperti non è stato il primo giocatore della Juve che, una volta raggiunta la "vecchiaia" calcistica, si sia trasferito dietro a una scrivania fino ad assurgere alla più onerosa carica dirigenziale in ambito societario: la presidenza. Prima di lui, infatti, molto prima, è Carlo Vittorio Varetti a passare dal campo alle scartoffie. E lo fa in un momento particolarmente difficile per la società. Succede, infatti, a Dick, che ha lasciato la squadra senza campo, senza soldi e (quasi) senza giocatori. Deve fare i conti con le conseguenti difficoltà organizzative ed economiche, ma lo fa con straordinaria dignità, eccezionale orgoglio e un grandissimo amore per la sua Juventus.

 

LA "STORIA" DEL 1909

La Federazione riapre le porte agli "esterofili" e il campionato si fa veramente una cosa seria. Si esce addirittura dai confini che fino ad allora avevano contraddistinto lo sviluppo di questo sport. Non solo più le grandi del... triangolo industriale ma addirittura, dalla laguna, il Venezia! La Pro Vercelli si conferma campione e, stavolta, avendo superato anche Genoa, Milan e Torino, nessuno può permettersi il lusso di affermare che i bianchi siano campioni a metà. Lo sono a tutti gli effetti e lo dimostreranno dominando per anni.

(Palla al Triso)

 


 




martedì 26 marzo 2024

Under 14, una Rappresentativa che convince


 

Superare con un rotondo e convincente 3 a 0 sul sintetico di San Marziano, una Novese che, nel campionato regionale Under 14, era reduce da ben nove vittorie consecutive rappresenta sicuramente un ottimo segnale di "buona salute" per la Rappresentativa provinciale di categoria che si sta preparando al Torneo con le altre delegazioni del Piemonte, da disputarsi tra poco più di un mese.

I ragazzi guidati dai mister Bianchini e Rizzi hanno confermato gli ottimi progressi già fatti registrare quindici giorni fa a Casale: se allora qualche smagliatura difensiva aveva compromesso il risultato finale, oggi tutti i comparti hanno brillato per concretezza e determinazione, senza mai concedere agli avversari particolari occasioni pericolose. 

Insuperabili dietro, padroni del campo in mezzo e sempre pericolosissimi nel reparto avanzato, gli undici grigi hanno fin da subito messo in chiaro una superiorità che non è mai stata in discussione. Chiuso già sul 2 a 0 il primo tempo, anche la formazione entrata in campo nella ripresa (praticamente hanno ruotato tutti i 21 giocatori convocati) ha saputo tenere il pallino del gioco saldamente nelle proprie mani, arrotondando il punteggio e andando in diverse occasioni molto pericolosamente a conclusione.

Ora, prima delle sfide ufficiali contro le formazioni delle altre Delegazioni piemontesi, rimane un ulteriore appuntamento, il prossimo 10 aprile, contro i coetanei dell'Alessandria, ultimo impegnativo esame per la Rappresentativa. A dare un segnale dell'importanza che riveste questa selezione per la Delegazione alessandrina, prima di questo impegno sul campo, i ragazzi, guidati dal Delegato Provinciale, Marco Giacobone, incontreranno le autorità cittadine nelle sale della Provincia, dove verranno illustrate anche le modalità del Torneo e le prossime iniziative della FIGC alessandrina ai rappresentanti della stampa.

(Palla al Triso)

I Grigi "quasi" campioni d'Italia!

 

Prendo spunto dall'ottimo lavoro di Natalino Ferrari, che sul suo "Terra di campioni" ha raccontato della grandezza del calcio alessandrino negli anni del pionierismo calcistico di inizio '900 e dalla stupenda memoria fotografica dello "storico grigio" Alberto Ravetti, per ricordare un momento fondamentale della storia dei Grigi.

Era un calcio dominato dalle rappresentanti delle tre regioni del nord-ovest, Piemonte, Lombardia e Liguria, con incursioni vercellesi e casalesi sul gradino più alto del podio. In quel periodo ad Alessandria si giocavano il primato cittadino due società: la prima era l'Alessandria F.B.C. (con sede in Via Guasco), l'altra (operativa al Cristo) era l'Unione Sportiva Alessandrina. I Grigi di Via Guasco potevano schierare grandissimi interpreti quali Ticozzelli, Carcano, i fratelli Papa e Baloncieri; l'alternativa cittadina bianco-rossa aveva invece in formazione Bonati, Sperati e De Nicolai.

Al termine della stagione 1919-20 i biancorossi, in chiare difficoltà economiche retrocedettero e, di fatto furono costretti a chiudere i battenti. Si unirono le forze. Il colore delle maglie rimase il grigio, con tracce del biancorosso sul colletto e l'avvocato Camillo Borasio divenne il primo presidente dell'Unione Sportiva Alessandria.

L'inizio fu dirompente: la nuova società arrivò alla finalissima per il titolo contro la Pro Vercelli, persa solamente per l'abbandono dei Grigi, costretti in inferiorità numerica a causa degli infortuni di Carcano e Moretti. Sembra che la buona sorte non sia mai stata particolarmente favorevole!

(Palla al Triso)

Juvecentus: 1908 - Dodicesima puntata


 

Ernesto Borel

Quello dei Borel è uno dei nomi più amati della storia della Juve. Due generazioni di campioni che si sono dedicati, anima e corpo, alla squadra bianconera. Del figlio Felice parleremo a suo tempo. Ora è il momento di Ernesto, pioniere calcistico, entrato in squadra nel difficile momento provocatosi a seguito del "tradimento" del Presidente Dick. Se il figlio sarà famoso per la costituzione minuta ed esile e per la delicatezza e levità del tocco, Ernesto Borel passa alla storia di quella Juve per il gran fisico e per la forza sprigionata dai suoi muscoli. Quante "botte" da fuori area vanno a beffare i portieri, impauriti da tanta potenza! Non è, quella, una grande Juve e, di conseguenza, Borel padre non tocca quelle vette di popolarità raggiunte poi da Felice, ma quanto a classe e "juventinità" non ha nulla da invidiare al più celebre erede.

 

LA "STORIA" DEL 1908

Il 1908 porta la prima "rivoluzione" anti-stranieri. La Federazione, per porre un freno a quelle squadre composte quasi per intero da giocatori d'oltre confine, non accetta le iscrizioni delle tre "grandi" Genoa, Milan e Torino. Il campionato si rivela poca cosa, con sole iscritte la Juve, la Pro Vercelli, la Milanese e l'Andrea Doria. Nobilita la scena la squadra dei bianchi vercellesi, che danno così inizio a un dominio che proseguirà per diversi anni, proponendo campioni di indiscusso valore quali Ara, Milano I, Leone, Fresia e Rampini I.

(Palla al Triso)

 

A volte ritornano!

  Non riesco, sono troppi i motivi che mi portano a ridare vita a "Palla al Triso". Per primo l'affetto, la simpatia, l'in...