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mercoledì 3 aprile 2024

Rappresentativa Under 14: incontro in Provincia e sfida ai Grigi


 

Saranno Mattia Traverso, Samuele Cavo, Sebastian Armanu e Pietro Palamone del Carrosio; Samuele Zago e Pietro Taverna della Viguzzolese; Soufian Mezgouri del Città di Casale; Luca Abbate, Gabriele Di Leo e Alessandro Luparia dell'Accademia Casale; Andrea De Leonardis e Robert Laurentiu Neuredine dell'Arquatese; Giovanni Matteo Puleo e Lionel Bustos dell'Asca; Christian Sorrentino della Frugarolese; Ayman Castronovo e Luigi Allemani dell'Ovadese; Leonardo Bruno Cozzo dell'Olimpia Solero; Anakin Lipari dell'Audax Orione; Sami El Harkati del Dertona CG; Nicolò La Rosa della Fortitudo; Mattia Costanzo del Monferrato; Mattia Ravetti del Derthona i 23 convocati da mister Graziano Bianchini e dal suo assistente Mauro Rizzi per l'ultima "prova" della Rappresentativa provinciale Under 14 che il prossimo 10 aprile sarà chiamata ad affrontare la formazione Under 14 Pro dell'Alessandria Calcio.

La partita sarà preceduta, alle 15.30, a Palazzo Ghilini, in Piazza Libertà ad Alessandria, sede dell'Amminstrazione Provinciale, dall'incontro con le autorità e con la stampa, per la presentazione ufficiale della squadra e del torneo tra le Delegazioni del Piemonte che inizierà a fine aprile.

Fischio di inizio della partita, successivamente, alle 17.45.

(Palla al Triso)






























Juvecentus: 1916 - Ventesima puntata


Hurrà Juventus

"La vittoria è del forte che ha fede": questa frase di Corrado Corradini, che negli anni successivi diverrà il massimo dirigente della società, è il motto che caratterizza quegli anni eroici di futbol in bianconero e che ispira le pagine di "Hurrà!", la rivista mensile del Football Club Juventus di Torino (come riportato in copertina) che vuol portare ai tifosi, che cominciano a essere tanti e appassionati, le notizie della loro squadra del cuore. Nasce in piena guerra, quasi per dare un segnale di speranza e per far vedere che la Juve c'è sempre, ma, per il momento, non è che un simpatico tentativo editoriale. Tra mille peripezie "Hurrà!" è cresciuto, e ora, nell'epoca consacrata ai media, è divenuto uno stupendo house organ, ricco di contenuti succosi e splendide fotografie. La vera Bibbia del perfetto juventino.

 

LA "STORIA" DEL 1916

Il calcio vive i suoi ultimi momenti di gloria prima di immergersi completamente negli orrori della guerra. A poco a poco le fila delle squadre si assottigliano: giorno dopo giorno centinaia di giovani partono per il fronte, nessuno viene risparmiato, neppure gli assi del pallone. Si gioca ancora qualche torneo, una Coppa Federale e una Coppa Mauro, vinte  entrambe dal Milan. La Juventus, guidata dal trio Armano-Nizza-Zambelli, si batte bene, arrivando alle finali della "Federale" con Genoa, Casale, Milan e Modena. Poi la guerra assorbe tutto, c'è altro a cui pensare!

(Palla al Triso)

 

martedì 2 aprile 2024

Viguzzolese o Libarna? La parola al campo!


 

Si sarebbe dovuta giocare la settimana scorsa ma la pioggia e il maltempo imperversante hanno costretto gli organizzatori ad allungare i tempi d'attesa. Domani, però, finalmente Viguzzolese e Libarna si incontreranno sul campo sportivo "Beppe Spinola" di Castelnuovo Scrivia: in palio ci sarà il titolo provinciale della Coppa Piemonte Valle d'Aosta, riservata alle formazioni di Seconda e Terza Categoria.

Il fischio d'inizio verrà dato alle 20.30 e la Viguzzolese del presidente Trecate (eterno in campo fino alla scorsa stagione a cinquant'anni suonati!) tenterà di confermarsi, dopo il successo della scorsa stagione. Di fronte, come detto, avrà il Libarna allenato da Fabio Marletta, e si tratterà di una vera e propria resa dei conti, alla luce dei risultati maturati nel corso dell'attuale campionato: all'andata a Serravalle 2 a 0 per il Libarna, al ritorno a Viguzzolo identico risultato, questa volta a favore dei granata.

Vediamo se sarà la Viguzzolese a riscrivere il proprio nome sull'albo d'oro o se sarà il Libarna a far seguito a Stay O' Party (2018), Calcio Novese (2019), Predosa (2022) e Viguzzolese (2023). Due buchi nelle annate 2020 e 2021, vinte... dal Covid!

(Palla al Triso) 

 

 

 

 


Langenus, eleganza e precauzione


 

Elegantissimo nella sua giacca dello smoking con tanto di cravatta regimental e nei suoi pantaloni alla zuava, l'arbitro belga Langenus ci teneva tantissimo all'eleganza e... alla propria salute. Accettò di arbitrare la prima finale mondiale di Montevideo tra Uruguay e Argentina solamente dopo aver ottenuto a garanzia l'accensione, a suo nome, di una polizza assicurativa sulla vita e la certezza di essere accompagnato, al fischio finale del novantesimo, alla nave che sarebbe immediatamente salpata verso l'Europa.

Ottenute tutte le garanzie richieste arrivò allo stadio, dove venne immediatamente arrestato: prima di lui già tredici persone si erano presentate con le sue credenziali (un modo originale per entrare senza biglietto!). Chiarito l'equivoco potè dirigere la gara e poi... scappare in tutta fretta!

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Fiorentina: gli undici più forti di sempre


 

Una storia sempre in bilico tra grandezza e povertà, tra luci e ombre, ma caratterizzata comunque da 2 scudetti, 6 Coppe Italia, una Supercoppa italiana, una Coppa delle Coppe, una Mitropa Cup, una Coppa Grasshoppers, una Coppa di Lega italo-inglese e e 3 campionati di Serie B.

Nei periodi di grande fulgore hanno vestito la maglia viola tantissimi campioni:

1 Enrico Albertosi, 2 Francesco Rosetta, 3 Sergio Cervato, 4 Alfredo Pitto, 5 Giuseppe Chiappella, 6 Ugo Ferrante, 7 Kurt Hamrin, 8 Giancarlo De Sisti, 9 Gabriel Omar Batistuta, 10 Giancarlo Antognoni, 11 Roberto Baggio.

Panca molto affollata: Enzo Robotti, Daniel Passarella, Guido Gratton, Miguel Montuori, Claudio Merlo, Giovanni Galli, Carlos Dunga, Giuliano Sarti, Ardico Magnini, Mario Pizziolo, Luciano Chiarugi, Julinho (Julio Bothelo), Giuseppe Brizi e l'indimenticabile Davide Astori.

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Juvecentus: 1915 - Diciannovesima puntata


 

Giuseppe Hess

E' il presidente della svolta. La Juventus rischia di estinguersi, svuotata degli entusiasmi e degli slanci dei primi anni, travolta dal "ciclone Dick", esasperata da risultati negativi che si succedono con sempre maggiore ripetitività. L'ingegner Giuseppe Hess, Pino per gli amici che vivono attorno alla squadra, si prende la responsabilità di traghettare questo sodalizio alla deriva verso acque più tranquille. E' stato anche giocatore della sua Juve e sa quali siano le caratteristiche che abbisognano per uscire dal tunnel: ai suoi uomini chiede impegno, sacrificio e la massima dedizione alla causa. Ottiene una risposta eccezionale e di una squadra che sembrava destinata a scomparire fa una delle dominatrici del campionato. Peccato che la guerra, ormai imminente, venga a interrompere (anche se solo momentaneamente) la grande rinascita.

 

LA "STORIA" DEL 1915

Curiosa la situazione creatasi in questo campionato pre-bellico. Manca una sola giornata al termine, previsto per il 23 maggio ma, si sa, proprio il giorno successivo... i fanti marcian per raggiunger la frontiera. Tutto sospeso all'improvviso. La classifica del girone finale vede il Genoa a 7 punti, Torino e nerazzurri milanesi a 5 e Milan a 3. Da disputarsi ancora Torino-Genoa e il derby di Milano: potenzialmente potrebbe verificarsi una situazione di perfetta parità, con tre squadre in vetta. A guerra finita, i liguri riusciranno a farsi aggiudicare "a posteriori" questo scudetto: potè più la diplomazia che non gli effettivi meriti calcistici.
 
 
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lunedì 1 aprile 2024

Mazali e il Mondiale svanito


 

C'è chi dice che fosse la moglie, c'è invece chi insinua che potesse trattarsi di un'effimera scappatella extra-coniugale, sta di fatto che per quella fuga notturna dal ritiro della nazionale uruguagia, fissato in un hotel del centro di Montevideo, il portiere Andrés Mazali, predestinato a indossare la maglia da estremo difensore della Celeste, venne fatto fuori dal coach Alberto Suppicci, che aveva decretato norme e regole severissime e le rispettò fino all'ultimo.

Al fresco campione olimpico, vero e proprio idolo della tifoseria, venne negata l'agognata maglia, passata sulle robuste spalle di Enrique Ballesteros, campione del mondo anche grazie alla sua... capacità di astinenza!

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Bologna: gli undici più forti di sempre


 

Nessuno come loro. Per un certo periodo, come giocava il Bologna... "si giocava solamente in Paradiso"! Era il Bologna di Fulvio Bernardini, quello che riuscirà a vincere uno scudetto "avvelenato" da assurde polemiche collegate a presunti casi di doping, costruiti ad arte nel tentativo di destabilizzare equilibrii che il campo invece decretava con assoluta certezza. Quello scudetto (del 1964) arriverà a Roma, in quello che finora è passato alla storia come l'unico spareggio-scudetto della storia, superando con un secco e inequivocabile 2 a 0 i nerazzurri del Mago Herrera. Rappresentò il canto del cigno ai massimi livelli del Bologna, che successivamente provò anche l'amarezza di retrocessioni e momenti bui.

I rossoblu, comunque, hanno in sala trofei ben 7 scudetti, 2 Coppe Italia, una Coppa di Lega Italo-Inglese, una Coppa Intertoto, 3 Mitropa Cup, una Coppa Alta Italia, uno storico Torneo Internazionale dell'Expo di Parigi e due campionati di Serie B.

Tantissimi campioni:

1 Carlo Ceresoli, 2 Tazio Roversi, 3 Eraldo Monzeglio, 4 Romano Fogli, 5 Michele Andreolo, 6 Francesco Janich, 7 Amedeo Biavati, 8 Francisco Fedullo, 9 Angelo Schiavio, 10 Giacomo Bulgarelli, 11 Cerlo Reguzzoni.

In panchina: Mario Gianni, Felice Gasperi, Franco Cresci, Marino Perani, Ezio Pascutti, Gino Pivatelli, Giuseppe Della Valle, Giuseppe Savoldi, Bruno Maini, Cesarino Cervellati, Harald Nielsen, Hector Puricelli, Gino Cappello, Helmut Haller e Carlo Nervo.

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Juvecentus: 1917 - Ventunesima puntata


 

Luigi Forlano

E' stato il centravanti del primo scudetto; è stato un bomber al tempo stesso tecnico e potente; è stato un tipo un po' "sui generis", a volte gioviale e compagnone, a volte chiuso e intrattabile; è uno dei primi juventini a dare la propria vita sul fronte. "La gioventù di cui portiamo il nome, ci pulsa appieno nei muscoli e nel cuor, sappiam goder ma pur sappiamo come si debba oprare sui campi dell'onor..." Sullo slancio delle belle parole dell'inno sociale, composto da un gruppo di soci guidati da quel fenomeno estroverso e polivalente di Domenico Donna, tanti juventini partono per la guerra e non vi fanno più ritorno. Forlano è uno di quelli che, ci piace immaginare, sotto la bella divisa da bersagliere, portavano l'amata maglia bianconera, da cui nessuno al mondo sarebbe riuscito a staccarli. Una generazione avvinta fortemente a grandi valori. Una generazione di fenomeni.


LA "STORIA" DEL 1917

Impossibile parlare di calcio. Gli uomini son tutti al fronte, a difendere ben altri ideali. La battaglia non è più solo simbolica, attraverso lo scontro di ventidue giovanotti in maglietta e mutandoni che inseguono una palla, ora la guerra è vera e porta sangue, miseria, dolore e morte. A migliaia i giovani muoiono al frnte. L'Isonzo, gli Altopiani, Cadorna, la Bainsizza, il Piave, Caporetto, Badoglio: nomi che sono entrati di forza nella nostra storia, nomi di spicco, di persone e luoghi che hanno fatto l'Italia. Altre migliaia di nomi, meno famosi ma non meno importanti, hanno contribuito con il loro immenso, indispensabile sacrificio. 

(Palla al Triso)

 

 

 

Juvecentus: 1914 - Diciottesima puntata


 

Sandro Collino

Non è un grande campione, in una Juve che di campioni, obiettivamente, non ne ha (i soli Bigatto, Bona e Giriodi sono sopra la media) ma pone la sua firma a caratteri d'oro in quella che è, senza ombra di dubbio, l'impresa più bella dell'anno. La squadra ha ormai toccato il fondo di una crisi profonda e ora cerca, con caparbia ostinazione, l'atteso rilancio. Superato il girone di qualificazione, la Juve si batte alla pari con le squadre migliori per ottenere l'accesso alla finalissima. Non ce la farà, ma la soddisfazione di infliggere l'inica sconfitta stagionale ai futuri campioni del Casale è comunque grande. Protagonista della partita è proprio Collino, quell'anno spesso riserva, ma capace di sfruttare al meglio l'occasione della vita: uscita sballata del portiere nerostellato e gran gol di rapina. Eroe per caso...

 

LA "STORIA" DEL 1914

E' ancora la Lazio a rappresentare il centro-sud nella finalissima ad andata e ritorno: un 9 a 0 complessivo assegna lo scudetto al Casale, fortissima rappresentante di quel quadrilatero calcistico formato, oltre che dai nerostellati, anche dai travolgenti vercellesi e da Novara ed Alessandria, due compagini cui solo la sfortuna ha negato soddisfazioni tricolori (soprattutto ai grigi "mandrogni", capaci di sfornare campioni quali Baloncieri, Ferrari, Bertolini, Carcano, fino a Rivera, ma mai in grado di realizzare l'acuto vincente). Opposta in amichevole alla nazionale azzurra, la squadra casalese ha addirittura la meglio, superandola per 2 a 1. Il calcio muove ormai grandi entusiasmi ma intanto, in lontananza, cominciano a ruggire i cannoni.

(Palla al Triso) 

 


A volte ritornano!

  Non riesco, sono troppi i motivi che mi portano a ridare vita a "Palla al Triso". Per primo l'affetto, la simpatia, l'in...