Lettori fissi

mercoledì 31 gennaio 2024

Aboliamo il guardalinee!


 

Ipotesi: lancio lungo che parte dal centrocampo, l'attaccante scatta verso la porta avversaria lasciandosi alle spalle il marcatore: è palesemente in fuorigioco ma l'assistente dell'arbitro non sventola la bandierina, perchè così vuole la prassi consolidata conseguente all'introduzione del Var. 

Quindi l'azione prosegue, l'attaccante calcia verso la porta e la palla sta entrando in rete ma, miracolosamente, un difensore entra in scivolata e la mette in angolo. A quel punto l'assistente alza la sua bandierina, sancendo l'inutilità di quanto si è verificato negli ultimi quindici secondi.

Peccato però che nello slanciarsi verso la palla per deviarla fuori il difensore si sia procurato uno strappo al flessore, guaribile in non meno di 30-40 giorni: infortunio che gli farà saltare le prossime cinque o sei gare. Infortunio evitabile se l'assistente si fosse preso la responsabilità di segnalare una posizione indubitabilmente non corretta.

Il guaio è che situazioni di questo tipo si verificano ormai abitualmente in tutte le gare, e anche più volte nel corso della gara stessa. Allora viene da chiedersi: a che serve l'assistente? Solamente a controllare se i giocatori che entrano in sostituzione dei titolari hanno anelli o catenine? Lasciamo alla sua discrezione solamente la decisione sul "palla dentro-palla fuori" (e anche in questo caso, comunque, non sempre ci prendono!) come succede tra i dilettanti?

E così, tra un guardalinee che non sbandiera e un arbitro che tiene in stand-by la gioia per un gol segnato in attesa delle conferme delle sale Var, il nostro calcio sta morendo.

(Palla al Triso)

Panathlon Alessandria: Peo Luparia confermato Presidente


 

Peo Luparia, poliedrico "uomo di sport", ricco di esperienze nel rugby, nel ciclismo, nel calcio, nel triathlon, nel podismo (e chi più ne ha più ne metta!) è stato confermato nella carica di Presidente del Panathlon Club Alessandria Cittadella nel corso dell'Assemblea Elettiva tenutasi ieri sera al CentoGrigio, ormai sede riconosciuta dell'associazione.

La rielezione alla carica di Presidente di Peo è avvenuta con l'unanimità degli iscritti presenti, a testimonianza di una lavoro e di un impegno profondo che fanno del gruppo alessandrino uno dei più attivi Club operanti sul territorio nazionale.

Nel suo intervento il Presidente ha ricordato i tanti momenti di aggregazione vissuti nel corso soprattutto degli ultimi dodici mesi, presentando anche un nutrito calendario di appuntamenti già fissati per la stagione che sta iniziando.

Prima data da inserire in agenda: quella del 26 febbraio, quando proprio nella sede istituzionale di CentoGrigio, il Panathlon alessandrino darà il proprio patrocinio al 3° appuntamento con l'Accademia Portieri Alessandria che proporrà agli sportivi l'ormai classico approfondimento con la partecipazione di importanti protagonisti del ruolo.

Ma nel corso dei mesi di questo 2024 tanti e legati a tutti gli sport saranno gli incontri.

Già ieri sera, infatti, nel post-elezioni, Mimma Caligaris e Manu Falleti hanno presentato il loro libro sul tennis della campionessa alessandrina: mai scelta di data è stata più azzeccata per parlare di tennis!

A collaborare con Peo Luparia, per completare la notizia relativa al rinnovo cariche, sono stati chiamati Fabio Bellora, Antonietta Gamaleri, Matteo Gatto, Valerio Marieni, Albino Neri, Ernestina Pollarolo e Alessandro Suffia in qualità di Consiglieri; Alberto Vella come Tesoriere; Umberto Pallavicino e Paola Bonzano nel ruolo di Revisori Contabili.

(Palla al Triso)

 

I re del centrocampo: Gerrard, Dunga, Nedved


 

Steven Gerrard (nella foto)

A inizio carriera più votato al recupero dei palloni che non all'impostazione, col passare degli anni cresce tantissimo da questo punto di vista, modificando anche la propria posizione in campo, sempre più vicina alla linea di attacco. Col Liverpool vince solamente coppe, indimenticabile però la Champions del 2005, con il clamoroso recupero sul Milan a Istanbul. Il grande temperamento ne fa un leader indiscusso, vero simbolo del Liverpool.

Dunga (Carlos Caetano Bledorn Verri)

In Italia e in Germania non vince ma si fa apprezzare per la grande capacità di ergersi a baluardo davanti alla difesa per interrompere il gioco avversario e far ripartire l'azione, con lunghi lanci precisi. Dotato di un gran senso tattico che ne fa un solido regista, capace di determinare i tempi di gioco della propria squadra. Temperamento da sudamericano e straordinaria voglia di vincere che cerca di trasmettere anche nella sua carriera da allenatore.

Pavel Nedved

Un atleta prima che un calciatore. La tenuta atletica e la propensione alla corsa ne fanno uno stantuffo inesauribile per tutti i novanta minuti. La tecnica viene affinata con la perseveranza negli allenamenti e con un'infaticabile costanza. Una crescita che, abbinando classe a sacrificio, lo porta a conquistare il Pallone d'Oro nel 2003. Vince tantissimo in patria e poi con Lazio e Juventus.

(Palla al Triso)

martedì 30 gennaio 2024

Boca Juniors: gli undici più forti di sempre


Trasvoliamo l'Atlantico e dirigiamoci nel cuore del Sud America per raccontare del Boca Juniors, la società argentina fondata da un manipolo di emigrati genovesi: ancora oggi il nomignolo di "Los Xeneizes" accompagna la tifoseria gialloblu. Da quel seme gettato è nata una squadra capace di vincere 35 titoli nazionali, 4 Coppe d'Argentina, 2 Coppe Liga Professional e 2 Supercoppe argentine. Fuori dai confini sono arrivate ben 6 Coppe Libertadores, 2 Coppe Sudamericane, 4 Recope Sudamericane, 3 Coppe Intercontinentali, una Supercoppa del Sudamerica, una Copa Master de Supercopa e una Copa de Oro Nicolàs Leoz.

Vai con gli undici supercampioni:

1 Hugo Orlando Gatti, 2 Juan Francisco Lombardo, 3 Silvio Marzolini, 4 Antonio Ubaldo Rattin, 5 Oscar Ruggeri, 6 Walter Adrian Samuel, 7 Miguel Angel Brindisi, 8 Guillermo Barros Schelotto, 9 Martin Palermo, 10 Diego Armando Maradona, 11 Carlos Alberto Tevez.

In panchina: Alberto Tarantini, Nestor Fabbri e Juan Roman Riquelme.

(Palla al Triso)


I re del centrocampo: Neeskens, Varela, Matthaus

 

Johan Neeskens

Rappresenta un po' l'alter ego di Johan Cruijff, con il quale condivide gran parte della propria carriera, sia in nazionale che con le maglie di Ajax e Barcellona. Si ritiene "un mediano difensivo che sa anche segnare": un po' riduttivo per un giocatore che può tranquillamente districarsi con ottimi risultati in ogni parte del campo, per completezza e continuità vero e proprio simbolo di quell'Olanda "universale" che spopola negli anni settanta.

Obdulio Varela (nella foto)

Obdulio Jacinto Muiños Varela, detto "El Negro Jefe" (il Capo Nero), la massima espressione della "garra charrua", la volontà e la grinta tipiche del popolo uruguagio. Trascinatore, psicologo, atleta fantastico: è il vero leader della Celeste che conquista la Rimet nel '50 in Brasile. Dopo il vantaggio dei brasiliani insinua in loro il dubbio e la paura con un atteggiamento da vero condottiero. Le reti le segnano Schiaffino e Ghiggia, ma il vero protagonista è lui, per il quale, nel momento della scomparsa, vengono indetti funerali di stato.

Lothar Matthaus

Cambia più mogli che maglie, a testimoniare un carattere burrascoso e una personalità irrequieta. Sul campo è un vero leader: forte fisicamente, veloce, ottima tecnica, tiro preciso e potente. Vince tantissimo col Bayern e coi nerazzurri di Milano, un Mondiale e un Europeo con la Germania, più un Pallone d'Oro e un Fifa World Player, oltre a stabilire, in coabitazione con Carbajal e Buffon, il record di cinque partecipazioni alla fase finale di un Mondiale. 

(Palla al Triso) 

In ricordo di Italo: Grigi! Grigi! Grigi!


Era stato ribattezzato "La voce della Nord": quando si alzava l'urlo "Grigi, grigi, grigi" a cui tutto il resto della curva del Moccagatta rispondeva "Olè, olè, olè" era il segnale che Italo Bertassello era al suo posto al centro della Curva Nord grigia a trascinare tutti con la sua voce imponente. Imponente tanto quanto il fisico, col quale guidava i "raid" nei confronti delle tifoserie avversarie. 

Sono già più di quattro anni che ci ha lasciati ma il mondo del calcio alessandrino ha sempre un posto nel cuore per Italo, tanto "intimidatorio" nel suo ruolo di "lanciacori" da stadio, quanto buono d'animo nei confronti di tutti coloro che ne sapevano apprezzare l'animo vero.

Nel calcio Italo non aveva legato il suo nome solamente ai Grigi, per i quali era stato anche tra i fondatori del Club Alè Grigi degli Orti, primo gruppo organizzato sorto in città: da giovane era stato apprezzato portiere in diverse società dilettantistiche della provincia, per poi unirsi in un legame indissolubile con l'Aurora, di cui è stato consigliere per una vita.

Italo Bertassello, una di quelle figure che hanno contribuito a rendere bella la storia del calcio.

(Palla al Triso)

lunedì 29 gennaio 2024

Benfica: i migliori undici di sempre


 

Torniamo nella penisola iberica, spostandoci sulla costa occidentale che si affaccia sull'oceano Atlantico, per approfondire storia e uomini del Benfica, la più famosa delle rappresentanti calcistiche della città di Lisbona.

I rossi protoghesi hanno conquistato 38 Primeira Liga, la Serie A nazionale, 26 Coppe del Portogallo, 7 Coppe di Lega e 8 Supercoppe portoghesi. In Europa si sono portate a casa due Coppe dei Campioni e una Coppa Latina, prima che la "maledizione" di Bela Guttman (l'allenatore che, cacciato dalla panchina delle aquile, proclamò: "Senza di me il Benfica non vincerà mai più in Europa!") colpisse duramente nel segno.

Ma veniamo agli undici eroi "benfichisti":

1 Costa Pereira (Alberto da C. P.), 2 Antonio Veloso (A. Augusto da Silva V.), 3 Fernando Cruz (F. da Conceição C.), 4 Valdo (V. Candido de Oliveira Filho), 5 Mozer (Josè Carlos Nepomuceno M.), 6 Germano (G. Luis de Figueiredo), 7 Josè Augusto (J. A. Pinto de Almeida), 8 Coluna (Mario Esteves C.), 9 Eusebio (E. da Silva Ferreira), 10 Simões (Antonio Josè S. Costa), 11 Torres (Josè Augusto da Costa Seneca T.).

A disposizione in panchina: José Aguas (J. Pinto de Carvalho Santos A., Chalana (Fernando Albino de Sousa C. e Manuel Bento (M. Galrinho B.).

(Palla al Triso)


A volte ritornano!

  Non riesco, sono troppi i motivi che mi portano a ridare vita a "Palla al Triso". Per primo l'affetto, la simpatia, l'in...