Lettori fissi

martedì 23 aprile 2024

Telstar, un pallone per la tivù

 


Anche i palloni cambiano in funzione delle televisioni!

In occasione del Mondiale messicano del 1970, giocato a orari "massacrati" dal caldo e dalle altitudini delle città del centro America per permettere la visione davanti alla tivù degli appassionati europei, l'Adidas propone un nuovo modello composto da un insieme di pentagoni bianchi e neri che facevano in modo di rendere i movimenti della sfera più "leggibili" sugli schermi. Anche lo stesso nome spegava come quel pallone fosse nato per soddisfare le esigenze del tubo catodico: Telstar, stella della tivù!

Con lo stesso nome venne battezzata una serie di satelliti inviati nello spazio, indispensabili per far giungere in tutto il mondo le immagini provenienti dai campi di gioco.

(Palla al Triso)

Juvecentus: 1936 - Quarantesima puntata


 


Mario e Giovanni Varglien

Insieme contribuiscono a fare la storia della Juve per vent'anni: dal 1928 al 1947. Nella graduatoria delle presenze bianconere di quei tempi, a far meglio dei due fratelloni di Fiume riesce solamente un biondino di Novara: Giampiero Boniperti, il "signor Juventus". Un biglietto da visita di tutto rispetto. Arriva prima Mario, un colosso con gli occhi a mandorla, un fisico terrificante e un ardore agonistico tremendo. I polmoni sono quelli di un ottimo fondista e le gambe da centometrista, capace di bloccare i cronometri su un 11"2 di assoluto valore. Un atleta inimitabile. Giovanni, più giovane e bello, con un caratterino tutto da domare, arriva qualche anno dopo a rilevare il testimone dal fratello. Per un po' i due fanno copia, poi, dal '42, resta il solo Giovanni a portare avanti un nome importante nella storia bianconera. Il più giovane arriva a toccare le 380 presenze. Dieci scudetti in due: la famiglia Varglien merita la stella!


LA "STORIA" DEL 1936

Continuano gli anni d'oro della Nazionale. Dopo Mondiali e Coppa Internazionale, Pozzo guida gli azzurri nella Olimpiade berlinese. Con una squadra di "studenti", forte di Foni e Rava, Baldo e Locatelli, Piccini e Frossi, superiamo gli Stati Uniti, travogliamo il Giappone, fatichiamo con la Norvegia e, coi gol di Frossi, piccolo e occhialuto, trionfiamo sull'Austria. In campo nazionale torna, dopo il tentativo di quattordici anni prima, la Coppa Italia, vinta dal Torino, mentre il campionato va al Bologna. E' un torneo combattutissimo: un punto sulla Roma, due sul Toro, quattro sull'Ambrosiana del bomber Meazza. La Juve, dopo il dominio del quinquennio, è solo quinta a cinque punti.

(Palla al Triso)

 

 


lunedì 22 aprile 2024

Attività di base: percorsi di crescita


 

Una quarantina di dirigenti con il desiderio di ampliare le proprie conoscenze e iniziare un percorso che li abiliti al ruolo di allenatori hanno partecipato nel pomeriggio, al Centro Don Bosco di Corso Acqui, in Alessandria, a un incontro di approfondimento tenuto da Vincenzo Avenoso, responsabile provinciale per l'attività di base della Federazione. La partecipazione al corso, denominato Level E, certifica la qualifica per poter collaborare con il tecnico responsabile dai Piccoli Amici sino agli Esordienti, aprendo poi la via, attraverso la partecipazione a un successivo Corso Uefa C, a poter assumere il ruolo di allenatore dell'Attività di Base e del Settore Giovanile.

Dopo un intervento del presidente provinciale dell'AIAC, Mirko Russo, che ha aggiornato sull'attività dell'associazione e degli importanti passi operativi che stanno garantendo una sostanziosa crescita nei numeri e nella qualità delle iniziative di formazione, con ulteriori corsi in via di programmazione, Vincenzo Avenoso ha svolto un intenso approfondimento sulle principali forme delle attività che devono caratterizzare i giochi da proporre ai "principianti calciatori".

Il corso prevede momenti di approfondimento da effettuare anche sul campo e incontri formativi con psicologi, figure particolarmente importanti per chi sia chiamato a confrontarsi con soggetti in una fascia di età che deve saper essere gestita con particolare attenzione dal punto di vista dei comportamenti.

(Palla al Triso)

Il gol "fantasma" del Cile

 


Il programma prevedeva uno scontro tra Cile e Urss: la vincente si sarebbe qualificata per partecipare ai Mondiali del 1974 in Germania. L'11 settembre 1973, però, avvenne un fatto che sconvolse la storia di quella competizione e, più in generale, la storia del mondo. Un colpo di stato nel paese sudamericano depose il presidente Salvador Allende e al potere salì una giunta composta da militari, con a capo Augusto Pinochet, che assunse immediatamente il ruolo di dittatore assoluto e trasformò lo stadio di Santiago in un lager in cui imprigionare ogni oppositore al regime.

Sir Stanley Rous, l'inglese presidente della Fifa non ammise "diserzioni" e costrinse i russi a giocare, pur tra mille proteste. L'andata in Russia si chiuse con un pareggio ma il ritorno non si giocò mai, perchè i sovietici rifiutarono di andare a Santiago.

Molto scenograficamente, però, i dirigenti cileni vollero giocare comunque la gara: la nazionale sudamericana scese quindi in campo contro... nessuno! Di fronte a uno stadio completamente esaurito capitan Valdes ricevette il calcio di inizio e lentamente si diresse verso la porta solitaria davanti a lui, fino a depositare in rete la palla di uno dei gol più... fantasma della storia. E il Cile si qualificò per i Mondiali.

Francisco Valdes, capitano, fiero oppositore del regime militare, costretto a quella farsa, rientrò velocemente negli spogliatoi, dove venne colto da convulsioni e vomito. Anni dopo, ancora disgustato da quell'azione, scrisse al Paese un'accorata lettera di scuse.  

(Palla al Triso)

Juvecentus: 1935 - Trentanovesima puntata


Luigi Bertolini

Una sorta di Sandokan della pedata, con quel fazzoletto bianco sempre legato attorno alla fronte quasi a voler ricordare a tutti il proprio coraggio. E da quel fazzoletto non si stacca mai, feticcio portafortuna. Mai, comunque, un semplice simbolo è stato più azzeccato: quel pezzo di stoffa bianca diviene sinonimo di coraggio, di temerarietà, di potenza, di forza, emblema di un giocatore che non sa cosa significhi arrendersi o darsi per vinto. Proprio le caratteristiche più care al calcio di stampo inglese, che infatti non resiste al suo fascino. I dirigenti dell'Arsenal, forse la squadra più forte di quei tempi, lo richiedono alla Juve. Da buon alessandrino (benchè nato nella ligure Busalla, sul confine... - ndr), legato alla sua terra e ai suoi affetti, rinuncia: non è ancora il tempo dei...figli di Bosman! Forse non è stato mai apprezzato per il suo effettivo valore, però per comprarlo la Juve spende ben 180 mila lire, lo stesso prezzo di una fiammante Rolls.


LA "STORIA" DEL 1935

Si chiude il magico quinquennio bianconero, per aprirsi un lungo periodo vissuto sull'asse Milano-Bologna e dominato dai rossoblu felsinei e dai nerazzurri dell'Ambrosiana. La Nazionale azzurra, invece, strappa dalle mani dei bianchi austriaci di "Cartavelina" Sindelar, dei cechi di Planicka e dei magiari di Sarosi la sua seconda Coppa Internazionale, acquisendo il diritto a conservarla per sempre, avendola vinta per ben due volte. E' una squadra rinnovata, dopo i Mondiali, ma ancora forte di diversi campioni del mondo. A guidarli dalla panchina è sempre il "vecio" Pozzo, dal campo i bianconeri Ferrari e Orsi.

(Palla al Triso)

 

 


domenica 21 aprile 2024

Campionati dilettanti in provincia


                          (La festa promozione dell'Asca)

La situazione nei vari campionati del settore dilettanti che vedono impegnate squadre della nostra provincia

SERIE D

Girone A: A due giornate dalla fine, l'Alcione Milano è matematicamente in Serie C, mentre Chisola, Varese, RG Ticino e Vado sono ai play-off, con Ligorna, Bra, Asti e Albenga che nutrono ancora un briciolo di speranza. In coda, Borgosesia e Pont Donnaz già retrocesse, mentre Alba, Pinerolo, Chieri e Derthona sono in zona play-out.

ECCELLENZA

Saluzzo primo con 3 punti sul Fossano, poi Valenzana, Cuneo e Acqui in scia. Dietro, aria di play-out per S.D. Savio, Cavour, Carmagnola e Villafranca, con il Moretta che spera di rientrare.

PROMOZIONE

Nel girone D l'Ovadese è già promossa da sette gironi. Alle sue spalle Santostefanese, Arquatese, Gaviese e Castellazzo a darsi battaglia, ma attenzione agli 8 punti di distacco! In coda il Felizzano rischia la retrocessione diretta, poco più su, ai play-out Atletico Torino, Cenisia, KL Pertusa e Novese. I biancazzurri se la giocano con Spartak San Damiano e Canelli. Nel Girone A il Città di Casale è saldo in zona play-off.

PRIMA CATEGORIA

L'Asca festeggia la promozione con il pareggio colto sul campo dell'Europa. La Frugarolese è già sicura di saltare almeno il primo turno play-off contro la quinta grazie al mega vantaggio acquisito, mentre Costigliole, Capriatese, Don Bosco Asti e Sale possono ancora nutrire qualche piccola speranza. In zona play-out bagarre tra Moncalvo (oggi ultimo) e Tassarolo, Cassano e Fortitudo. Ancora in bilico Atletico Acqui, Europa e Monferrato ma in lotta solo con la matematica.

SECONDA CATEGORIA

Viguzzolese e Solero sono ormai in un testa a testa per la promozione diretta. Alle loro spalle Spinettese, Casalnoceto e Castelnovese quasi certe dei play-off. In coda il Cassine al momento sarebbe retrocesso, mentre Calliano e Vignolese si giocherebbero la salvezza.

TERZA CATEGORIA

Nel "girone promozione" Lerma sempre lanciatissimo, qualche speranza solo per Pro Molare (poche) e Merella (pochissime). Nel "torneo Delegazione" è sempre lotta tra Bistagno Valle Bormida, Bergamasco e Cabella.

(Palla al Triso)


Una coppa con la data di scadenza


 

La Coppa del Mondo Fifa, che dalla rassegna del 1974 tenutasi in Germania ha preso il posto della Coppa Rimet, è nata con caratteristiche diverse rispetto alla sua progenitrice. Mentre infatti la Coppa ideata dal dirigente francese era stata destinata in maniera definitiva alla nazionale che per prima fosse riuscita a conquistarla per tre volte, anche non consecutive, e quindi divenne proprietà eslusiva del Brasile, vincente nel 1958, 1962 e 1970, il nuovo trofeo non necessita di dover essere oggetto di vittorie plurime ma ha comunque una sua data "di scadenza" tassativamente definita.

Al termine dei Mondiali che si giocheranno nel 2038, in occasione del proprio 64° compleanno, infatti, la coppa, ideata e disegnata dall'orafo e scultore italiano Silvio Gazzaniga e prodotta dall'azienda Bertoni Srl di Paderno Dugnano, nel milanese, dovrebbe andare in pensione in quanto lo spazio dove poter inserire i nominativi delle nazioni vincenti andranno esauriti. Resta però un punto interrogativo, in quanto al termine dei Mondiali russi del 2018, il vecchio disco alla base del trofeo è stato sostituito con uno nuovo e i nomi dei vincitori su di esso sono stati riorganizzati sotto forma di spirale, in modo da avere più spazio per accogliere i nominativi delle future nazionali vincenti. 

(Palla al Triso)

Juvecentus: 1934 - Trentottesima puntata


 

Carlo Carcano

Calciatore apprezzabile, tanto da arrivare fino alla maglia azzurra. Ma col pallone tra i piedi è stato uno dei tanti. Assoluto protagonista lo è, invece, in panchina. Ci vede bene il barone Mazzonis, quando decide di mettere alla guida di quella Juve, che si sta trasformando in una macchina bellica di infinita potenza, questo mandrogno d'adozione, umile e senza manìe di protagonismo. Carcano riesce, pezzo dopo pezzo, come in un prezioso mosaico, a costruire la Juve del quinquennio, a far coesistere campioni di immensa grandezza in un coagulo potente e devastante. Combi, Rosetta, Caligaris, Varglien I, Monti, Bertolini, Munerati, Cesarini, Borel II, Ferrari, Orsi: è, forse, la più grande Juve di sempre; tutti la ricordano. Pochi, invece, ne ricordano il nome dell'allenatore, quel Carlo Carcano che con saggezza, polso fermo e conoscenze tecniche di prim'ordine, ne guida il cammino. Vive dietro le quinte, lasciando il palcoscenico agli altri, ma è il grande regista del quinquennio.


LA "STORIA" DEL 1934

Il quarto centro consecutivo della Juve passa quasi inosservato, così come la seconda Mitropa conquistata dal Bologna e la conferma di Borel tra i cannonieri (32 gol!). E' la Nazionale a tenere banco, nei Mondiali vinti dal Fascio. Racconta Carosio: "Auspice del clima littorio gli italiani, forgiati dal Duce nel culto di Roma antica, esultano per le immancabili vittorie": Siamo all'apoteosi. Soprattutto quando, dopo aver superato Grecia, Usa, Spagna, Austria e Cecoslovacchia, il 10 giugno, capitan Combi alza al cielo la Coppa del Mondo. Sono Orsi e Schiavio a mettere a segno i gol della vittoria. Vittoria che fa passare in secondo piano i problemi del Paese. Altro exploit azzurro a novembre: quelli che passano alla storia come "i leoni di Highbury" perdono di misura in Inghilterra al termine di una vera e propria battaglia.

(Palla al Triso)

 


sabato 20 aprile 2024

Subbuteo: Mondiali in "punta di dito"


 

Per celebrare con tutti gli onori i campionati mondiali messicani del 1970 in Italia viene messo sul mercato quello che diventerà un vero cult per diverse generazioni: il Subbuteo. Il famoso "calcio da tavola" che col suo panno verde e i mille accessori che lo avvicineranno sempre di più a un vero stadio in miniatura conquisterà... a colpo di dito eserciti di appassionati. 

La prima scatola in commercio costava diecimila lire ed era corredata con le formazioni del Brasile, della Germania, dell'Inghilterra e, ovviamente, dell'Italia. Oltre ai quarantaquattro calciatori, poi, c'erano due mini palloni bianchi e marroni, il tappeto verde, le porte, l'arbitro, i guardalinee e la gloriosa Coppa Rimet.

Da allora, per anni, si sviluppò il commercio della riproduzione delle varie divise sociali e anche la possibilità, per i più bravi nell'uso del pennello, di creare la propria formazione con i colori più svariati!

(Palla al Triso)

Violenza nel calcio giovanile: occorre intervenire!

 

 

 

 

 

 

 

 


(Tratto dal sito web ufficiale dell'Associazione Italiana Allenatori Calcio)

La notizia dell’aggressione di un allenatore di 22 anni, Mattia Gallamini, da parte di una coppia di genitori di un suo giovane calciatore, classe 2013, avvenuta lo scorso week end a Mezzano, potrebbe essere di quelle destinate in fretta ad essere inghiottite dal rumore drammatico degli eventi sanguinosi di questo periodo. Eppure sarebbe sbagliato cedere alla logica cupa della violenza definitiva rispetto a quella di un’apparente “piccola” violenza quotidiana.

La solidarietà a Gallamini, espressa dal sindaco e dell’assessore allo sport del paese, quella, diretta e sentita, da parte dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio, assumono sicuramente un valore doveroso di vicinanza al tecnico ferito. Diventa però necessario aprire anche una riflessione operativa su quella che si delinea ormai come una vera emergenza educativa. Non c’è figura più vicina a quella di un insegnante quando si parla di allenatori di Settore giovanile. Formazione culturale, civile, di relazione, di socialità, di crescita avvengono sui banchi di scuola quanto sui campi di calcio. Da tempo il ruolo centrale dei docenti è sottoposto a un’autentica opera di disconoscimento e scardinamento, sempre più spesso ad opera di genitori fuori controllo, con ricadute pesantissime sul percorso di maturazione delle nuove generazioni. Episodi come quello di Mezzano sembrano il “naturale” allargamento di questo insano “conflitto” anche fuori dalle aule. Così come le numerose aggressioni ai danni di giovani arbitri chiudono il cerchio di un’urgenza di civiltà che scuote la base anche del movimento calcistico del nostro Paese.

L’Aiac, come primo passo, intende farsi promotrice presso la Federazione, dell’istituzione di un Osservatorio per il contrasto alle violenze nel calcio giovanile, per avere il quadro reale del fenomeno. Con la Lega Nazionale Dilettanti e il Settore Giovanile e Scolastico dovranno poi essere implementate e rese più incisive campagne culturali di sensibilizzazione, da incrociare con quelle contro il razzismo, per cercare di arginare una degenerazione insopportabile del vivere comune. 

(Palla al Triso)



A volte ritornano!

  Non riesco, sono troppi i motivi che mi portano a ridare vita a "Palla al Triso". Per primo l'affetto, la simpatia, l'in...