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venerdì 16 febbraio 2024

Manchester City: gli undici più forti di sempre


 

E' la forza emergente del calcio mondiale, forte di una organizzazione e di ingenti capitali provenienti dai dollari che sgorgano dal sottosuolo arabico, con un palmarès già discretamente ricco di trionfi ma probabilmente destinato a rimpinguarsi nei prossimi anni.

A oggi la sala trofei è già di tutto rispetto, con 9 campionati inglesi, 7 Coppe d'Inghilterra, 8 Coppe di Lega, 6 Charity/Community Shields, una Coppa dei Campioni e una Coppa del Mondo per Club fresche di conquista, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Uefa.

Gli eroi in maglia celeste sono:

1 Bert Trautmann, 2 Pablo Javier Zabaleta, 3 Bacary Sagna, 4 Rodri (Rodrigo Hernandez Cascante), 5 Vincent Kompany, 6 Martin Demichelis, 7 Francis Lee, 8 Colin Bell, 9 Sergio Aguero, 10 Kevin De Bruyne, 11 Eric Brook.

A disposizione in panca: Alan Oakes, Yaya Touré, Joe Corrigan e Billy Meredith. Tra un po', sicuramente, Erling Haaland.

(Palla al Triso)

Celo/manca: figurine del "nostro" calcio - Adriano Ferrari


 

(Tratto da un Hurrà Grigi del passato)

Passano gli anni, i capelli diventano grigi, ma la voglia, l'entusiasmo, la passione sono sempre quelle di tanti anni fa. Dove c'è un pallone che rotola, c'è Adriano Ferrari: che sia nel calcio "vero", che sia negli Amatori, che sia nel calcio a 5, o ancora in quello dei ragazzini: lui deve sempre starci in mezzo, perchè quello è il suo mondo. Fin da quando, appena smesso il pannolone, sul campo delle Casermette, proprio davanti a casa, dedicava tutto il suo tempo libero a giocare a pallone (altrochè playstation!).

A sentirlo raccontare sembra quasi che fosse un calcio di cento anni fa: "Come palla si usavano stracci, carta arrotolata, l'importante era correre e prenderlo prima dei tuoi avversari e fare gol in quelle porte improvvisate con qualsiasi cosa".

Il passo successivo è l'Oratorio di San Giuseppe Artigiano, dove nasce la Virtus, la prima squadra di Adriano, categoria Pulcini. Poi il grande passo: l'Alessandria, coi Giovanissimi del mitico Piacentini. La maglia grigia viene lascata per seguire mister Rampini alla Gandini, dove alle sfide degli Allievi si alternano le partite con i "grandi" della Terza Categoria. Nel '69 lo chiama il Derthona, con un altro grande mister: Cosola. Con lui, tutta la trafila dagli Allievi all'esordio in Coppa Italia con la squadra di C. Purtroppo la società fallisce e da lì comincia un tourbillon di trasferimenti, sempre in squadre con grandi ambizioni di vittoria: l'Asca di Ponzano, Mirabelli, Bocca che poi diventa AscaValle con Bovera, Mariani e Fucile; ancora con Fucile all'Acqui, con Repetto al San Giuliano Nuovo, con Delle Donne alla Valenzana, con Tinazzi e Petrucci al Monferrato, infine la Fulvius.

I tre mesi di gesso per una frattura composta a tibia e perone decretano lo stop, anche se per un'altra decina d'anni diventa calcio divertente anche quello degli Amatori.

In panchina si siede per la prima volta col calcio a 5 dell'Alessandria, poi due anni all'Europa e, dal 2012, l'avventura biancorossa con l'Aurora. Ma in questa "seconda vita" Adriano è ancora uno sbarbatello!

(Quando la passione è più forte di tutto!)

(Palla al Triso)

Eroi dei Mondiali: Geoff Hurst


 

Geoffrey Charles Hurst ha detenuto per ben 66 anni (dal 1966 al 2022) il record di unico calciatore capace di mettere a segno una tripletta in una finale del campionato mondiale: oggi quel record è ancora suo, ma in coabitazione con Kylian Mbappé, che nell'ultima finale quatariota dell'inverno scorso è riuscito a fare altrattanto. Hurst però quella finale la vinse, Mbappé si dovette accontentare del record.

Legato al nome di Hurst, alla sua carriera e a quella finale mondiale resta però anche un altro primato: quello di aver messo a referto il più importante gol-non gol della storia del calcio.

Siamo all'11° minuto del primo tempo supplementare, dopo che i tempi regolamentari si sono chiusi su un 2 a 2 non scevro di proteste e contestazioni (soprattutto in occasione del gol del secondo pareggio tedesco a un minuto dal 90°). Dal limite dell'area piccola Hurst lascia partire una botta terrificante che va a sbattere sulla parte bassa della traversa e rimbalza a terra prima di tornare in campo. L'arbitro Dienst non sa che pesci prendere e guarda disperato al suo assistente Bakhramov: i due si consultano brevemente e poi, nel tripudio di Wembley, il gol viene convalidato.

Fin da subito la decisione appare errata e mille immagini successive dimostreranno che quel pallone non ha mai varcato completamente la linea di porta. La tecnologia dirà di no ma a storia ha convalidato quel gol! Per ribadire le proprie ragioni, comunque, Hurst al 120° minuto mette dentro (questa volta sì) anche la sua terza rete, quella del record. 

E' stato sicuramente quel 30 luglio 1966 il giorno più importante della carriera del centravanti del West Ham, che nel suo palmarès ha solamente una Coppa d'Inghilterra, una Charity Shields e una Coppa delle Coppe. Quel "non gol" però compensa tutto!

(Palla al Triso)

 

giovedì 15 febbraio 2024

Liverpool: gli undici più forti di sempre

 

Insieme a tre squadre di Londra (Arsenal, Chelsea e Tottenham) e alle due di Manchester (United e City), costituisce il gruppo delle "Big six" del calcio inglese. Società da sempre ai vertici del calcio europeo, lega la sua storia nei confronti dell'Italia a due date, entrambe del mese di maggio (ed entrambe tristi). La prima è quella del 29 maggio 1985, quando all'Heysel, inadeguato stadio di Bruxelles, la furia degli hooligans si scatenò contro i tifosi della Juve; la seconda è quella del 25 maggio 2005, quando a scatenarsi fu la furia dei giocatori in maglia rossa contro il Milan, nella finale di Istanbul, prima dominata e poi persa dai rossoneri.

La bacheca dei reds è ricca di 19 campionati inglesi, 8 FA Cup, 9 Coppe di Lega, 16 Charity/Community Shields, 6 Coppe dei Campioni, 3 Coppe Uefa, 4 Supercoppe Uefa, una Coppa del Mondo per Club.

Tanta roba! Per gran parte procurata da:

1 Ray Clemence, 2 Alan Hansen, 3 Phil Neal, 4 Steve McManaman, 5 Jamie Carragher, 6 Emlyn Hughes, 7 Kevin Keegan, 8 Steven Gerrard, 9 Michael Owen, 10 Ian Callaghan, 11 Roger Hunt.

In panchina: Bruce Grobelaar, Ian Rush, John Barnes, Mohamed Salah, Terry McDermott e Kenny Dalglish.

(Palla al Triso)

Celo/manca: figurine del "nostro" calcio - Mauro Rizzi


Tratto da un Hurrà Grigi del passato

Una vita in panchina

Alessandrino del '59, Mauro Rizzi è arrivato, in questa stagione 2014-15 al suo trentesimo "compleanno di panchina". Il calcio giocato lo ha visto protagonista con diverse maglie: Quattordio, Masiese, Cantalupo, Delizzano, presto attratto però dalla vera passione: quella di insegnare calcio.

Dalla valigia dei ricordi escono i nomi dell'Auroracalcio, dei Grigi, del Quattordio, della Valenzana, del Castellazzo, dell'Acquanera, del Derthona, della Novese...tantissime emozioni, tante vittorie, qualche delusione e, nell'insieme, indimenticabili esperienze.

Due in particolare gli sono rimaste nel cuore, quella alla guida dell'Auroracalcio in Prima Categoria e quella col Cassine in Seconda, caratterizzate da serietà, rispetto delle regole, doti che gli hanno permesso, nel corso di una carriera così lunga, di non essere mai stato espulso dal campo, nè in veste di giocatore nè di allenatore.

In possesso di tesserino di allenatore di base Uefa B, il trentesimo compleanno lo festeggerà su una panchina che gli è particolarmente cara, in quella che forse è la società che sempre ha avuto fiducia e creduto in lui: il Castellazzo, con i Giovanissimi Fascia B, ragazzini del 2001 e 2002 pieni di entusiasmo e passione. Come il loro allenatore!

(...e quest'anno al via i festeggiamenti per il quarantesimo compleanno!)

(Palla al Triso) 

Eroi dei Mondiali: Roger Milla


 

E' stato il goleador più vecchio di tutta la storia dei Mondiali: a 42 anni e 133 giorni, anche se la partita in cui stabilisce il suo incredibile record si trasforma in una vera e propria batosta per il suo Camerun, sconfitto per 6 a 1 dalla Russia, Albert Roger Mooh Miller (nella foto), universalmente conosciuto come Roger Milla, segna il gol della bandiera che lo fa entrare di diritto tra le leggende del calcio.

Un gol che non è stato frutto del caso (come i cinque messi a segno dal russo Oleg Salenko nella stessa sfida, frutto di una giornata di grazia non preceduta nè seguita da altri particolari exploit) perchè Roger ha dato vita a una carriera che lo ha portato a occupare la 58^ posizione nella classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla rivista "World Soccer" e la 28^ in quella dell'IFFHS, ed essere inserito da Pelè nel suo "listone" dei 125 più bravi di sempre.

Se è durato a lungo Roger è anche stato molto precoce: a 17 anni era già goleador in patria, dove ha girato, al seguito del papà ferroviere, diverse società. Arrivato in Francia ha proseguito nel suo peregrinare da globe trotter, con le maglie del Valenciennes, del Monaco, del Bastia, del St.Etienne, del Montpellier, sempre entrando nei tabellini delle partite, per poi finire a 37 anni in quella che avrebbe potuto essere considerata come una pensione dorata nell'Isola della Réunion, nell'Oceano Indiano. Tornato in Camerun ricomincia invece a segnare a raffica con il Tonnerre Yaoundé, una delle società da cui aveva cominciato, gol che lo porteranno, a furor di popolo, a giocare i Mondiali statunitensi del '94, dove realizzerà il suo miracolo di longevità.

Le due stagioni successive avranno veramente il significato di una passeggiata lungo il viale del tramonto, nel calcio "semplice" dell'Indonesia, dove comunque non perde il suo maledetto vizio e in 35 partite sarà ancora in grado di realizzare 41 gol! 

(Palla al Triso)

 

 

mercoledì 14 febbraio 2024

Rappresentativa Under 14: buona prova col Monferrato


 

Indicazioni molto positive per i ragazzi della Rappresentativa Provinciale Under 14 al Carlo Palmisano di San Salvatore, opposti ai pari età del Monferrato. Dopo i due appuntamenti di Novi Ligure e Bosco Marengo, dove si era proceduto a far giocare due formazioni a ranghi misti al fine di valutare al meglio le qualità e le caratteristiche dei ragazzi, oggi mister Bianchini e il suo collaboratore Rizzi hanno finalmente avuto l'occasione per schierare un primo abbozzo di rappresentativa, dopo una prima, opprtuna "scremata" dei circa sessanta giovani calciatori visionati nelle precedenti convocazioni.

Per tre quarti la partita ha vissuto un sostanziale equilibrio salvo poi lasciare spazio alle maggiori qualità tecniche dei ragazzi della Rappresentativa, bravi nel trovare spunti importanti e dare concretezza al risultato finale.

I prossimi appuntamenti sono previsti contro formazioni partecipanti ai tornei regionali: l'asticella delle difficoltà quindi si alzerà discretamente, mettendo alla prova in maniera ancora più consistente le potenzialità della squadra.

Probabilmente Bianchini e Rizzi avranno l'opportunità di valutare anche altri ragazzi per completare un gruppo che comunque sta crescendo bene e che, anche oggi, ha saputo dare alcune consolidate conferme.

Così come nel precedente appuntamento di Bosco era stata particolarmente apprezzata l'ospitalità concessa dal presidente Rossano Falciani, anche per la serata di San Salvatore la Delegazione alessandrina non può far altro che ringraziare caldamente il presidente Luca Olivieri e i suoi collaboratori. Grazie Olli, è sempre bello tornare a casa!  

(Palla al Triso)

Juventus: gli undici più forti di sempre


 

La vecchia Signora, la göeba, la più amata da buona parte degli italiani, la più odiata da quelli dell'altra parte, ma si sa, chi vince e lo fa spesso porta inevitabilmente a questi eccessi di amore e odio.

E la Juve ha vinto spesso. 36 scudetti (più due), 14 Coppe Italia, 9 Supercoppe italiane, 2 Coppe dei Campioni, una Coppa delle Coppe, 3 Coppe Uefa, 2 Supercoppe Uefa, una Coppa Intertoto, 2 Coppe Intercontinentali, una Coppa delle Alpi e un campionato di Serie B, che le ha permesso di ritornare prepotentemente alla ribalta come la Fenice che risorge dalle proprie ceneri.

E' stata anche la prima a realizzare il triplete riconosciuto dalla Uefa della vittoria nelle tre competizioni ufficiali europee.

Difficile scegliere gli undici migliori. Troppi ne restano esclusi: i miei comunque sono questi:

1 Gianluigi Buffon, 2 Virginio Rosetta, 3 Antonio Cabrini, 4 Marco Tardelli, 5 Carlo Parola, 6 Gaetano Scirea, 7 Alessandro Del Piero, 8 Giampiero Boniperti, 9 Paolo Rossi, 10 Michel Platini, 11 Pavel Nedved.

Panchina folta: Dino Zoff, John Charles, Roberto Baggio, David Trezeguet, Pietro Anastasi, Omar Sivori, Giorgio Chiellini, Claudio Marchisio, Gianluca Vialli...

(Palla al Triso) 

Celo/manca: figurine del "nostro" calcio - Fabio Nobili

 

Tratto un Hurrà Grigi del passato

La panchina come passione e svago

I suoi inizi calcistici, come succedeva a tutti in quel periodo, sul finire degli anni Sessanta, sono quelli classici per un alessandrino: Aurora e Don Bosco, la storia del calcio giovanile provinciale. E proprio su quei campi, in Via San Giovanni Bosco e in Corso Acqui, nasce l'amore per il calcio di Fabio Nobili. Anzi, più che nascere cresce, perchè nel proprio dna il buon Fabio lo aveva già in quantità industriali, iniettatogli da papà Lino, lombardo di Brianza che, arrivato in riva al Tanaro per vestire la maglia numero uno dei Grigi, qui ha messo radici e non se n'è più andato. 

Fabio non si sistema tra i pali, quel ruolo ti lascia troppo solo: così si piazza in mezzo al campo, con la propensione ad andarlo a cercare il portiere avversario, forte di un'ottima tecnica e di un piede "educato". Quando è più grande Fabio veste diverse maglie: Boschese, San Giuliano Nuovo, Castelceriolo, Cascinagrossa: alcune società che in quegli anni toccano i momenti più importanti della loro storia sportiva, altre che ancora oggi viaggiano sulla cresta dell'onda. Esperienze che lo portano a entrare in contatto con personaggi che diventeranno un esempio da seguire nel corso della sua..."seconda vita calcistica", quando Fabio passerà dal campo alla panchina. Accomazzo, Desana...uomini di sport, capaci di trasmettere nozioni importanti di calcio ma, soprattutto, di contribuire a far crescere l'uomo più che il calciatore. Fabio assorbe e memorizza, e così, quando l'allora direttore sportivo della Don Bosco, Gianni Coppa, gli propone di guidare la Juniores gialloverde, le resistenze di Fabio cedono in fretta, convinto dall'insistenza e dalla determinazione del suo interlocutore che lo vede particolarmente adatto a quel ruolo. E' Coppa a segnare il destino di Fabio Nobili, di mister Nobili!

Don Bosco e Asca a livello giovanile, poi anche le prime squadre (in gialloblu addirittura cinque anni, con filotto dalla Seconda Categoria alla Promozione), poi l'esperienza al Villalvernia, con un carisma da allenatore importante ormai definitivamente acquisito.

Oggi (era forse il 2015, ndr) Fabio collabora con Fabrizio Viassi alla gestione della Rappresentativa Juniores di Eccellenza, un gruppo di '96 che affronterà il Torneo delle Regioni dell'Expo, un'esperienza di grande spessore anche per quello che sarà il futuro da allenatore.

Già, il futuro... "Ho contatti con diverse società importanti che operano sul nostro terriorio. Ma dopotutto quello della panchina resta un passatempo...che mi svaga parecchio!"

Intanto, l'Associazione Allenatori provinciale lo ha eletto allenatore dell'anno!

(...e la storia continua...)

(Palla al Triso)

Eroi dei Mondiali: Raymond Kopa

 

Figlio di immigrati polacchi che nel 1919 lasciarono la loro terra per cercare un futuro migliore in Francia, Raymond Kopa (nella foto) scoprì presto che i banchi della scuola non avrebbero potuto essere la strada che lo avrebbe portato a realizzare i suoi sogni. Fin da bambino fu costretto a guadagnarsi la vita lavorando nelle miniere di carbone della cittadina francese dove è nato, perdendo in un incidente l'indice della mano sinistra. Ma erano i pedi la sua arma migliore e lo dimostrava in ogni momento libero, giocando con gli amici ovunque ci fosse la possibilità di dare calci a un pallone.

Presto notato e fatto crescere nella piccola società del Noeux-les-Mines, a soli 17 anni esordisce tra i professionisti con l'Angers, dove sale al proscenio mettendo a segno un buon numero di gol e giocate di alta classe. Il percorso di crescita prosegue nello Stade de Reims, che in quella prima metà degli anni '50 domina il calcio francese. Con i biancorossi della Marna vince scudetti e arriva a giocare la prima edizione della Coppa dei Campioni, perdendola in finale contro il Real Madrid. Proprio con i "galacticos", nelle cui file passa l'anno dopo, vince però le tre successive edizioni della coppa, conquistando anche, nel 1958 il Pallone d'Oro.

Ormai francese a tutti gli effetti (il suo cognome originario Kopaszewski è stato "semplificato" in Kopa) veste per dieci anni consecutivi la maglia bleu dei galletti transalpini, contribuendo al sorprendente terzo posto dell'edizione 1958 dei Mondiali di Svezia.

Col compagno di squadra e grande bomber Just Fontaine si erge a rappresentante della categoria dei calciatori, trasformandosi in accanito sindacalista. I due furono infatti i portavoce della protesta dei calciatori che si batterono per introdurre i contratti a tempo determinato per la categoria: "I calciatori - proclamò - non devono essere considerati schiavi. Oggi il calciatore professionista è l'unico uomo che può essere venduto o comprato senza che venga chiesto il suo parere".

Grande personalità!

(Palla al Triso)

A volte ritornano!

  Non riesco, sono troppi i motivi che mi portano a ridare vita a "Palla al Triso". Per primo l'affetto, la simpatia, l'in...