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venerdì 22 marzo 2024

Calcio Camminato: sabato di gare


 

Saranno la Walking Football Alessandria "Vincenzo Rolando", la Walking Football Zêna, il Novara Uno e l'A.S.D. Valchiusella 1999 a sfidarsi nel Quadrangolare Walking Football Over 60 che si terrà domani, sabato 23 marzo, sul campo sportivo di Pietra Marazzi. Un pomeriggio dedicato al calcio camminato, disciplina da poco introdotta in Italia, ovviamente dal mondo anglosassone che in materia di calcio può far valere primogeniture importanti, ma che sta diffondendosi con rapidità tra tutti coloro che amano in maniera viscerale l'attività calcistica e non resistono alla tentazione di dare un calcio a un pallone, a dispetto della carta di identità. Le partite inizieranno alle 14.30 e la serie di confronti incrociati si concluderanno per le 17, con immancabili premiazioni. 

L'attività del gruppo alessandrino, intitolato al mitico "Rolly" Rolando, grande maestro di sport, che di questa particolare forma di attività sportiva è stato tra i pionieri in terra mandrogna, ha già registrato importantissimi successi, sia con la sezione Over 50 che con quella Over 60, conquistando titoli e proponendo alle rappresentative nazionali numerosi interpreti di assoluto rilievo.

Il "calcio camminato" sta crescendo, si sta diffondendo... val la pena fare un salto a Pietra Marazzi per verificare di persona!

(Palla al Triso) 

Juvecentus: 1904 - Ottava puntata

 


Jack Diment

Di lui non sono rimaste molte notizie. Sappiamo che è uno scozzese duro e arcigno, tanto testardo e puntiglioso nella marcatura dell'avversario da meritarsi il soprannome di "mulo". In campo non risparmia (strano, per uno scozzese!) neppure una goccia di sudore. La fatica e lo sforzo fisico non lo spaventano di certo e mai nessuno riesce a trovare un pretesto per rinfacciargli anche gli "straordinari" cui sottopone il suo fisico in qualità di instancabile amatore. Si racconta, infatti, che abbia molta fortuna con le rappresentanti del gentil sesso, ma che riesca a dare tutto sul campo, quanto nell'alcova.


LA "STORIA" DEL 1904

La notizia dell'anno è relativa al primo confronto internazionale per una squadra italiana. La protagonista, manco a dirlo, è proprio la Juventus, che invita per un'amichevole sul nuovo campo del velodromo Umberto I, di Corso Re Umberto, gli svizzeri del Montriond di Losanna. Il risultato dell'incontro più nessuno lo ricorda ma, anche in quest'occasione, la Juve è stata la prima. Il campionato, intanto, lo vince il Genoa, al termine di una combattutissima finale contro i bianconeri. Bella, Maggia, Malvano, Varetti, Durante e compagni vendono cara la pelle ma i liguri hanno ancora una volta la meglio.   

(Palla al Triso)




 

giovedì 21 marzo 2024

Mercoledì di recuperi in Prima e Seconda Categoria


 

Le luci artificiali delle partite di recupero in notturna hanno regalato alcune sorprese in Prima Categoria. A fare un certo effetto è stata la vittoria dell'Aurora Canottieri opposta al Sale, l'impresa fuori casa della Fortitudo che ha sbancato il campo del Monferrato e il mezzo passo falso della Frugarolese, fermata in casa dalla Fulvius. La frenata dei biancazzurri spiana forse la strada definitivamente al titolo di campione per l'Asca, vincente su una Don Bosco Asti che , in queste ultime giornate pare in caduta libera. Vittoria che ha il sapore di ripresa, dopo un periodo di sconfitte, per l'Atletico Acqui sul campo del Cassano, mentre il Costigliole rimane in quota play-off vincendo a Moncalvo. A completare i risultati di giornata il pareggio tra Annonese e Capriatese che si giocò nella "domenica dalle grandi pioggie" e Europa-Tassarolo che si giocherà mercoledì 27 marzo.

In Seconda bella vittoria del Casalnoceto sulla Boschese e della Viguzzolese sulla Pozzolese, mentre è solo pareggio nel derby tra Solero e Quargnento e tra Libarna e Spinettese. Vittoria scaccia-crisi per la Junior Asca a Nizza e tre punti di speranza per il Cassine sul Calliano.

(Palla al Triso)

Juvecentus: 1903 - Settima puntata

 


Le maglie bianconere

Undici maglie bianche e nere a strisce verticali: questo il contenuto di un grosso pacco giunto da Nottingham, su espresso desiderio dei dirigenti della società. Ormai le camicie rosa degli esordi sono ricche di gloria e di rattoppi e si è reso indispensabile procedere alla loro sostituzione. Probabilmente in magazzino, al momento, si sono trovate solo quelle, già pronte per il Notts County, e così, quasi per caso, il bianconero diviene il colore juventino e quella maglia sarebbe diventata, di lì a qualche anno, la... più amata dagli italiani. Di sicuro il primo impatto non è dei migliori: "Giallo, rosso, verde, blu, qualche altro bel colore vivo e acceso, invece no, bianco e nero. Appena avremo la possibilità economica le cambieremo". Un secolo dopo la Juve è ancora bianconera, anzi, è l'unica che sia sempre rimasta fedele al suo look di inizio secolo.


LA "STORIA" DEL 1903

La finalissima per il titolo, giocata a Genova, a Ponte Carrega, si risolve in un pesante crollo per la Juventus che, fino a quella partita, ha dominato in lungo e in largo. 5 a 0 alla Torinese, 2 a 1 all'Audace, 7 a 0 all'Andrea Doria e 2 a 0 al Milan: 16 gol segnati e uno solo subìto. Ma il Genoa è ancora troppo forte e il quinto scudetto è suo. La Juve continua a crescere, le soddisfazioni sono ormai dietro l'angolo.

(Palla al Triso)



mercoledì 20 marzo 2024

Il nostro calcio: Marco Giacobone, Delegato Provinciale FIGC-LND

 

Un nuovo appuntamento per parlare del calcio della nostra provincia. Vogliamo dare voce a un calcio che è fatto di sudore, di fatica, di impegno, delle attività di tante persone che durante la settimana e poi soprattutto alla domenica, nel momento più importante, lo vivono sul campo. Daremo spazio e tutti i soggetti di questo mondo: giocatori, dirigenti, allenatori, persone che comunque in varia forma gravitano attorno a questo mondo. 

E cominciamo alla grande con il vertice massimo del calcio provinciale, il delegato della FIGC-LND, Marco Giacobone.

La Delegazione di Alessandria è una Delegazione molto viva che sta producendo numeri, che sta dimostrando di avere una certa concreta vitalità.

Sia a livello giovanile che a livello di Terza Categoria, che sono i due ambiti del nostro lavoro, abbiamo raggiunto numeri importanti sotto forma di iscrizioni, anche grazie alla collaborazione offerta dalle società, che si rendono disponibili a questo percorso, a volte difficile, come in queste ultime settimane con le intense pioggie che ci hanno costretti a rinvii, annullamenti e spostamenti.

Tolti i due "totem" regionali, Torino e Cuneo, la Delegazione alessandrina è forse la più importante, sia come numeri che come attività.

Siamo in effetti le province con più numeri, fatta eccezione dei due "giganti" che hanno un bacino di utenza assolutamente superiore nei nostri confronti.

E' difficile portare avanti questo lavoro, settimana dopo settimana?

Impegnativo di certo ma entusiasmante. In Delegazione siamo un gruppo di amici, affiatato, che ci si conosce da anni: si lavora bene. Poi ci sono i dirigenti con i quali c'è piena collaborazione ormai consolidata.

Marco Giacobone il mondo sportivo lo ricorda giocatore, saltuariamente allenatore... ma come nasce il Marco Giacobone delegato?

Un giorno ho ricevuto l'invito dal presidente regionale di allora, Christian Mossino, ora vice-presidente nazionale della LND, a entrare in gioco. Ho accettato con l'avallo del dirigente regionale Gianni Baldin: effettivamente poteva essere, e lo confermo oggi, una bellissima esperienza. Mai pentito di aver accettato.

Il mondo del calcio è formato da tante componenti: la FIGC, gli arbitri, l'Associazione Allenatori, quella dei Calciatori, tanti soggetti. E' difficile a volte farli viaggiare tutti nella stessa direzione?

Nì! Nel senso che, fatta eccezione per un breve periodo all'inizio della mia esperienza, siamo riusciti a trovare un ottimo equilibrio, di collaborazione piena e totale. E li ringrazio di ciò!

L'uiltimo grade impegno che la Delegazione è stata chiamata ad affrontare è la predisposizione della Rappresentativa Under 14 che, da fine aprile, sarà chiamata a partecipare al Torneo Regionale tra le Delegazioni. Impegno appagante!

Un incarico che ci è stato accollato in tempi brevissimi ma lo abbiamo affrontato con entusiasmo. Proveremo con questa Under 14, augurandoci che in futuro si possa allargare il campo anche ad altre annate. Abbiamo creato un ottimo staff, che sta lavorando bene. Anche in questo caso dovremo confrontarci con i due grandi "totem" del calcio piemontese, ma i giovani Grigi sono pronti a tirar fuori le unghie!

(Palla al Triso)


Celo/manca: figurine del "nostro" calcio - Carlo Tagnin

 

 

La carriera di Carlo Tagnin (nella foto) sarebbe stata un'onorevole carriera, fatta di tanti sacrifici, tante corse fino a non avere più un filo di fiato, tanta applicazione sempre a cercare di soddisfare le esigenze dei suoi allenatori, che vedevano in lui l'uomo di fatica, tanto utile nel contesto delle dinamiche della squadra quanto quasi invisibile: la ribalta la lasciava ai compagni con piedi migliori e classe più cristallina, per lui si teneva solamente la fatica e il sudore.

La sarebbe stata così se, all'improvviso, non fosse arrivata quella chiamata, tanto inattesa, tanto poco prevista e prevedibile da lasciare tutti increduli a bocca aperta, lui per primo. Dopo annate a bruciare l'erba dei campi con le maglie dell'Alessandria, del Torino, della Simmenthal Monza, della Lazio e del Bari, da Milano, sponda nerazzurra, Helenio Herrera in persona, niente po' po' di meno che il Mago che con i suoi Suarez e Mazzola sta facendo cose egregie, vuole alla sua corte quel mediano capace di garantire corse e coperture ai suoi campionissimi, per poterli mettere in condizione di pensare solamente agli svolazzi di classe, delegando al biondino mandrogno il... lavoro sporco.

"Tagno" vivrà due annate da sogno, vincendo due scudetti, due Coppe dei Campioni, una Coppa Intercontinentale, con un contachilometri che non riesce a stargli dietro per tener conto della strada percorsa. Nella finale del Prater di Vienna del 1964 si incolla addosso ad Alfredo Di Stefano e lo dovranno staccare dal campionissimo a fine partita per evitare che rientrasse negli spogliatoi con lui. C'era da festeggiare una Coppa dei Campioni!

(Palla al Triso)

Juvecentus: 1902 - Sesta puntata

 


Domenico Donna

Ci sono dieci giocatori e poi c'è Donna, che gioca da sè e per sè, compiacendosi della sua abilità, del suo palleggio, della sua classe. L'ideale sarebbe potergli dare un pallone suo privato, tanto si intestardisce e insiste nel dribbling e nell'azione personale, ignorando quasi i suoi compagni di squadra. Ma è un grande. Chi, per la prima volta, si avvicina a quegli improvvisati rettangoli verdi nell'intento di capire cosa stia accadendo, viene ammaliato e conquistato da quel funambolico giocoliere, capace delle trovate più fantasiose. Studia Giurisprudenza e ci è difficile immaginarlo serioso, con la toga... il vero Donna è un genialoide in braghe corte!


LA "STORIA" DEL 1902

Le qualificazioni per la finale prevedono un girone tutto sabaudo tra F.C. Torinese, Juventus, Audace e Ginnastica Torino: troppo deboli le "giovani" Audace e Ginnastica, ancora troppo forte la "vecchia" Torinese, prima espressione calcistica fiorita in città. Nonostante la bella semifinale disputata, però, il Football Club Torinese deve ancora una volta inchinarsi allo strapotere del Genoa che, in finale, supera anche il Milan, incapace di ripetersi al massimo livello.

(Palla al Triso)

 



martedì 19 marzo 2024

Juvecentus: 1901 - Quinta puntata

 


Giovanni Goccione

Quello di centrohalf è uno dei ruoli che più fanno sognare i proto-tifosi del nuovo sport. Occorre coraggio, tecnica, carisma, forza fisica e morale nel saper "guidare" il gruppo: si tratta in pratica, del vero trascinatore della squadra. Il primo centrohalf juventino è il granitico Giovanni Goccione, capitano della prima Juve scudettata della storia, quella del 1905. Nella vita di tutti i giorni fa l'assicuratore, con fare gentile e ossequioso si rivolge ai possibili clienti per strappare loro qualche contratto. Con le scarpe bullonate si trasforma e diventa un bieco cerbero, capace di travolgere gli avversari dall'alto di una forza fisica dirompente, cui abbina, grande e grosso com'è, insospettabili doti di palleggio. Un atleta che avrebbe sicuramente potuto emergere in più di uno sport. Il primo grande capitano bianconero


LA "STORIA" DEL 1901

E' l'anno del primo scudetto del Milan, che riesce momentaneamente a infrangere l'egemonia del Genoa, andandolo a sconfiggere proprio nel capoluogo ligure nella finale, ma è anche l'anno della prima affermazione juventina. Nelle eliminatorie, infatti, i rosa superano largamente, in uno dei tanti derby proposti dal calcio di allora, la Ginnastica Torino per 5 a 0. La semifinale vede opposte Juve e Milan: hanno la meglio, di misura, i lombardi, ma la Juve continua a crescere.

(Palla al Triso)

Celo/manca: figurine del "nostro" calcio - Stefano Civeriati

 

A Roma, in una gara persa per 3 a 2 contro i giallorossi, indossa per la prima volta in campionato quella maglia nerazzurra che amerà per tutta la vita. E non importa se in campionato la vestirà solamente un'altra volta e un'altra ancora in Coppa Italia: certi amori sono per sempre!

A 21 anni dunque, dopo aver fatto tutta la trafila nelle giovanili nerazzurre, fatta eccezione per un paio di stagioni a "farsi le ossa" a Imperia e a Pavia, Stefano Civeriati (nella foto), il "Cive" per gli amici, inizia il suo peregrinare lungo lo stivale, sempre distillando momenti di classe pura, dall'alto di una tecnica sopraffina: un "virtuoso" del calcio, che ama quel pallone e dal pallone è ricambiato.

Parte da Catanzaro, poi passa da Pavia (luogo che risulterà particolarmente importante nel suo continuo viaggiare), Verona, Vicenza (molto appaganti le stagioni venete), Livorno, per tornare, alla soglia dei trent'anni, verso casa a vivere le ultime esperienze al Derthona e all'immancabile Pavia.

Nel 2001 inizia un nuovo percorso, quello di allenatore. Lo start arriva a Novara, poi il Sale Piovera (nel cortile di casa), il Derthona, la Primavera del Genoa, l'Asti, il settore giovanile dei Grigi, il Lomellina, l'RG Ticino, per chiudere il cerchio continuo che lo ha portato in questa stagione ancora al Pavia, che sta guidando verso la conquista dei play-off.

Dotato di un indubbio carisma e di conoscenze profonde del mondo calcistico in tutti i suoi aspetti, il "Cive" la sa lunga e ne farà di strada!

(Palla al Triso)


Austria Vienna: gli undici più forti di sempre


 

Insieme al Rapid, altra squadra della capitale, è l'unica a non essere mai scesa nella Seconda Divisione austriaca. In patria ha vinto molto, meno fuori dai confini, anche se negli anni '30, quando il calcio mitteleuropeo e la Wunderteam austriaca dominavano, si portò a casa due Mitropa Cup, la progenitrice dell'attuale Champions League. Pressochè cancellate dalle persecuzioni antiebraiche di Hitler, le "Violette" non rifiorirono mai più come ai tempi d'oro.

24 campionati austriaci, 27 Coppe nazionali, 6 Supercoppe d'Austria, 2 Mitropa Cup e una Coppa Intertoto nella sala dei trofei.

Ecco gli undici idoli:

1 Friedrich Koncilia, 2 Roberto Sara, 3 Karl Stotz, 4 Walter Nausch, 5 Karl Sesta, 6 Erich Obermayer, 7 Ernst Ocwirk, 8 Herbert Prohaska, 9 Anton Polster, 10 Matthias Sindelar, 11 Ernst Stojaspal.

Seduti in panchina: Walter Schachner, Gustav Wieser, Tibor Nyilasi, Andreas Ogris e Hans Mock.

(Palla al Triso)

A volte ritornano!

  Non riesco, sono troppi i motivi che mi portano a ridare vita a "Palla al Triso". Per primo l'affetto, la simpatia, l'in...