Lettori fissi

lunedì 29 aprile 2024

Grigi: è finita! E' finita?


 

Dai, che almeno chiudiamo la nostra triste agonia con una vittoria di prestigio, proprio contro quel Vicenza che due anni fa ci respinse in quella C da cui eravamo da poco emersi. Macchè! Manco quest'ultima flebile gioia.

E ora? Dopo il doppio salto all'indietro in tre anni, il salto nel buio. Nel buio di un futuro che, nella migliore delle ipotesi, partirà (a oggi, ma la... provvidenza chissà che non porti altre sorprese negative) da un meno sei in Serie D. Con quale società? Con quale squadra? Con quali speranze e ambizioni?

Una cosa è certa: qualsiasi situazione il mondo grigio sia chiamato a vivere nella stagione 2024-25 non potrà essere peggiore di quanto successo nell'anno... di disgrazia appena concluso, vissuto allo sbando su tutti i fronti.

Voci (anche molto accreditate e credibili) assicurano della volontà di "rinascere" e di investire energie e capitali, altri spifferi (forse meno accreditati ma ugualmente credibili) mettono in guardia e dicono di prepararsi al peggio perchè le puntate di "Scherzi a parte" che si sono girate nei pressi e all'interno del Mocca in questi utimi anni disgraziati non sono ancora state tutte messe in onda.

Speriamo con tutto il cuore che la regìa non abbia in programma una nuova stagione!

(Palla al Triso)

Teodoro Lorenzo, dalla palla alla penna


 

Tutta una serie di... rimpalli. Tra Storia e storie, tra personaggi famosi e personaggi con... fame di vivere, tra gioie appena sfiorate e tristezze vissute fino in fondo, tra luoghi amati e angoli sconosciuti. Tutto permeato dalle passioni, dagli entusiasmi, dalle delusioni, dalle scoperte, dalle illusioni e dalle disillusioni di un ragazzino che, come tutti i ragazzini della sua età, si pone con curiosità, entusiasmo e, a volte, con timore faccia a faccia con la vita.

Un viaggio che Teodoro Lorenzo compie "visitando" i suoi territori: sia quelli fisici di Via Bogino, della Piazzetta, di Mirafiori, del campo Combi, dell'ospedale di Abbiategrasso; sia quelli umani, ricordando Fumarola, Anastasi, Pedrale, Facciolà e Paolo Pesante, idoli e affetti; senza tralasciare quelli storici, da Vittorio Emanuele a Cavour, da Garibaldi a Primo Levi, riuscendo alla perfezione a miscelarli in un insieme che diventa racconto piacevole, profondo, a tratti dolce, a tratti duro, proprio come, sempre e per tutti, si dipana il nastro della vita.

Teodoro, o Rino, come lo chiamavano gli amici della Piazzetta, dedica, come è giusto che sia, ampio spazio alla sua esperienza calcistica, nata quasi per caso e finita con una decisione ferma e irrevocabile quando ancora avrebbe potuto dire molto. I primi calci sulla piazzetta con gli amici, il provino alla Juve e l'affetto di Pedrale, gli incidenti che ne hanno rallentato l'ascesa e poi quella maglia grigia, entrata di prepotenza nel cuore.

Libero di classe e di sostanza nella nidiata "calleriana" dei Gregucci, degli Sgarbossa, dei Camolese, degli Scarrone, quel gruppo di giovani... sfacciati e impertinenti che i tifosi del Mocca amano ancora oggi, dopo tanti anni, di un amore dovuto solo a chi quella maglia l'hanno difesa, onorata, sudata senza risparmio di energie. E quel sentimento di rispetto profondo per il Mocca, lo stadio che gli scatenava emozioni forti e che ancora oggi ricorda e racconta con profondo affetto.

Un libro che si legge in un soffio ma che lascia tracce profonde e induce a riflettere su come un semplice... rimpallo possa cambiare i destini di una vita. 

Post scriptum: Ho sempre avuto una certezza consolidata quando venivo messo di fronte al dilemma: meglio Maradona o Pelé? Sempre fermamente schierato dalla parte del brasiliano. Per la prima volta, le tue profonde riflessioni, la tua lettura di fatti e situazioni, il tuo scavare nell'animo dell'uno e dell'altro, caro Teodoro, sono riuscite a mettere in crisi le mie convinzioni. Sempre Pelé, ma dopo aver letto il tuo libro ho iniziato a stimare molto di più El Pibe de Oro!

(Palla al Triso)

Juvecentus: 1942 - Quarantaseiesima puntata


 

Teobaldo Depetrini

Ti accorgi di lui fin dall'ingresso in campo dei giocatori, per quella complessione fisica tarchiata e robusta, per quella grinta che entusiasma e che sa trasferire ai compagni, per quell'energia vitale dirompente che sprigiona anche solo nel compiere pochi movimento di riscaldamento. In una Juve che fatica a trovare i giusti ritmi, Baldo, vercellese col calcio nel sangue, è trascinatore ed esempio. E' il tipico giocatore di sostanza, della cui assenza ti rendi conto solo quando non c'è. Si piazza là dietro e, un po' randellando, un po' ragionando, tappa le falle, imposta, ricuce, qualche volta conclude anche (chiude con dieci reti all'attivo). Con Locatelli forma una coppia estremamente ben assortita. Lui più difensivo e concreto, Ugo più offensivo e godibile. Lavora per due, concedendo al collega-amico la possibilità di divagare in punta di bulloni. Alla fine della sua carriera in bianconero mette insieme ben 359 presenze, intrise di sudore e di passione. Non sono molti i giocatori che siano riusciti a fare meglio, pochi hanno dato di più.


LA "STORIA" DEL 1942

In pieno regime fascista, con "Roma caput mundi", il titolo va, un po' a sorpresa e un po' no, alla Roma. La squadra capitolina è obiettivamene forte di campioni quali Masetti, Krieziu, Amadei, Coscia, Pantò, ma, altrettanto obiettivamente, gode di grande considerazione tra gli... addetti ai lavori. Il Toro, comunque, è secondo ed è ormai pronto a imporre al campionato italiano la propria egemonia. La Coppa Italia va alla Juventus, sempre forte di giocatori come Foni, Rava, Depetrini, Parola, Locatelli e l'eterno Varglien II, ma Torino sta per diventare granata! Palermo, Napoli, Cagliari, Taranto, Genova, Torino, Milano subiscono i bombardamenti alleati. El Alamein e Stalingrado segnano l'esito della guerra.

(Palla al Triso)

 


domenica 28 aprile 2024

Dalla D alla Terza Categoria: che succede


 

Siamo quasi agli sgoccioli della stagione, vediamo la situazione campionato per campionato.

SERIE D

Mezzo miracolo della Vogherese, che pareggia col Varese, ma il Derthona risponde con un miracolo completo espugnando Alba: ora, a novanta minuti dal termine, i leoncelli sono un punto sopra la zona pericolosa.

ECCELLENZA

Male le alessandrine: sconfitta in casa la Valenzana dalla Giovanile Centallo, che punta ancora la zona play-off, mentre l'Acqui perde a Cuneo. Anche qui mancano solo più novanta minuti. Serviranno alla Valenzana per rimanere nei play-off e all'Acqui per sperare di rientrarci.

PROMOZIONE

Ha staccato la spina l'Ovadese di mister Carosio, sconfitta dalla derelitta Atletico Torino, mentre la zona play-off parla alessandrino: oltre alla Santostefanese sono praticamente sicure di giocarseli Arquatese, Novese e Castellazzo. Triste la posizione del Felizzano, ultimo e staccato di quattro punti a due giornate dalla fine.

PRIMA CATEGORIA

Già decisa da domenica scorsa la promozione dell'Asca, ormai è certificato che la Frugarolese salterà il primo turno dei play-off (vantaggio enorme sulla quinta), resta in ballo lo scontro tra terza e quarta: al Costigliole basterà un pareggio domenica (in casa con l'Aurora Canottieri) per staccare la Capriatese ed evitare pure lei il primo confronto. In coda retrocessione matematica per il Moncalvo, mentre Tassarolo, Cassano, Aurora e Fortitudo sono "indagate" di play-out, l'unica che potrebbe ancora scivolarci dentro è l'Europa, a cui però basterebbe un pareggio sul proprio campo domenica prossima

SECONDA CATEGORIA

Un verdetto sicuro: Cassine retrocesso. Nello scontro diretto la Vignolese ha sbancato il "Peverati" condannando i grigi. Saranno i borberini e il Calliano a scontrarsi per rimanere in categoria. In testa invece gli ultimi novanta minuti stabiliranno il nome della squadra promossa: un punto separa Solero e Viguzzolese, match-ball per i solerini. Play-off già certi per la squadra che arriverà seconda e per Spinettese, Casalnoceto e Castelnovese.

TERZA CATEGORIA

Lerma sempre in fuga nella poule promozione: mancano sei punti e ne ha quattro di vantaggio sul Pro Molare, quasi fatta. Per il torneo Delegazione lotta a tre tra Bergamasco, Cabella e Bistagno Valle Bormida.

(Palla al Triso)

Con Fisioanalysis Maedica per parlare di calcio e comunicazione

 

Roberto Adamo, Alberto Merlo, Luca Pellegrini, Fabio Nobili: quattro allenatori che hanno guidato dalla panchina squadre importanti del panorama calcistico provinciale e regionale discuteranno, si confronteranno, interagiranno col pubblico in un incontro che si terrà lunedì 29 aprile, a partire dalle 20.45 al Centro FisioAnalysis Maedica, di Luigi Di Filippo, in Via Piave 87, in Alessandria.

Si affronterà il delicatissimo tema della 'comunicazione nel calcio moderno: la leadership e la motivazione' in un format innovativo, un vero e proprio dibattitto tra 'addetti ai lavori e pubblico', in modo da far trasformare l’incontro in un momento di crescita professionale e personale.

Il filo conduttore sarà chiaramente il calcio, sport che da sempre attira la maggioranza degli sportivi in tutte le sue categorie e verranno trattati i temi della comunicazione nel calcio moderno con particolare attenzione agli stimoli e alle motivazioni che oggi muovono le decisioni che ruotano attorno a questo sport. I protagonisti della serata saranno allenatori e tecnici, attori della scena calcistica della provincia alessandrina in un confronto diretto e aperto in cui esperti e pubblico interagiranno insieme.

Un appuntamento che non è possibile saltare!
 
(Palla al Triso)



Juvecentus: 1941 - Quarantacinquesima puntata

 


Carlo Parola

Il senso del mito lo testimonia il fatto che il simbolo delle figurine Panini, una vera e propria istituzione dell'editoria calcistica dal 1960 a oggi, sia rappresentato da un calciatore che colpisce in "sforbiciata". Quel calciatore, o almeno chi ha... fatto da modello per quel disegno, è Carlo Parola, uno dei più forti ed eleganti centromediani che la Juve, l'Italia, il calcio, abbiano mai avuto. Torinese purosangue, Carletto viene scoperto in una squadretta del Dopolavoro Fiat e immediatamente proposto alle grandi platee. Non è mai stato nè un lottatore, nè un picchiatore, riuscendo ad arrivare un attimo prima, con l'intelligenza, laddove non riescono ad arrivare gli altri. Viene chiamato "Carletto l'Europeo", perchè conquista tutti i buongustai del calcio in una partita con il Resto d'Europa disputata a Glasgow (10 maggio '47), in cui, unico italiano in campo, dà prova di tutta la sua immensa classe. E' tanto grande che il Chelsea (la storia, anche nel calcio, vive di corsi e ricorsi) gli offre 35 milioni, per un ingaggio, all'epoca, favoloso. Rifiuta: vuole continuare a vincere con la sua Juve, che guida con successo (e con scudetto) anche da mister.


LA "STORIA" DEL 1941

Mentre il Bologna domina ancora in campionato, vincendo netto sull'Ambrosiana e consacrando re del gol il proprio trascinatore "testina d'oro" Puricelli, la Coppa Italia offre una grande sorpresa. Se l'aggiudica infatti una "forza nuova" del calcio italiano: il Venezia. A dir la verità, tanto sorpresa non è, perchè una squadra che può allineare tra le sue file giocatori del calibro di Ezio Loik e Valentino Mazzola è sicuramente da tenere nella massima considerazione. Sono proprio le due mezzeali che trascinano i lagunari a un alloro che resterà unico nella storia della società. Intanto la follia umana vive le vicende di Tobruk, Capo Matapan, Amba Alagi, Pearl Harbor...

(Palla al Triso)

 


sabato 27 aprile 2024

Accademia Portieri a lezione da Luca De Prà


 

L'appuntamento è per lunedì 29 aprile, a partire dalle 17, sul campo di Via Monteverde 28, quello della chiesa del Cuore immacolato di Maria.

Ad accogliere tutti: piccoli e grandi atleti, sportivi, genitori o semplicemente curiosi, ci saranno gli istruttori dell'Accademia Alessandria Portieri, guidati da Corrado D'Ettorre e Andrea Giacobbe, che avranno con loro Luca De Prà, il responsabile dell'Area Portieri del Genoa, società con la quale l'Accademia ha dato vita a un importante rapporto di collaborazione.

Sarà una bellissima occasione per i ragazzi che partecipano ai percorsi formativi dell'Associazione per confrontarsi anche con i massimi protagonisti del panorama calcistico nazionale e, anche per gli stessi istruttori per apprendere nozioni e forme di preparazione moderne e a livello dei canoni più aggiornati.

Occasione che potrà essere molto utile anche per chi volesse avvicinarsi alle dinamiche del ruolo attraverso un primo contatto con chi ne conosce profondamente le regole e le dinamiche.

(Palla al Triso)   

Licenza D, en plein di promossi!


 

(Nella foto: Mister Franco Melani e Mirko Russo)

Si è chiuso nel migliore dei modi il corso Licenza D per allenatori che si è tenuto in Alessandria a partire da dicembre e che ha "diplomato" tutti i 40 partecipanti iscritti.

Grazie al conseguimento di questa licenza ora i neo mister avranno facoltà di allenare formazioni a partire dalla categoria Juniores sino al campionato di Eccellenza, mentre coloro che erano già in possesso del diploma Uefa C, grazie a questo ulteriore tassello potranno guidare squadre a partire dai più piccoli dei Primi Calci sino alla Serie D.

Inutile dire quale sia la soddisfazione del presidente provinciale dell'AIAC, Mirko Russo, che ha voluto fermamente la realizzazione di questo momento formativo e ne ha seguito passo per passo ogni appuntamento. "Il successo di questo corso arriva a dare ulteriore testimonianza del buon lavoro che in questi ultimi anni l'AIAC sta portando avanti sul territorio. Stiamo crescendo in numeri e in qualità degli interpreti e non abbiamo intenzione di fermarci qui. Se la Federazione asseconda le nostre richieste contiamo di riproporre già fin dal prossimo settembre nuovamente un Uefa C. Abbiamo già più di una sessantina di richieste di partecipazione, a conferma di un territorio con grande voglia di fare!"

Ad avallare i desideri e i progetti di Russo arriva puntuale il placet di Franco Melani, coordinatore dei corsi FIGC gestiti dall'AIAC, punto di riferimento federale per la formazione degli allenatori: "I 40 partecipanti hanno vissuto questi mesi con grande determinazione e voglia di apprendere. Il risultato finale (non così scontato, in altre province si sono registrate bocciature, ndr) è la logica conseguenza di questo loro impegno. Sono molto soddisfatto del lavoro che abbiamo svolto e... se a settembre mi diranno di tornare ad Alessandria lo farò volentieri. Ormai con Mirko qui sono di casa!"

(Palla al Triso) 

Juvecentus: 1940 - Quarantaquattresima puntata

 


Guglielmo Gabetto

E' stato il primo giocatore di calcio (di una lunga serie) che, per un'eleganza di gioco sopraffina, abbinata indissolubilmente a un aplomb indiscutibile anche fuori dal terreno di gioco, si sia meritato il nomignolo di "Barone". Gabetto è sempre ricordato come uno dei più grandi attaccanti della storia del calcio. Sempre puntuale sotto rete, abilissimo nel "costruire" l'azione anche per i compagni, superlativo in acrobazia, tanto che un particolare tipo di rovesciata prende il suo nome, mette a segno più di ottanta reti prima di andare incontro a un destino crudele. Bomber acclamato della Juve, a seguito di un banale litigio con alcuni dirigenti, accetta, quasi per senso di rivalsa, le proposte del Torino, che sta costruendo la squadra della leggenda. Conquista anche i cuori dei tifosi granata, formando con Mazzola una coppia gol terrificante, prima di scomparire nel plumbeo cielo di Superga. Quella testa, sempre doverosamente impomatata di brillantina (la moda ha le sue regole), fa capolino solamente sulle cartoline ricordo. Un ricordo incancellabile.


LA "STORIA" DEL 1940

La vera storia si sta scrivendo su altri campi, ma, per ora, il calcio continua a sopravvivere. E, per la verità, lo fa alla grande. Con un campionato avvincente fino all'ultimo e vinto dall'Ambrosiana sul Bologna e sulla Juve. Con una Coppa Italia che vede ai nastri di partenza ben 155 squadre (record di sempre!) e che la Fiorentina fa sua. Una novità importante: per la prima volta sulle maglie dei giocatori appaiono i numeri, un modo per capire meglio cosa succeda in campo e per mitizzare, anche attraverso un numero, i propri idoli. Il 19 ottobre è una data molto triste: nel corso di una partita tra vecchie glorie muore Umberto Caligaris. Il suo cuore non regge allo sforzo e quando spira, in un letto d'ospedale, ha ancora addosso la sua maglia bianconera.

(Palla al Triso)


venerdì 26 aprile 2024

Risultati delle Giovanili della provincia


 

Un metà settimana denso di calcio quello che è appena passato. In programma, infatti, c'era il primo turno delle finali regionali delle categorie Under 15, Under 17 e Under 19, oltre alle sfide del Torneo delle Delegazioni per le Rappresentative provinciali Under 14.

Dell'Under 14 alessandrina (e della sconfitta per 0 a 2 contro Asti) abbiamo già parlato e, in attesa della seconda giornata di sfide, che metterà i ragazzi di Bianchini di fronte alla formazione A di Torino, annoveriamo solamente i risultati delle altre partite: nel Girone A, Verbania-Biella 0-1 e Vercelli-Novara 2-3; nel girone B, Asti-Alessandria 2-0 e Torino A-Cuneo 3-2; nel girone C Ivrea-Aosta 2-0 e Torino B-Pinerolo 5.1.

Risultati alterni per le formazioni alessandrine impegnate nei Top Tournements delle categorie Under 19, 17 e 15.

Per quanto riguarda gli Under 19, chiamati a una partita secca di qualificazione, Acqui ha ceduto per 3 a 0 di fronte alla Giovanile Centallo, che va quindi in semifinale.

Nell'Under 17, buon pareggio esterno per i bianchi termali a Chieri (1 a 1), mentre il Derthona ha avuto la peggio con il Chisola (0 a 5).

Infine gli Under 15, con i leoncelli che invece di fronte al Chisola strappano un buon 1 a 1, mentre l'Acqui esce sconfitto (3 a 1) dal confronto con l'Asti.

(Palla al Triso)

A volte ritornano!

  Non riesco, sono troppi i motivi che mi portano a ridare vita a "Palla al Triso". Per primo l'affetto, la simpatia, l'in...