Tutta una serie di... rimpalli. Tra Storia e storie, tra personaggi famosi e personaggi con... fame di vivere, tra gioie appena sfiorate e tristezze vissute fino in fondo, tra luoghi amati e angoli sconosciuti. Tutto permeato dalle passioni, dagli entusiasmi, dalle delusioni, dalle scoperte, dalle illusioni e dalle disillusioni di un ragazzino che, come tutti i ragazzini della sua età, si pone con curiosità, entusiasmo e, a volte, con timore faccia a faccia con la vita.
Un viaggio che Teodoro Lorenzo compie "visitando" i suoi territori: sia quelli fisici di Via Bogino, della Piazzetta, di Mirafiori, del campo Combi, dell'ospedale di Abbiategrasso; sia quelli umani, ricordando Fumarola, Anastasi, Pedrale, Facciolà e Paolo Pesante, idoli e affetti; senza tralasciare quelli storici, da Vittorio Emanuele a Cavour, da Garibaldi a Primo Levi, riuscendo alla perfezione a miscelarli in un insieme che diventa racconto piacevole, profondo, a tratti dolce, a tratti duro, proprio come, sempre e per tutti, si dipana il nastro della vita.
Teodoro, o Rino, come lo chiamavano gli amici della Piazzetta, dedica, come è giusto che sia, ampio spazio alla sua esperienza calcistica, nata quasi per caso e finita con una decisione ferma e irrevocabile quando ancora avrebbe potuto dire molto. I primi calci sulla piazzetta con gli amici, il provino alla Juve e l'affetto di Pedrale, gli incidenti che ne hanno rallentato l'ascesa e poi quella maglia grigia, entrata di prepotenza nel cuore.
Libero di classe e di sostanza nella nidiata "calleriana" dei Gregucci, degli Sgarbossa, dei Camolese, degli Scarrone, quel gruppo di giovani... sfacciati e impertinenti che i tifosi del Mocca amano ancora oggi, dopo tanti anni, di un amore dovuto solo a chi quella maglia l'hanno difesa, onorata, sudata senza risparmio di energie. E quel sentimento di rispetto profondo per il Mocca, lo stadio che gli scatenava emozioni forti e che ancora oggi ricorda e racconta con profondo affetto.
Un libro che si legge in un soffio ma che lascia tracce profonde e induce a riflettere su come un semplice... rimpallo possa cambiare i destini di una vita.
Post scriptum: Ho sempre avuto una certezza consolidata quando venivo messo di fronte al dilemma: meglio Maradona o Pelé? Sempre fermamente schierato dalla parte del brasiliano. Per la prima volta, le tue profonde riflessioni, la tua lettura di fatti e situazioni, il tuo scavare nell'animo dell'uno e dell'altro, caro Teodoro, sono riuscite a mettere in crisi le mie convinzioni. Sempre Pelé, ma dopo aver letto il tuo libro ho iniziato a stimare molto di più El Pibe de Oro!
(Palla al Triso)