Lettori fissi

martedì 4 giugno 2024

Juvecentus: 1978 - Ottantaduesima puntata


 

Roberto Bettega

E' l'ottobre del 1970 e a San Siro si gioca Milan-Juventus. Alla guida dell'attacco bianconero gioca un ragazzino di belle speranze, da cui la società si aspetta molto. La Juve vince e quel "bocia" si concede il lusso di beffare il grande Cudicini con un gol di tacco che entra nella storia del calcio. E' nato un campione. Gioca 326 partite in A con la sua Juve, lui unico piemontese della squadra, segnando 129 reti. Anche in maglia azzurra tocca traguardi importanti: 42 presenze e 19 reti. Purtroppo un gravissimo infortunio occorsogli in Coppa, uno scontro con il portiere dell'Anderlecht, Munaron, gli toglie la soddisfazione di laurearsi campione del mondo in Spagna, dopo essere stato una stella a Baires. Col passare degli anni inizia a intraprendere la stessa parabola percorsa anni prima da un altro mito bianconero: Boniperti. Da grande goleador arretra il proprio raggio d'azione, trasformandosi in regista illuminato. Dopo qualche avventura come commentatore tivù, ritorna all'ovile, da dirigente. Anche dalla stanza dei bottoni riesce a essere un protagonista della storia bianconera.

 

LA "STORIA" DEL 1978

Ancora Juve tra i patrii confini, davanti a un Vicenza sorprendentemente guidato da Paolo Rossi ai vertici del campionato. Il Pallone d'Oro va a K.K.K., al secolo "King" Kevin Keegan, la fantasia al potere. Il folletto inglese trascina il suo Liverpool, per il secondo anno consecutivo, sulla poltrona dei signori d'Europa. In Argentina si gioca il Mundial e l'Italia, zeppa di juventini, è la squadra più ammirata della competizione. Nasce il mito di Pablito Rossi, ma anche Cabrini, Gentile, Scirea, Tardelli e "penna bianca" Bettega, lasciano un segno profondo. Alla fine vinceranno i padroni di casa (battuti nel primo turno solo dagli azzurri!), con l'Italia solo quarta ma grande.

(Palla al Triso) 





lunedì 3 giugno 2024

Panchine "bollenti" anche in provincia


 

 

Era nello staff di Mourinho alla Roma, dove ha ricoperto ruoli di match analyst e di collaboratore tecnico; ha maturato esperienze professionali in Sampdoria, Roma, Inter, Milan e Torino; dalla stagione 2024-25, che ormai bussa alle porte, sarà il nuovo direttore tecnico del settore giovanile dell'Asca, a confermare il fatto che la società di Tonon e Berengan ha ambizioni di ulteriore crescita dichiarate.

Alessandro Davite ha raggiunto l'accordo con il responsabile del settore giovanile gialloblu, Lorenzo Mandrino, e non vede l'ora di iniziare questa nuova avventura.

Intanto, in casa Asca, si è proceduto alla scontata conferma di Mattia Greco alla guida della formazione che il mister ha portato in Promozione al termine di una stagione vissuta sempre al vertice della classifica. Novità, invece, per quanto riguarda la Junior Asca: dopo un campionato di transizione in Seconda Categoria i progetti per la prossima stagione si fanno ambiziosi e si sta programmando per un futuro importante.

Si sta movimentando, intanto, il quadro delle panchine 2024-25. Confermatissimo Luca Carosio a Ovada, mentre Adamo saluta l'Arquatese (cantano sirene frugarolesi?) e Moretto il Monferrato. Ritorno di Alessandro Musso a quel Felizzano che aveva portato in Promozione: i biancazzurri credono nella teoria dei ricorsi storici...

Qualcosa bolle in pentola anche a Solero, ma non solo in panchina...

(Palla al Triso)

Il silenzio della... rosea


 

Fa un certo effetto, in questi giorni, sfogliare le pagine del più venduto quotidiano sportivo italiano, quello stampato su carta rosa che ha dato i natali alla maglia del leader del Giro d'Italia.

Mentre sui social, sul giornale antagonista di Torino e su altre testate "libere" impazza l'allarme plusvalenze fatto registrare da diverse società che hanno impinguato le proprie cassaforti gonfiando cifre di illustri sconosciuti la "rosea" parla (giustamente) di Sinner, Bagnaia, Mourinho, Motta... ma anche di hockey a rotelle, ping-pong, curley. Non una riga sulla posizione per lo meno ambigua della squadra di casa che tra il 2014 e il 2018 ha proposto al mercato, valutandoli fior di milioni... stelle riconosciute del firmamento calcistico mondiale quali Benassi, Rocca, Bianchetti, Miangue, Gravillon, Eguelfi, Carraro, Valietti, Bettella: tutti personaggi che hanno lasciato profonda traccia sui conti, nessuna sulla storia del calcio!

Per tacere poi del silenzio nel quale è stato affossato l'acquisto da parte del Napoli di Osimhen, coperto dalla cessione al Lille dei notissimi Karnezis, Liguori, Manzi e Palmieri che in Francia non ci sono stati manco per un minuto.

Eppure proprio la rosea era stata la paladina della crociata anti-plusvalenze della Juve. Un cambio di rotta alquanto sospetto...  

(Palla al Triso)

Juvecentus: 1977 - Ottantunesima puntata

 


Franco Causio

Più di 300 partite di campionato con la Juve, un Mondiale, quello argentino, giocato come si gioca solo in paradiso, un altro, quello spagnolo, vinto giocando solo pochi minuti della finale ma costituendo uno dei punti saldi di uno spogliatoio unito e compatto, fanno di Franco Causio una delle stelle più luminose del firmamento calcistico mondiale. Arrivato alla Juve quasi per caso (scommessa vinta dal grande Viri Rosetta, che lo vede giocare e se ne innamora), dopo essere stato scartato dal Toro, il Barone, come viene subito ribattezzato per la sua eleganza dentro e fuori dal campo, viene mandato ad affinare le indubbie doti tecniche in giro per l'Italia. A dir la verità è più il carattere a preoccupare: è un ribelle, estremamente sicuro di sè. E' bravo e sa di esserlo, ma ciò lo porta sempre a voler strafare, convinto di essere il migliore. La fiducia che la Juve gli concede viene ripagata; forma con Bettega una delle coppie d'attacco meglio assortite che mai si siano esibite sui campi da calcio. Finalmente il brasiliano di Lecce riesce così a convincere tutti della sua grandezza.

 

LA "STORIA" DEL 1977

La super Juve tutta italiana di Trapattoni, capace di vincere il campionato con 51 punti sui sessanta disponibili (e il Toro del bomber Graziani è secondo con 50 punti!) rompe finalmente anche il suo lungo digiuno internazionale aggiudicandosi la Coppa Uefa (quella che fino al 1971 era chiamata Coppa delle Fiere). In Coppa Campioni inizia un dominio inglese che durerà fino all'82. Tocca al Liverpool l'alloro europeo. Un danese piccolo piccolo, Allan Simonsen, è il miglior giocatore d'Europa: è un peperino imprendibile, soprattutto in zona gol. Dall'8 ottobre, Enzo Bearzot è C.T. unico della Nazionale azzurra: alla guida della squadra toccherà i massimi vertici mondiali.

(Palla al Triso) 

 


 



domenica 2 giugno 2024

Notizie dai play-off

 


 

Anche se la squadra che sta partecipando ai play-off del campionato Eccellenza non è alessandrina, val la pena darne segnalazione: dopo la vittoria per 3 a 1 sul terreno di casa di sette giorni fa, il Fossano Calcio sbanca anche il campo del Sandonà e passa al turno finale per sbarcare in Serie D. Ne parliamo perchè la squadra cuneese è guidata dalla panchina da Alberto Merlo, che ha come suo secondo Maurizio Ammirata: un manico alessandrino per puntare alla promozione. Passata in svantaggio nel primo tempo la formazione del duo Merlo-Ammirata ha ribaltato tutto nella ripresa con i gol di Malltezi al 32' e di Medda allo scadere. Ora i biancazzurri saranno chiamati a una ultima doppia sfida, si comincia fuori casa, contro i bresciani del Ciliverghe Calcio, domenica 9 giugno. 

Buone notizie in Prima Categoria per la Frugarolese, vincente per 5 a 0 sul Vigone, che già domenica scorsa aveva subìto analoga, pesante sconfitta interna col Boves. Sarà decisiva per i ragazzi di mister Borlini la partita di domenica prossima con lo stesso Boves: si partirà in perfetta parità!

Anche dai play-off di Seconda Categoria arrivano notizie positive. La Spinettese ha battuto abbastanza agevolmente i torinesi del Beiborg: 3 a 0, con tripletta di Vitale e rigore parato da Turco. Ultimo sforzo domenica prossima col Pralormo, sul campo neutro di Rocchetta Tanaro, ma occorrerà vincere e segnare molto, perchè in questo momento Spinettese e San Benigno sono entrambe a 4 punti ma i torinesi hanno segnato un gol in più.

(Palla al Triso)

Juvecentus: 1976 - Ottantesima puntata


 

Giovanni Trapattoni

Due cose il Trap non dimenticherà mai della sua esperienza torinese: la lunga serie di successi (6 scudetti, 2 Coppe Italia, 1 Uefa, 1 Coppa Coppe, 1 Coppa Campioni, 1 Mundialito Club, 1 SuperCoppa Europea e 1 Coppa Intercontinentale e i vini rossi piemontesi. Dopo quella di Picchi è la nuova scommessa del duo Boniperti-Allodi. Un mister giovane, senza esperienza, senza pedigree, con un entusiasmo enorme e una gran voglia di sfondare. Obiettivi perfettamenti raggiunti! Allena tante Juve diverse, tutte ugualmente grandi. Riesce a far coesistere il più grande insieme di campioni forse mai visto: Zoff, Cabrini, Gentile, Scirea, Tardelli, Rossi (tutti campioni del mondo), più "le roi" Michel Platini e l'anarchico Zibì Boniek. Con lui ognuno sa di dover rispettare il proprio ruolo, senza voler usurpare le competenze altrui. Quando capisce che in Italia ha raggiunto il top, che non ha più nulla da dimostrare, se ne va in Germania, a insegnare tattica al Bayern, la squadra dei Beckenbauer e dei Rummenigge. Vince anche lì, il primo allenatore italiano a trionfare in un campionato estero.


LA "STORIA" DEL 1976

Annata tutta tedesca, o quasi. A Montreal, l'Olimpiade va alla Germania Est. Il Bayern vince la terza Coppa dei Campioni consecutiva e la Coppa Intercontinentale. Franza Beckenvbauer è ancora il miglior giocatore europeo. La Germania Ovest, agli Europei, si arrende solo ai rigori della Cecoslovacchia dei "grandi" Viktor, Panenka e Nehoda. In questo contesto, è logico che il "tedesco" Gigi Radice guidi il suo Torino a uno storico scudetto. Sono i due bomber Graziani e Pulici, ben sorretti da Claudio Sala, Zaccarelli e Pecci, a regalare ai tifosi granata una grande gioia dopo anni di sofferenze. Gioia anche a Napoli, per una Coppa Italia che suggella un periodo di buon calcio sotto il Vesuvio.

(Palla al Triso)

 

 





sabato 1 giugno 2024

WF Rolando Alessandria seconda... di rigore

 


Sarà anche calcio camminato, ma è una disciplina che sta andando veramente di corsa!

Attività ininterrotta, con le squadre alessandrine protagoniste ovunque ci sia la possibilità di giocare.

E mentre il Cristo Alessandria WF ha iniziato il suo percorso nel torneo ufficiale FIGC, il WF "Vincenzo Rolando" ha approfittato della sosta forzata in campionato (a causa di ritardi organizzativi dei propri avversari designati del Pinerolo Luserna, la partita è stata rinviata) per partecipare al 1° Torneo Città di Maranello, conquistando un ottimo (e sfortunato) secondo posto.

Dopo aver vinto la prima sfida con i padroni di casa del Maranello per 2 a 0, con reti di Maestri e Vendramin, nella seconda partita solamente i rigori hanno determinato la sconfitta, dopo che i tempi regolamentari si erano chiusi sull' 1 a 1, con gol di Maestri. Ancora una vittoria per 2 a 1 con l'Unione Triestina (a segno Debianchi e Maestri), mentre nell'ultima gara in programma, contro il Sacile Rosta, le reti di Maestri, Gambino e Torielli hanno segnato la netta superiorità degli alessandrini.

Decisiva quindi ai fini dell'assegnazione del primo posto la sconfitta ai rigori con il Lugo, ma Maccarino e compagni da applausi.

(Palla al Triso) 

Cristo Alessandria WF, festa comunque!

 


Anche se sul campo è maturata una sconfitta per 1 a 3 è stata vissuto con entusiasmo e grande soddisfazione l'esordio ufficiale della formazione Over 50 del Cristo Alessandria Walking Football nel 1° Torneo Walking Football organizzato dal Comitato Regionale Piemonte Valle d'Aosta della FIGC-LND.

Saggiorato, Mattei, Ferrando e compagni hanno affrontato sul sintetico del CentoGrigio di via Bonardi i novaresi Walking Football Confarti Gianato, squadra già collaudata e con esperienza diversa rispetto agli alessandrini, squadra che invece da poco ha intrapreso l'attività.

Il prossimo appuntamento è fissato per venerdì 14 giugno nella tana dei Devils Walkers di Borgomanero: fischio d'inizo alle ore 20, al Centro Sportivo Santacroce.

(Palla al Triso)

Festa del Calcio Giovanile: serata fantastica!


 

Festa doveva essere e festa è stata! Bellissima, emozionante, vissuta con passione da un pubblico entusiasta come (purtroppo!) quest'anno al Moccagatta non era mai stato possibile vedere.

Quasi completamente dissolte le nuvolacce del mattino, anche un clima clemente ha voluto essere partecipe della festa, permettendo alle centinaia di piccoli campioni di sfidarsi in una continua alternanza di partite sul perfetto terreno dello stadio alessandrino. 

Nobilitata dalla presenza di molti sindaci della provincia, di alcune delle principali autorità regionali (il presidente Cirio, l'assessore Protopapa), provinciali (il presidente Bussalino, Ravetti), dall'assessora allo Sport del comune di Alesssandria, Oneto, la serata, organizzata dalla delegazione provinciale della FIGC-LND, è stata condotta dai tre "padroni di casa": il presidente regionale Mauro Foschia, il consigliere regionale Filippo Fava e "anima della manifestazione" il delegato provinciale Marco Giacobone.

Guidato al microfono da Franco Tasca e Stefano Venneri di Radio Gold, il numerosissimo pubblico non ha risparmiato applausi e incitamenti, già fin dal momento della sfilata sul campo di tutte le... giovani speranze calcistiche del nostro territorio.

Instancabile e sempre presente sui tanti "mini-campi" predisposti per le sfide tra le società partecipanti, il referente provinciale per l'Attività di Base, Vincenzo Avenoso, fondamentale nel coordinare la preparazione e lo svolgimento della serata, anche grazie all'aiuto ricevuto dai dirigenti delle società.

Particolarmente emozionante il momento dell'inno di Mameli, cantato da Nora Garavello (Farinelli Group), con l'accompagnamento alla tromba di Giovanni Orecchia del Conservatorio Vivaldi di Alessandria.

Molto atteso il momento delle premiazioni, alla cui cerimonia ha partecipato... l'ospite d'onore calcistico della manifestazione, Antonino Asta, ex calciatore e allenatore del Torino, accompagnato dal presidente provinciale dell'AIAC, Mirko Russo. A ricevere il premio per una stagione vincente sono stati i ragazzi dell'Under 14 del Carrosio, dell'Under 15 della Fulvius e dell'Accademia Casale, con i nerostellati che hanno bissato anche con l'Under 16 e, infine, i ragazzi dell'Under 17 dell'Ovadese. Riconoscimenti importanti anche per sei dirigenti che, nel corso degli anni, hanno saputo dare un contributo di spessore alle attività del calcio della nostra provincia: Andrea Cavo del Carrosio, Ernesto Grosso della Gaviese, Alberto Del Conte del Sale, Fabrizio Trocca degli Orti, Giovanni Caligaris del Bistagno Valle Bormida e Lino Arcolite del Monferrato.

Passerella meritata anche per la Rapresentativa Provinciale Under 14 che ha partecipato al Torneo Regionale delle Delegazioni, fallendo solo per un soffio e con parecchia sfortuna le finali. Per loro, per mister Bianchini e per chi li ha accompagnati nel percorso è stata sicuramente un'esperienza indimenticabile.

Ma se la serata ha avuto un esito così pienamente soddisfacente lo si deve anche a tutti coloro che ne hanno sostenuto la realizzazione: Securitydirect (grande Luca Battiloro!), Auto Garden, Banfi, Menabò, Gruppo Amag, For.Al, Tutto Tasporti, Accademia Alessandria Portieri, gli amici valenzani dell'Avis, degli Alpini e dell'Associazione Nazionale Carabinieri, e per la concessione dello splendido Stadio Moccagatta, l'Amministrazione Comunale (e un grazie particolare a Gianfranco Foco, per la disponibilità!)

Per chiudere: grazie di cuore a tutti coloro che hanno reso indimenticabile la seconda edizione della Festa Provinciale del Calcio Giovanile!

(Palla al Triso)

 

Juvecentus: 1975 - Settantanovesima puntata


 

Fabio Capello

Resterà sempre il dilemma: è stato più grande il Capello calciatore, 165 presenze nella Juve, 27 gol, regista con la bussola nel piede, capace di dirigere il traffico di centrocampo con grande senso geometrico, anche buon incontrista nonostante una velocità di base non elevatissima, freddo e determinato sotto rete, oppure ricorderemo tutti con maggiore rispetto il Capello allenatore, inventato come tale da Berlusconi, presentato agli esordi come "yesman" del dottore di Arcore, e invece in grado di vincere cinque campionati su sei dalla panchina (4 con il Milan, uno nell'esordio spagnolo col mitico Real Madrid) e di gestire fior di campioni dal carattere forte, imponendo loro addirittura il turn over? Probabilmente neppure Amleto riuscirebbe a risolvere un dubbio così atroce! Minimo comune denominatore di entrambe le esperienze, di sicuro, sta nell'intelligenza del Capello uomo, un grande. Nella storia, comunque, lui c'è: la prima vittoria azzurra a Wembley, nella tana dei maestri inglesi, porta la sua firma. Gol di Capello all'86°. 

 

LA "STORIA" DEL 1975

Come tutte le stagioni post mondiali, anche questa si rivela essere un'annata scialba e senza grosse novità. La Juventus, alla cui guida riappare Carletto Parola, si assicura il suo sedicesimo scudetto, dopo uno scontro testa a testa con il Napoli deciso da un gol di Altafini, "core 'ngrato". Due grandi del calcio italiano ottengono una delle poche soddisfazioni di una carriera grandissima: Antognoni porta la Fiorentina alla Coppa Italia, Paolino Pulici è re dei bomber. Il Bayern trionfa in Europa, con la Dinamo Kiev sorprendente regina in Coppa Coppe. La conquista di questo trofeo consente a Oleg Blochin di essere consacrato Pallone d'Oro. Stagione di transizione. 

(Palla al Triso)


A volte ritornano!

  Non riesco, sono troppi i motivi che mi portano a ridare vita a "Palla al Triso". Per primo l'affetto, la simpatia, l'in...