Lettori fissi

sabato 20 aprile 2024

Juvecentus: 1933 - Trentasettesima puntata


 

Luisito Monti

Quando appare sulla scaletta della nave che lo ha portato a Genova dalla natìa Argentina, ai dirigenti juventini viene un colpo: un vecchietto, grasso, enorme, lento. Impossibile che quell'essere possa giocare a calcio. Ma non hanno fatto i conti con la testardaggine e la caparbietà di quell'"armadio a due ante". Nel giro di poche settimane, a seguito di allenamenti massacranti e diete ferree, Monti riprende... sembianze umane, tanto da sembrare ancora più giovane dei suoi trent'anni e diviene uno dei pilastri della grande Juve e dell'Italia mondiale. Lento lo rimane sempre, ma non gli serve correre (gli viene affibbiato il titolo di "mediano che cammina"), tanto la palla giunge tra i suoi piedoni come attratta da una calamita. E' stato sempre un grande. Ad Highbury, contro i maestri inglesi, si rompe un dito del piede ma stringe i denti fino allo spasimo. A 39 anni dice: "Non voglio far ridere" e chiude col calcio.


LA "STORIA" DEL 1933

Super Juve, ovunque. Terzo scudetto consecutivo, per una squadra che sta ormai entrando nel mito. Combi, Rosetta, Caligaris, Varglien I, Monti, Bertolini, Sernagiotto, Varglien II, Borel II, Ferrari e Orsi: undici fenomeni. L'Ambrosiana è a ben otto punti, il Bologna a dodici. La Pro Vercelli annaspa a metà classifica. Casale e Alessandria si salvano solo sul filo di lana: il calcio sta divenendo dominio delle grandi città. Il super bomber della stagione, manco a dirlo, è juventino: Felice Placido Borel, 29 gol leggeri come... una farfalla! In Federazione si forma il duo Vaccaro-Barassi, determinazione e competenza al servizio del calcio. E sarà una coppia fortunata...

(Palla al Triso)

 

 




venerdì 19 aprile 2024

1965: arrivano i controlli sul doping


 

E' dai tempi della "missione impossibile" portata a termine dalla Germania Ovest nel 1954, quando in una finale giocata allo spasimo contro la favoritissima Ungheria, Rahn e compagni conquistarono l'alloro mondiale, che il "pericolo" doping aleggiava sul mondo del calcio. A quei tempi fece scalpore, aldilà di una vittoria ritenuta impossibile, anche il sospetto dell'utilizzo di sostanze proibite.

Dopo anni di valutazioni e discussioni, finalmente, a partire dalle qualificazioni per i Mondiali del 1966 in Inghilterra, entrò in funzione il controllo antidoping. Al termine di ogni partita un calciatore per ogni squadra, sorteggiato tra quelli scesi in campo, veniva sottoposto a controllo da un medico e da un infermiere che ne verificavano il riempimento di una fialetta di urina.

L'onore della "prima volta" per un giocatore italiano toccò ad Armando Picchi che si aggiudicò il sorteggio al termine di Italia-Finlandia, giocata a Genova il 4 novembre del 1965.

(Palla al Triso)

Giovedì prossimo in scena l'Under 14

 


Finalmente quasi ci siamo!

Giovedì 25 aprile la Rappresentativa Under 14 provinciale sarà chiamata a giocare la prima partita del quadrangolare di qualificazione per il Torneo delle Delegazioni del Piemonte. Il confronto, che inizierà alle 15, sarà con la Rappresentativa della provincia di Asti e si giocherà allo Stadio "Censin Bosia" di Asti.

Lo staff alessandrino, guidato dal Delegato Provinciale Marco Giacobone, è composto dal selezionatore Graziano Bianchini, dal massaggiatore Lorenzo Alvigini, dai dirigenti accompagnatori Luciano Semino, Giampiero Bruno, Alessandro Trisoglio e Mario Carlo Bisoglio. 

Ventidue i calciatori convocati: Bustos e Puleo dell'Asca; Traverso, Palamone, Armanu e Cavo del Carrosio; Cozzo dell'Olimpia Solero; Sorrentino della Frugarolese; De Leonardis e Neuredin dell'Arquatese; El Harkati del Dertona; Costanzo del Monferrato; La Rosa della Fortitudo; Allemani dell'Ovadese; Lipari dell'Audax Orione; Ravetti del Derthona; Mezgouri del Città di Casale; Abbate, Di Leo e Luparia dell'Accademia Casale; Zago e Taverna della Viguzzolese.

(Palla al Triso)

 




Juvecentus: 1932 - Trentaseiesima puntata


 

Renato Cesarini

Ormai, anche nel linguaggio corrente, per una cosa ottenuta proprio all'ultimo tentativo si tira in ballo la "zona Cesarini". Un luogo comune originato da un attaccante tanto bravo quanto mattocchio. Italiano di Senigallia trasferitosi, con la famiglia, a Buenos Aires, quando... torna a casa viene considerato oriundo. Come passa alla leggenda? Fine dicembre del '31, a Torino scende la grande Ungheria di Sarosi e, al novantesimo, siamo sul 2 a 2. Entra in scena il "matto": travolge il compagno di squadra Costantino, che è titubante sul pallone, e si invola verso la porta segnando il gol della vittoria. Non essendo stata una prodezza isolata, ma ripetuta, nasce la zona che da lui prende il nome. E' uno dei tanti fenomeni del pallone della Juve di questi anni. Ed è un fenomeno anche fuori campo: auto con chauffeur, spese pazze, addirittura una sala da ballo aperta a Torino, dove poter dare bella mostra del suo tango perfetto. Alla storia, oltre alla zona, sono passati anche alcuni scherzi che gioca a compagni, dirigenti e... chiunque capiti a tiro. Spirito goliardico e grande gioia di vivere.


LA "STORIA" DEL 1932

E' ancora Juve. Il Bologna non riesce a reggere la forza d'urto dei bianconeri e, a fine campionato, è secondo a quattro punti di distacco. Le migliori soddisfazioni, però, i felsinei se le tolgono in Mitropa, embrione dell'attuale Champions League, dove trionfano con grande autorità. Sempre a livello europeo, l'Austria si aggiudica la seconda Coppa Internazionale, succedendo nell'albo d'oro agli Azzurri. Bomber del campionato sono il fiorentino Petrone e Angiolino Schiavio, anima del Bologna e della Nazionale di Pozzo. All'inizio della stagione 1932-33, intanto, la Juve trasloca, trasferendosi allo Stadio Comunale, un terreno di gioco destinato a entrare nel cuore del popolo bianconero.

(Palla al Triso)

 



 

giovedì 18 aprile 2024

Licenza D: il momento degli esami


 

Con piena soddisfazione di organizzatori, docenti e allievi è giunto a conclusione il corso organizzato dall'AIAC provinciale per l'acquisizione della Licenza D, abilitante alla conduzione tecnica delle squadre di Eccellenza, Promozione, Prima, Seconda e Terza Categoria di società appartenenti alla Lega Nazionale Dilettanti e delle squadre giovanili “Juniores Nazionali”, “Juniores Regionali” e “Juniores Provinciali”.

Al termine di un lungo e impegnativo percorso durato ben 122 ore complessive, i quaranta iscritti sono finalmente giunti al tanto atteso traguardo. Nella giornata di ieri sul terreno del "Giovanni Ferrari" di Via Tonso, agli ordini del docente coordinatore del corso, Franco Melani, si sono svolte le prove pratiche, mentre nella mattinata di oggi il tecnico toscano ha proceduto a sottoporre gli allievi all'esame orale, discutendo sui diversi argomenti che hanno costituito le materie del corso: metodologia, psicologia, preparazione dei portieri, calcio femminile, medicina, carte federali, regolamenti e dinamiche del calcio a 5. 

Ora non resta che... la tensione dell'attesa: lunedì mister Melani comunicherà ufficialmente gli esiti finali e i quaranta partecipanti potranno avere conferma del loro impegno di questi lunghissimi cinque mesi di intensa preparazione.

(Palla al Triso) 

 

Juvecentus: 1931 - Trentacinquesima puntata

 


Giovanni Ferrari

E' stato tutto meno che un personaggio. Tanto è importante la sua presenza in campo, quanto vuole apparire il meno possibile fuori di esso. Umile fino all'eccesso, ma insieme caparbio, orgoglioso e con un carattere di ferro. A tutto ciò abbina un'intelligenza tattica di grana sopraffina, caratteristica che condivide con i suoi conterranei "mandrogni" Baloncieri e Rivera, come lui grandi artisti del pallone. Vince tutto quello che si possa vincere: due titoli mondiali e otto scudetti (5 con la Juve, gli altri a Bologna e Milano), sempre da principale protagonista. In mezzo al campo nessuno sa dare i tempi all'azione come lui. E' il vero "bilancino" della squadra, fulcro di centrocampo che raccorda il gioco delle retrovie con quello dell'attacco con grande sapienza. E quando gli capita di intravedere i pali della porta avversaria non si fa di certo pregare per metterla dentro! A vederlo fuori campo, pelatino e "in carne", non sembra proprio un atleta: gli intenditori, però, lo ricordano come il più completo interno di sempre.

 

LA "STORIA" DEL 1931

Terzo scudetto bianconero, primo di una serie di cinque affermazioni consecutive che faranno della Juve la squadra più amata in ogni angolo d'Italia. Il titolo di bomber va al romano Volk, con 29 centri in 34 incontri. E sarà proprio la Roma a contendere fino all'ultimo lo scudetto ai torinesi, dimostrandosi come la prima grande espressione del calcio del centro-sud. Il 22 febbraio, nell'ambito della Coppa Internazionale, gli azzurri superano per la prima volta l'Austria: cede così un altro baluardo che sembrava insuperabile. Tra gli eroi dell'impresa ci sono anche Combi, Caligaris, Ferrari e Orsi. Juventus: presente!

(Palla al Triso)

 

mercoledì 17 aprile 2024

Il nostro calcio: Rossano Falciani, la Boschese


 

Il calcio a 360 gradi: Rossano Falciani è questo, perchè è stato calciatore, dirigente, direttore sportivo, allenatore, ora è presidente. Qualsiasi cosa che si possa fare nel calcio lui l'ha fatta e a Bosco Marengo se dici Boschese, dici Rossano Falciani.

Sono quello che è rimasto alla Boschese per il maggior numero di anni. Dei vecchi non è rimasto più nessuno. Io è da quando ero ragazzino, avevo 17 anni, che giro nella Boschese, magari me ne sono saltuariamente allontanato per qualche momento ma poi sono sempre tornato. A Bosco mi sono addirittura sposato, proprio in nome di questo rapporto con la squadra. Devo tutto alla Boschese e sono innamorato della Boschese!

Tu devi tutto alla Boschese ma penso che anche la Boschese debba molto a te.

Penso di sì, perchè sinceramente fare quello che faccio, oggi non è poi così facile. Da solo, con pochi indispensabili collaboratori. Lavoro ce n'è tanto ed è dura.

Tra l'altro il nome di Falciani, nel calcio, non si limita a Rossano: la vostra è una vera e propria dinastia di calciatori.

Attualmente con la maglia biancoverde ci giocano i miei nipoti e in passato ci ha giocato anche mio fratello, ottimo giocatore che ha indossato maglie importanti. Forse proprio grazie ai miei nipoti, che quando si sciolse il Fresonara nel 2017-18 vennero a Bosco portando altri ragazzi, la storia della Boschese non si è chiusa definitivamente: il loro arrivo fu provvidenziale.

Quanto è difficile fare il presidente di una società dilettantistica?

Tantissimi problemi. In primis economici ma anche organizzativi, difficoltà di gestione del settore giovanile, nei rapporti a volte con i genitori. Bisogna dedicare mille energie a questo impegno.

Uno sfogo però di cui non puoi fare a meno.

Assolutamente no! Mi trovo bene, mi sento più giovane. Stare in mezzo ai giovani fa sentire giovani! Spero di continuare ancora a lungo. Sempre alla Boschese, ovviamente!

Quante difficoltà nuove sono nate nella gestione di una società in questo tuo percorso?

E' cambiato tutto. Non rilevo più l'entusiasmo che avevamo noi: non vedevamo l'ora di essere sul campo per inseguire quel benedetto pallone. Io sposerò sempre il calcio di una volta rispetto a quello di adesso. Una volta bastava come stimolo una tuta, un borsone di una società, oggi diventa forse prioritario un riconoscimento economico.

Avete messo in piedi anche un buon settore giovanile.

Abbiamo un'Under 18 Regionale, un buon gruppo, molto utile anche per la prima squadra.

L'impegno economico, al di là di qualche piccolo rimborso ai giocatori, è gravoso...

Certo: lavare le maglie, acqua, luce, riscaldamento... e per fortuna che il Comune ci ha messo a disposizione un ottimo impianto sportivo, grazie al sindaco Gianfranco Gazzaniga, innamorato di calcio, mister dell'Under 18, che sta frequentando il corso Uefa per allenatori organizzato dall'AIAC.

E il paese segue?

Poco, purtroppo. Ricordo un passato con centinaia e centinaia di persone al campo alla domenica...

Progetti per il futuro.

Il mio sogno sarebbe quello di riportare la Boschese dove era una volta, in campionati importanti. Ora mancano le risorse, occorre avere giocatori importanti. Oggi mi accontento di questo campionato di Seconda Categoria vissuto ai limiti della zona play-off, senza i patemi dello scorso anno quando ci salvammo all'ultimo respiro.

Se penso alla Boschese degli anni '80, oltre a quello di Falciani, ricordo nomi importanti: Boscolo, Verza, Borella...

...e poi Sciacca, Cerutti, Cizek, Corradin, Marchetti... ma soprattutto c'era entusiasmo. Eravamo attrezzati, in tanti. Ora Busatto, Migliaccio, Barco e poco più... Nel 1982 siamo arrivati a un passo dalla Serie D. Forse allora la società non se l'è sentita di fare il passo... E' il mio grande, enorme rammarico.

(Palla al Triso)  

Accademia Portieri e Ideale Grigio: avanti insieme


 

Continua il percorso di crescita dell'Accademia Portieri Alessandria e l'associazione a cui hanno dato vita nel 2019 Corrado D'Ettore e Andrea Giacobbe sta assumendo le dimensioni di una importante realtà nel panorama sportivo alessandrino (e non solo, considerate le "diramazioni" operative già messe in atto in altre zone). 

Nata per "aiutare e sostenere giovani portieri per intraprendere un percorso nel ruolo più bello del mondo, senza tante parole ma con tanto vissuto sul campo e tanta passione": caratteristiche che i due fondatori hanno acquisito lungo tantissimi anni di attività come "numeri Uno" in tante società calcistiche di alto livello del calcio provinciale.  

Un'attività che non vuole andare in contrasto con la normale e quotidiana opera delle società ma si propone a loro supporto allo scopo di preparare al meglio i protagonisti del ruolo. Tante le società che hanno intrapreso percorsi di collaborazione con l'Accademia: Ovadese, Novese, Dertona Calcio Giovanile, Arquatese, e anche l'Olimpic Pra 1971 di Genova; oltre ad avere intessuto rapporti operativi con l'Alessandria e il Torino. Da poco più di un anno, inoltre, è divenuta operativa anche la sede di Vercelli, coordinata dalla vecchia conoscenza del calcio alessandrino, Sandro Beccari, e da Mario Bernaudo. Dei mesi scorsi, invece, l'affiliazione al Genoa! 

Utilissima anche l'attività intrapresa a favore dei più piccolini: potenziali sportivi per i quali i tecnici dell'Accademia si propongono come "consulenti" dei genitori al fine di valutare l'eventuale predisposizione allo sport e, comunque, nell'avviare attraverso un progetto che prenderà corpo con le scuole elementari della città, un sano indirizzo all'attività motoria, tanto messa in crisi dall'invasione dei dispositivi tecnologici.

Ora, a garantire nuove importanti prospettive di sviluppo arriva l'accordo definito con Ideale Grigio, una partnership che garantirà la concessione reciproca e gratuita dell'uso del logo, del marchio, del nome e dell'immagine: il tutto al fine di portare un ulteriore elemento di crescita e di diffusione di "una cultura autentica e rispettosa dei principi di legalità e di salvaguardia dell'identità sportiva e sociale del calcio alessandrino".

(Palla al Triso)

Juvecentus: 1930 - Trentaquattresima puntata


 

Raimundo Orsi

E' un grande virtuoso del violino, che suona tanto bene da meritarsi un ingaggio nell'orchestra di Gardel, il più grande cantante di tango argentino, ma con i piedi è una vera favola. Dopo essere andato a miracol mostrare alle Olimpiadi di Amsterdam, sbarca a Torino, dove per un anno viene bloccato dalla Federazione argentina, che non concede il transfert. Quando finalmente può mettersi in luce, però, Orsi lo fa alla grande, segnando caterve di gol e irretendo i terzini avversari con dribbling diabolici. Non c'è ricordo, negli annali, di un suo colpo di testa: la pettinatura impomatata e carica di brillantina non permette il contatto con la sfera. D'altronde è sempre stato un elegantone, capace di sfoggiare doppipetto irreprensibili e auto di lusso. Due piccoli difetti: il primo, che quando il gioco si fa caldo non è quel che si dice un "cuor di leone", il secondo legato, invece, alla sua scaramanzia: senza il jolly di un mazzo di carte infilato nel calzettone destro non sarebbe mai sceso in campo!


LA "STORIA" DEL 1930

Il primo campionato del mondo è un trionfo uruguagio. L'Italia, impegnata a vincere la prima edizione della Coppa Internazionale, diserta l'appuntamento, anche perchè la trasferta è lunga e piena di mille insidie. E infatti il dominio rioplatense è eclatante: nelle semifinali Stati Uniti e Jugoslavia sono travolte da Uruguay e Argentina, che danno poi vita a una finale estremamente attraente. Andrade guida gli uruguagi verso il titolo, suggello di un dominio che dura dalle Olimpiadi del '24 e del '28. In Italia, nel primo torneo a girone unico, trionfa l'Ambrosiana e Meazza è il primo re dei bomber. Sulle 18 squadre che disputano la Serie A solo Napoli, Roma e Lazio provengono dal centro-sud.

(Palla al Triso)

 

 



martedì 16 aprile 2024

La "bufala" è servita!

 

 


Vinicius Junior fotografato a Napoli: De Laurentis ha il colpo in canna! E' ormai sicuro: la prossima stagione di Pedri sarà in bianconero! Fonti certe confermano: Lewandoski ha firmato per il Milan, sarà lui il dopo Giroud!

Abituamoci, da qui a fine agosto su giornali, tigì, social assortiti, prolifereranno notizie di questo tipo. Notizie che manderanno in sollucchero legioni di tifosi, mandando in crisi depressiva quelli delle squadre avversarie... salvo essere clamorosamente smentite il giorno successivo!

Questo è il mercato, pupe! E questo è il modo con cui si garantiscono, per almeno un paio di mesi in cui il pallone è fermo, audience e tweet. Il segreto è quello di spararla il più grosso possibile, tanto per smentire e per assicurare che l'affare era già praticamente fatto ed è saltato unicamente per una virgola messa al posto sbagliato o perchè la mamma si è detta disperata di fronte al fatto che il suo bambino debba andare a vivere così lontano c'è poi sempre tempo. 

E così succede che un Felipe Anderson qualsiasi, già da mesi con la maglia numero sette della Juve impressa a caratteri di fuoco sulla pelle si svegli una mattina vestito del verde del Palmeiras. O che un Modric o un Messi venga dato per certo a un club particolarmente ambizioso e poi finisca magari alla Dinamo Zagabria o al caldo della Florida. E meno male che qualche tifoso non aveva già speso un capitale in euro per comprarne la maglietta taroccata, prontamente apparsa sulle bancarelle più aggiornate.

Prepariamoci per i prossimi mesi a questa pioggia continua di scoop e di immediate smentite e predisponiamo il nostro animo da tifosi incalliti ad accettare il fatto che Bellingham, al termine di una lunga ed estenuante trattativa non sia approdato alla nostra squadra ma, a malincuore, abbia accettato un rinnovo al Real: al suo posto arriverà Pincopallo, giovane portoghese completamente sconosciuto ma, dicono, promettente. Che volete mai: parlare ogni giorno di Bellingham riempiva pagine di giornale e dava minutaggio e ascolti al tigì sport... Pincopallo chi se lo filava?

(Palla al Triso)

A volte ritornano!

  Non riesco, sono troppi i motivi che mi portano a ridare vita a "Palla al Triso". Per primo l'affetto, la simpatia, l'in...