Lettori fissi

giovedì 13 giugno 2024

L'Asca progetta il futuro

 


(Nella foto: il prossimo consiglio direttivo)

Mentre il calcio ai massimi livelli in città sembra dibattersi in un vortice impazzito c'è anche chi riesce a guardare avanti e a progettare in maniera seria il futuro.

Siamo a metà giugno è in casa Asca sembra che le idee siano decisamente già molto chiare. Il futuro è già adesso e Berengan e compagni stanno definendo con lungimiranza, attenzione e chiarezza i percorsi da seguire nella prossima stagione 2024-25.

In un incontro aperto a tutto il "mondo Asca" (giocatori, dirigenti, allenatori, genitori e tifosi) sono state presentate le linee guida che caratterizzeranno l'attività dei prossimi mesi. Si è partiti dalla organizzazione societaria, con la definizione dei compiti e delle competenze: quattro punti di riferimento importanti saranno rappresentati dai componenti del Consiglio Direttivo. A cominciare da Walter Berengan, a cui sarà chiesto di gestire la logistica e l'organizzazione dei campi; per continuare con Rocco Dinisi, che avrà il compito di controllo sul bilancio; con Lorenzo Mandrino, cui sarà demandata la gestione sportiva; con Mattia Tallarico, che gestirà i rapporti con gli sponsor e quelli con la prima squadra.

Per quanto riguarda l'aspetto tecnico, conferma in blocco per il trio che nella passata stagione ha guidato la formazione gialloblu a trionfare nel campionato di Prima Categoria: Mattia Greco, Davide Balduzzi e Claudio Mutti, guideranno la squadra anche nel prossimo torneo di Promozione.

Passando al settore giovanile, che continuerà con l'interessante rapporto di collaborazione col Monza, il coordinatore Claudio Calmini ha portato il saluto di benvenuto della società ai nuovi innesti già definiti: Alessandro Davite, direttore tecnico e mister della Juniores; Alessandro Tosetti, responsabile dei preparatori dei portieri; Mauro Rizzi, responsabile dell'Attività di Base; Andrea Demarchi, massaggiatore.

Nei prossimi giorni, intanto, verrà comunicato il nome del nuovo responsabile della segreteria, chiamato a sostituire Emilio Colli, mentre con altrettanta tempestività e concretezza si sta predisponendo il futuro dell'"altra" Asca, quella Junior Asca che si accinge ad affrontare il campionato di Seconda Categoria con dichiarate ambizioni di far bene.

(Palla al Triso)



Derby in vista? Mah!


 

Quella dell'Alessandria Calcio è una storia (triste) che corre parallela rispetto al progetto che ha intenzione di portare avanti Marco Palmiere, presidente (a oggi) della Luese Cristo Alessandria. Il dirigente torinese vuole venire a fare calcio in Alessandria e lo farebbe con l'ex Luese, che lascerebbe per strada il vecchio nome (ed era ora!) per ribattezzarsi "Città di Alessandria" e proporsi come squadra di riferimento per la città.

Chi, sulle macerie del passato, vorrà costruire altro, libero di farlo, ma sarà antagonista.

Palmiere avrebbe già messo a fuoco tutti i tasselli del suo mosaico: Davide Lanzafame allenatore, Fabio Paschetta direttore sportivo e, soprattutto, un budget dichiarato pari al doppio di quello della media delle squadre iscritte alla categoria.

Intanto, lasciando il mondo dei sogni (che in questa città hanno la tendenza a trasformarsi rapidamente in incubi...) per tornare alla realtà, val la pena di accennare al fatto che la Sezione Disciplinare del Tribunale Federale Nazionale ha irrogato nuove sanzioni nei confronti dei Grigi: ulteriore inibizione ad Andrea Molinaro, altri due punti di penalizzazione in classifica per la società (che vanno ad assommarsi ai precedenti per un totale di 8), da scontare nel primo campionato utile a decorrere dalla prossima stagione sportiva e ammenda pecuniaria rilevante (tanto ne abbiamo tanti!).

E mentre anche la Juve Next Gen decide di abbandonare la nave e trasferirsi a Biella, per il momento, almeno, il Moccagatta si abbevera, grazie all'acqua pompata dal pozzo...

(Palla al Triso)

Juvecentus: 1987 - Novantunesima puntata


 

Antonio Cabrini

Che sogno può essere vietato a un personaggio del genere? Vuole darsi al cinema? Con quel viso, quel fisico, quel modo di fare, qualsiasi regista lo sceglierebbe per affidargli la parte del bello. Si vuole proporre come campione dello sport? Non una delle caratteristiche dell'atleta perfetto manca al suo bagaglio personale. Un predestinato. Non sorprende più di tanto, dunque, che arrivi a collezionare 282 partite juventine in A, con un buon bottino di 32 gol e un carico di scudetti e coppe impressionante. Il tutto nella massima semplicità, capace di dichiarare, a pochi giorni dalla conquista del titolo di campione del mondo, che la vittoria più esaltante è stata quella nel Trofeo Albertoni, a Cremona, quando in finale lui, allora in grigiorosso, supera la Juve e marca con successo un certo Paolo Rossi. Il segreto di Cabrini? La serietà con cui affronta ogni momento della propria vita, pubblica o privata che sia. Mai un sussurro sul suo rapporto con la dolce Consuelo e, per uno che ha tutte le ventenni d'Italia ai suoi piedi, non è poco! Sant'Antonio, che, appena nato, lo salva da una congestione, può andar fieri di lui.


LA "STORIA" DEL 1987

In Europa e nel mondo è il Poro a fare la voce grossa: Coppa Campioni, SuperCoppa e Intercontinentale, trascinato dal "tacco d'Allah" Madjer. In Italia è Maradona, la superstar, che trascina il Napoli a un double eccezionale: campionato e Coppa in un colpo solo. Sta crescendo, intanto, il Milan olandese, con Virdis capocannoniere e Gullit Pallone d'Oro. E' l'ultima Juve di Platini, che, a fine stagione, lascia il calcio, a soli 32 anni e ancora nel pieno vigore atletico. Come sempre fa le cose in grande, salutando tutti in un momento in cui è ancora fondamentale per la sua Juve. Sa che questo è il modo migliore per lasciare un ottimo ricordo, per passare direttamente dalla storia al mito.

(Palla al Triso)


mercoledì 12 giugno 2024

Situazione aggiornata, numero 2


                           

E' arrivata in tempi rapidissimi la conferma: Emilio Colli porterà la sua esperienza e le sue conoscenze alla Frugarolese. Ritenuto dalla società biancazzurra come "il più grande dirigente nell'ambito giovanile, con capacità relazionali e organizzative invidiabili e riconosciute da tutti", Emilio è quindi pronto per questa nuova esperienza. Sempre da Frugarolo, invece, arrivano notizie di addio: interrotta la collaborazione con mister Fabio Borlini. Adamo in corsia di arrivo...

Intanto, mentre nel "triangolo" Castellazzo, Novese, Arquatese (che annuncia Stefano Raimondi nuovo mister) qualcosa sta bollendo in pentola, con alcuni calciatori nella passata stagione in biancoverde (M'hamsi, Kolaj, Benabid...) al centro dell'attenzione generale, l'Asca continua nella serie di conferme degli "eroi" della promozione: il numero uno sarà ancora Tommy Masneri. Conferme ufficiali anche da Solero, con Fabrizio Gentile chiamato alla guida della neo-promossa, al suo fianco l'inseparabile Mauro Deleani.

In Terza Categoria la Luese Cuccaro, in attesa di poter definitivamente contare sul diritto del nome Luese (senza doverlo condividere con realtà assolutamente scollegate al territorio), dopo aver salutato mister Bastianini, allenatore nella passata stagione, consegna la squadra nelle mani di Giulianino Di Stefano e Luca Mazzoglio, mister "in divenire", in attesa anche di conseguire tesserino.

Incertezza e mistero in casa Europa Bevingros: cosa deciderà patròn Giacchero? Si vocifera di una fusione con l'Aurora Canottieri di Miraglia. Ma forse solo voci...

(Palla al Triso)

Santino Ciceri, addio a un grande numero uno!


 

In questa foto del Milan, con tanto di scudetto sul petto, ricco di campioni quali Liedholm, Nordhal, Schiaffino, Lorenzo Buffon... spicca, col pallone tra le manone guantate e la tuta da "dodicesimo", Santino Ciceri, nome che risveglia nel ricordo di tanti alessandrini l'immagine di uno dei portieri più forti e amati della storia grigia.

Milanese purosangue, Ciceri è cresciuto nel settore giovanile rossonero in un gruppo che porterà al calcio che conta Radice e Bean, Bagnoli e Marchioro. Titolare in quel Milan è Lorenzo Buffon, "un nome, una garanzia" e per il buon Santino restano poche briciole: due misere presenze in campionato e addirittura un'esperienza da titolare (nel novembre del '55 a Saarbrücken) in Coppa dei Campioni, con una indiscutibile vittoria per 4 a 1. Pur di giocare, poi, inizia un personalissimo giro d'Italia, con tappe a Reggio Calabria, Pistoia, Pisa, Verona, Monza, Modena, per chiudere la carriera in grigio, nei campionati dal '70 al '72.

Ciceri si innamora ad Alessandria e di Alessandria. Sposa Fiorenza, la cui famiglia ha una panetteria in Via Ferrara e Alessandria diventerà per sempre la sua città. 

54 volte numero uno, con due promozioni sfiorate d'un nulla. Uno stile a volte spettacolare, la capacità di fare spogliatoio, una resistenza fisica che gli ha permesso di giocare più di 500 partite tra i professionisti, prima di trasformarsi in apprezzato dirigente, a testimonianza di una...testa di certo non meno brillante del fisico. In grigio fece anche da segretario, prima di trasfierirsi nel suo "buen retiro" di Lu.

Santino ci ha lasciati per sempre, ma per lui rimarrà per sempre l'affetto dei tifosi di tutte le squadre in cui ha giocato, di quanti ne hanno apprezzato la serietà e la preparazione quando è passato dietro a una scrivania, di chi ne ha constatato la capacità di "annusare" le potenzialità nei giovani calciatori, di chi ha goduto dei suoi racconti su un calcio bello e sano seduti a un tavolino del bar di Lu.

Ciao Santino!

(Palla al Triso) 

Il nostro calcio: Marco Sartori, mister Casalnoceto

 


Puntata particolare per "Il nostro calcio", oggi siamo in trasferta, a Casalnoceto, in un contesto "nobile", perchè suamo ospiti della Sala Consiliare del Comune, per parlare di un'iniziativa che avrà luogo proprio qui a Casalnoceto, sabato prossimo, 15 giugno. Con noi Marco Sartori, mister della squadra locale, che è uno degli organizzatori dell'appuntamento, insieme all'Amministrazione Comunale e alle Associazioni Allenatori di Calcio delle province di Alessandria, Milano e Pavia. Sabato si terrà la seconda edizione di "FormAzione per allenatori", parlacene Marco.

Un'idea nata due estati fa che siamo riusciti a mettere iniseme e ha portato a Casalnoceto un gruppo di relatori di primissimo livello. E' stata importante la sinergia a cui abbiamo dato vita con le tre associazioni provinciali per creare una manifestazione che sta confermando il proprio successo. L'anno scorso, per la prima edizione abbiamo avuto ben 160 partecipanti, quest'anno abbiamo già prenotazioni per circa 200 persone. Vogliamo offrire più competenza e più formazione agli allenatori. Casalnoceto è "terra di frontiera" tra Alessandria e Pavia e insieme, tra Piemonte e Lombardia, abbiamo trovato amici che hanno condiviso la nostra idea e ci hanno aiutato a metterla in pratica proponendo relatori sempre più importanti e accreditati.

Con questa seconda edizione si tende ad alzare ancora di più l'asticella della qualità!

Camolese, Asta, Vossi, tante figure importanti che parlano di calcio e siamo particolarmente soddisfatti della proposta che arriva da questa seconda esperienza.

Casalnoceto sta dimostrando di essere un territorio che vive di passione per il calcio.

Come società siamo nati dieci anni fa, tra Amatori e Terza Categoria, poi, ormai da sette anni siamo stabilmente in Seconda e quest'anno siamo usciti solamente ai play-off, sfiorando la promozione in Prima, al termine di un'ottima stagione. Quest'anno vediamo: dovremo affrontare qualche valutazione, eventualmente per puntare a un ripescaggio o comunque metterci in condizione di conquistarci la promozione sul campo.

Anche in questo caso si tende ad alzare l'asticella...

Certamente. Anche perchè siamo convinti che anche in una categoria di livello superiore con questo gruppo di ragazzi si possa fare molto bene.

Nel nostro calcio, in quello che si vive nei piccoli centri, è fondamentale un buon rapporto collaborativo con le amministrazioni comunali.

Sicuramente l'Amministrazione Comunale ci ha aiutato, ci aiuta e ci aiuterà. Ha compreso l'importanza che può derivare dal lavoro portato avanti dalla nostra società e quanto il fatto di portare in giro il nome di Casalnoceto possa rappresentare un valore aggiunto per l'intera comunità.

Marco, non ci resta che rinnovare l'invito per sabato!

Casalnoceto è un piccolo paese, posto al confine tra due regioni e ospiterà volentieri tutti gli allenatori che vogliano migliorare la loro formazione, fondamentale per la propria crescita personale.

(Palla al Triso)

Juvecentus: 1986 - Novantesima puntata


 

Gaetano Scirea

Una delle pagine più gloriose e al tempo stesso più amare di tutta la storia della Juve. Al cospetto di liberi quali Beckenbauer, Baresi, Passarella, Tresor, Krol, Gaetano Scirea è forse il migliore in assoluto per la modernità con cui sa interpretare il ruolo: una perfetta sintesi tecnico-tattica tra difesa e attacco. Perentorio e arcigno quando è il momento di alzare le barricate, geometrico, geniale e concreto quando è chiamato ad avanzare e, magari, anche a concludere l'azione. Nato centrocampista, deve forse a questa sua origine la propensione al gioco e non alla distruzione dell'azione avversaria fine a se stessa. Gioca e vive sempre in punta di piedi, senza mai alzare la voce, in perfetta simbiosi con il suo alter ego Zoff. Inscindibili, grandissimi. In campionato gioca 377 partite, vincendo scudetti e coppe. Quando decide di chiudere col calcio giocato passa alla panchina, sempre in armonia con Dino. Insieme guidano la loro Juve. Una trasferta in Polonia: Gay va a visionare gli avversari. Non tornerà più. E quando Ciotti, alla Domenica Sportiva, dà la notizia l'Italia intera piange.

 

LA "STORIA" DEL 1986

E' Platini l'uomo del destino. Prima viene in Italia e contribuisce a rifare grande la Juve e a regalarle quei trionfi europei e mondiali che le erano sempre mancati. Poi, si trasforma in... "boia" delle ultime speranze del grande gruppo bearzottiano, facendo fuori l'Italia dai Mondiali messicani e segnando la fine di un'era di grandi soddisfazioni azzurre. La Juve vince ancora lo scudetto (ma comincerà un periodo di carestia), la Roma la Coppa e Pruzzo torna lider maximo dei realizzatori. In Europa si toccano minimi "qualitativi" storici: fatta eccezione per il Real Madrid, che vince la Coppa Uefa, la Coppa Campioni e la SuperCoppa vanno alla Steaua Bucarest e la Coppa Coppe alla Dinamo Kiev, il cui centravanti Belanov è eletto Pallone d'Oro: sarà una meteora.

(Palla al Triso)


martedì 11 giugno 2024

Mauro Rizzi, se telefonando...

 


"Una telefonata può cambiarti la vita", raccontava una pubblicità di qualche anno fa. E una telefonata la vita l'ha veramente cambiata a Mauro Rizzi. E' arrivata ai primi di febbraio di quest'anno e arrivava dall'Alessandria Calcio. Un'Alessandria in difficoltà che gli chiedeva un aiuto.

E il cuore grigio di Mauro non ha saputo resistere. Si è buttato, a testa bassa, con impegno, con determinazione, per sostenere l'Attività di Base di una società che aveva necessità di avere punti di riferimento solidi e credibili. 

Sono stati cinque mesi intensissimi, con una presenza costante sui mille campi dove i "piccoli orsetti" (come li chiama lui) erano protagonisti. Ha coordinato mister, ha sgridato quando c'era da sgridare e applaudito quando c'era da essere soddisfatti. E c'era sempre, per tutti, anche per genitori insoddisfatti o piccoli calciatori... troppo vivaci.

Giunto al termine della stagione, con l'insicurezza generale che spira sull'ambiente, Mauro saluta la maglia grigia, abbracciando idealmente tutti coloro che sono stati al suo fianco in questa esperienza. "Dispiace per quello che sta succedendo e sarei rimasto molto volentieri, per una questione di cuore, la stessa che mi aveva portato ad accettare l'invito a febbraio. Ma la trasparenza e un progetto certo sono alla base di qualsiasi impegno".

Aveva assicurato che questa sarebbe stata la sua ultima esperienza, ma si sa come vanno le cose, bastano pochi giorni di riposo e il pallone comincia a mancare e si capisce di non poterne fare a meno.

E così, il telefono comincia di nuovo a suonare: dall'altro capo dirigenti di varie società della provincia, che conoscono e apprezzano le qualità e la serietà di Mauro. Asca, Valenzana Mado, Novese, Solero, Felizzano... squillo dopo squillo.

"Proposte interessanti. Difficile una decisione..." 

(Palla al Triso)

Juvecentus: 1985 - Ottantanovesima puntata

 


 

Paolo Rossi

In tutto il mondo è conosciuto come Pablito, retaggio di due mondiali consecutivi giocati in terre di lingua spagnola che lo hanno visto assoluto protagonista. Prima in Argentina nel '78 e poi in Spagna nell'82. Rossi lascia tracce profonde nella storia del calcio. Due esperienze piene di gloria, anche se precedute da momenti non particolarmente felici. A Baires ci arriva dopo una querelle tra Vicenza e Juventus per il suo cartellino (resterà in Veneto dove, dopo essere stato capocannoniere, conoscerà l'onta della retrocessione); quando arriva a Madrid, invece, è reduce da due anni di squalifica a seguito del calcioscommesse, in cui si trova invischiato per ingenuità. In entrambi i casi reagisce alla grande, dimostrando di possedere le stimmate del fuoriclasse. Torna alla Juve, da dove era partito ai tempi della "Primavera", per 83 partite di campionato arricchite di 24 gol. Segna reti importanti, vince scudetti e alza al cielo coppe prestigiose ma il rapporto con la Signora non è mai contrassegnato da slanci entusiastici o da reciproche dimostrazioni di amore. Comunque, un grande.


LA "STORIA" DEL 1985

29 maggio: una data che avrebbe potuto essere la più amata dalle folle juventine, si trasforma nel ricordo più triste e sconvolgente della storia della società bianconera. A Bruxelles, nel piccolo e inadeguato stadio Heysel, si gioca Juve-Liverpool, atto finale di Coppa Campioni. I bianconeri, forti di un Platini ancora Pallone d'Oro e gran goleador, sentono di potercela fare. Succede il finimondo sugli spalti, con morti e feriti, travolti dalla furia di una massa di imbecilli pieni di birra. Si gioca per onor di firma e sarà una vittoria monca. Più bella e felice la finale di Intercontinentale: la Coppa, dopo un'eternità, torna in Europa, torna in Italia. Sul fronte nazionale, peraltro, stanno emergendo forze nuove e inattese: scudetto al Verona, Coppa alla Sampdoria.

(Palla al Triso)



 

 

lunedì 10 giugno 2024

Emilio Colli saluta l'Asca

 


 

In queste settimane una delle società più attive è stata sicuramente l'Asca che, quotidianamente, ha pubblicato immagini di conferme dei tanti calciatori che sono stati protagonisti, nella passata stagione, della brillantissima promozione.

Ancora ieri sono arrivate due conferme: quella di Kevin Vinces e di Pietro Cavallo, mentre uno dei punti di riferimento storici della società gialloblu lascerà il Cattaneo. Paolo Mirone, infatti, non vestirà la maglia Asca nella prossima stagione.

Un altro addio, però, oggi, è stato ufficializzato dalla società alessandrina. Con un comunicato sui social l'Asca ha salutato uno dei pilastri societari degli ultimi anni, Emilio Colli:

"Purtroppo non sempre i post sono di benvenuto o di nuovi ingressi. Da oggi la sua sedia in segreteria sarà vuota, ma più della sedia sarà la sua imponente voce e la sua costante presenza a mancarci. Grazie di tutto Emilio, anche perchè se l'Asca oggi è una delle più interessanti realtà del calcio giovanile alessandrino è anche merito tuo. Con un grande in bocca al lupo per il tuo nuovo incarico, ti auguriamo il meglio e ti regaliamo l'ultimo abbraccio virtuale".

E il vocione di Emilio comincerà a risuonare a Frugarolo...

(Palla al Triso)

 

A volte ritornano!

  Non riesco, sono troppi i motivi che mi portano a ridare vita a "Palla al Triso". Per primo l'affetto, la simpatia, l'in...